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Majjhima Nikaya

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Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/26/2015, 03:44

Mi sono piaciuti in particolare questi due Sutta del Majjhima Nikaya, così ho pensato di postarveli.. Spero possiate trovarli interessanti 

Sutta 23
Vammika Sutta
Il formicaio
Questo ho sentito.
Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî, nella Selva del Vincitore, nel giardino di
Anâthapindiko. Nello stesso tempo l'onorevole Kumârakassapo dimorava nella Selva Scura.
Quando fu sceso il crepuscolo, una certa divinità illuminò l'intera Selva Scura col suo splendore, si
avvicinò all'onorevole Kumârakassapo, si sedette in disparte e gli disse:
"Monaco, questo formicaio fuma di notte e fiammeggia di giorno. Il brâhmano disse:
'Scava, Savio, con arma tagliente'. Il Savio scavò e trovò un cuneo. Il brâhmano disse: 'Via il cuneo,
continua a scavare Savio.
Il Savio scavò e trovò una bolla, ma il brâhmano lo incitò a gettarla e a continuare a scavare. La
cosa si ripeté quando il Savio trovò uno dopo l'altro: un bidente, un graticcio, una testuggine, una
scure, un pezzo di carne, un naja. A questo punto il brâhmano disse:
'Ferma, non toccare il naja, rendigli onore!'." La divinità allora disse all'onorevole monaco: "Ripeti
questo enigma al Sublime, ascoltane la spiegazione e conservala. Non vedo alcuno al mondo, né
dei, né spiriti cattivi o buoni, né asceti o brâhmani, né uomini che possa chiarirlo se non il
Compiuto, o un suo dotto discepolo." Detto questo, la divinità sparì.
Trascorsa la notte, l'onorevole Kumârakassapo si recò dal Sublime, lo salutò riverentemente, si
sedette accanto, gli raccontò l'accaduto e gli riferì l'elogio della divinità, gli disse l'enigma, e gli
chiese: "Cos'è il formicaio, chi è il brâhmano, chi il Savio, cos'è l'arma tagliente, cosa sono tutte le
altre cose?"
E il Sublime: "Formicaio è il corpo formato dalle quattro materie principali, generato dai genitori,
sviluppato col nutrimento, soggetto al trapasso, al disfacimento, alla consumazione, alla
dissoluzione, alla distruzione. Il fumare di notte è ciò che il corpo riflette e pondera, mentre il
fiammeggiare di giorno è ciò che esso opera in azioni, parole e pensieri. Il brâhmano sarei io, il
Compiuto, il Santo, perfetto Svegliato. Il Savio designa il monaco che lotta; l'arma tagliente è la
santa sapienza. Lo scavare indica la costante perseveranza; il cuneo l'ignoranza. La bolla indica
l'ira e la disperazione. Il bidente rappresenta il dubbio e il graticcio designa i cinque impedimenti:
l'impedimento del desiderio, dell'avversione, dell'accidia, della superbia, dell'esistenza.. La
testuggine indica i cinque elementi dell'attaccamento alla vita: attaccamento alle forme, alle
sensazioni, alle percezioni, alle distinzioni, alla coscienza. La scure indica le cinque facoltà di
bramare: delle forme penetranti tramite la vista; dei suoni penetranti tramite l'udito; degli odori
penetranti tramite l'olfatto; dei sapori penetranti tramite il gusto; dei contatti penetranti tramite il
tatto nella coscienza. Il pezzo di carne indica il piacere della soddisfazione. Il naja indica il monaco
che ha estinta la mania. Questo è il senso: la santa sapienza è conquistata tramite la costante
perseveranza. Superando l'ignoranza, l'ira e la disperazione, il dubbio, i cinque impedimenti, i
cinque attaccamenti alla vita, le cinque facoltà del bramare, il piacere della soddisfazione, si giunge
all'estinzione della mania. Onore al monaco che lottando ha compiuto l'opera!"
Così parlò il Sublime. Contento si rallegrò l'onorevole Kumârakassapo della sua parola.

----

Sutta 28
Mahâhatthipadoma Sutta
L'orma dell'elefante
Questo ho sentito.
Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî, nella Selva del Vincitore, nel giardino di
Anâthapindiko. Là l'onorevole Sâriputto si rivolse ai monaci: "Così come tutto ciò che è vivente,
che si muove fornito di piedi, sta all'interno dell'orma dell'elefante, perché la sua orma è nota per
essere la più larga di tutte, così pure tutto il bene sta nelle quattro sante verità: nelle sante verità
del dolore, dell'origine del dolore, dell'annientamento del dolore e della via che conduce
all'annientamento del dolore.
Ma cos'è la santa verità del dolore? Sono dolore: nascita, vecchiaia, morte, guai, calamità,
sofferenze e pene, strazio e disperazione; non ottenere ciò che si desidera; in breve: i cinque tronchi
dell'attaccamento sono dolore. I tronchi dell'attaccamento alla forma, alla sensazione, alla
percezione, alla distinzione e alla coscienza. Ma qual è il tronco dell'attaccamento alla forma? Le
quattro materie principali e ciò che tramite esse esiste come forma: la terra, l'acqua, il fuoco e l'aria.
La terra può essere interna o esterna. Quella interna è ciò che in noi si presenta solido e duro,
come: capelli, peli, unghie, denti, pelle, carne, tendini, ossa, midolla, reni, cuore, fegato,
diaframma, milza, polmoni, stomaco, intestini, mucose, sterco e così via. Ma interna o esterna è
sempre terra e ognuno deve considerarla, conforme a verità e con perfetta sapienza, come cosa che
non gli appartiene, non è il suo io, non è se stesso. Riconosciuto ciò, la terra non interessa più, ci si
stacca da essa.
Vi sono tempi in cui le acque esteriori s'innalzano, e la terra esteriore scompare sotto di quelle.
Questa terra esterna, che è così enorme, mostra d'essere impermanente, soggetta alle leggi della
distruzione, della dissoluzione, della mutazione: e questo corpo, alto meno d'otto palmi, prodotto
dalla sete d'esistenza varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'?
Se la gente biasima, condanna, perseguita, assale un monaco, egli pensa: 'In me s'è originata questa
sensazione di dolore provocata da contatto uditivo, ed essa è determinata da contatto'. Ed egli
osserva: 'Tutto è mutevole: il contatto, la sensazione, la percezione, la distinzione e la coscienza'. Il
suo animo, che scompone così gli elementi, si solleva, si rasserena, diviene saldo e costante.
Se la gente tratta un tal monaco scortesemente, senz'amore, lo batte rozzamente con pugni, gli tira
pietre, lo percuote con mazze, lo colpisce con spade, allora egli pensa: 'Così è fatto questo corpo; lo
si può battere coi pugni, colpire con pietre, percuotere con mazze, ferire con spade! Ma la parola
del Sublime nel Paragone della Sega suona: (Se anche, monaci, briganti ed assassini, con una sega
da alberi, vi staccassero articolazioni e membra, chi per ciò si infuriasse non osserverebbe il mio
insegnamento). Ferrea quindi sarà la mia forza, inflessibile; presente il sapere, irremovibile; calmo
il corpo, impassibile; raccolto l'animo, unificato. Qualunque cosa facciano, sarà osservato
quell'insegnamento degli Svegliati'.
Se a questo monaco che si ricorda così dello Svegliato, così della Dottrina, così dei Discepoli,
manca la nobile costanza dell'imperturbabilità, allora egli diviene confuso, cade in agitazione; così
come accade alla nuora, incontrando il suocero.
Se invece a questo monaco che si ricorda così dello Svegliato, così della Dottrina, così dei Discepoli,
permane la nobile costanza dell'imperturbabilità, allora egli è felice, ed ha realizzato molto.
L'acqua può essere interna o esterna. Ciò che specificamente nell'interno si presenta fluido e
liquido, come: bile, muco, pus, sangue, sudore, linfa, lacrime, siero, saliva, liquido articolare, urina
o altre cose del genere, ciò si chiama acqua interna. E l'acqua interna e quella esterna sono
entrambe la materia acqua. E riconosciuto conforme alla verità, con perfetta sapienza, che ciò non
mi appartiene, ciò non è io, ciò non è me stesso; si diviene disinteressati all'acqua, ci si distacca da
essa.
Vi sono tempi in cui le acque esterne si gonfiano, in cui esse travolgono un villaggio, una città una
residenza, inondano un paese, inondano terre e regni. Vi sono tempi in cui le acque del grande
mare sono profonde centinaia, migliaia di miglia. Vi sono tempi in cui l'acqua del grande mare è
alta fino a un solo palmo; vi sono altri tempi in cui l'acqua del grande mare è profonda dall'altezza
di sette uomini sino a quella di un solo uomo. Vi sono tempi in cui l'acqua del mare raggiunge l'altezza di mezzo uomo, in cui giunge fino all'anca, al ginocchio, al malleolo; ve ne sono altri in cui
non arriva a coprire la falange d'un dito.
Quest'acqua esterna, che è così enorme, si mostra impermanente, soggetta alle leggi della
distruzione, della dissoluzione, della mutazione: e di questo corpo, alto meno di otto palmi,
prodotto dalla sete d'esistenza, varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'?
Se ora nel monaco che così si ricorda dello Svegliato, della Dottrina e dei Discepoli, dura la nobile
costanza dell'imperturbabilità, allora egli è felice, ed ha realizzato molto. Il fuoco può essere
interno o esterno. Il fuoco interno è ciò che nel corpo si presenta caldo e focoso, come quello per
cui si digerisce, ci si riscalda, per cui il cibo masticato e la bevanda ingerita soggiacciono a una
completa trasformazione, o qualsiasi altra cosa che nell'interno si presenta calda e focosa. E ciò che
vi è di fuoco interno o esterno è la materia fuoco. E riconosciuto conforme alla verità, con perfetta
sapienza, che ciò non mi appartiene, ciò non è io, ciò non è me stesso; ci disinteressa del fuoco, ci si
distacca da esso.
Vi sono tempi in cui i fuochi esterni infuriano e distruggono un villaggio, una città, una residenza,
divorano un paese, divorano terre e regni, invadono campi e prati, selve e boschi, campagne
fiorenti, e si estinguono solo quando tutto è bruciato. Vi sono tempi in cui con una penna, con una
piuma bisogna ventilare il fuoco. Questo fuoco, che può essere così enorme, mostra la sua
impermanenza, il suo esser soggetto alle leggi della distruzione, della dissoluzione, della
mutazione: e di questo corpo, alto meno di otto palmi, prodotto dalla sete d'esistenza, varrebbe la
pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'?
Se ora nel monaco che così si ricorda dello Svegliato, della Dottrina e dei Discepoli, dura la nobile
costanza dell'imperturbabilità, allora egli è felice, ed ha realizzato molto. L'aria può essere interna
o esterna. Ciò che nell'interno si presenta volatile ed aereo, come i venti del ventre e dell'intestino, i
venti della inspirazione e dell'espirazione, o qualsiasi altra cosa che si presenta volatile ed aerea è
materia aria. E ciò è vi è di aria interna ed esterna è l'elemento aria. E riconosciuto conforme alla
verità, con perfetta sapienza, che ciò non mi appartiene, ciò non è io, ciò non è me stesso; ci si
disinteressa dell'aria, ci si distacca da essa.
Vi sono tempi in cui l'aria esterna infuria e abbatte un villaggio, una città, una residenza, devasta
un paese, devasta terre e regni. Vi sono tempi, come nell'ultimo mese dell'estate, in cui bisogna
farsi vento con una foglia di palma, con un ventaglio; tempi in cui anche sull'acqua non si muove
uno stelo. Quest'aria, che può essere così enorme, mostra la sua impermanenza, il suo esser
soggetta alle leggi della distruzione, della dissoluzione, della mutazione: e di questo corpo, alto
meno di otto palmi, prodotto dalla sete d'esistenza, varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un
'Mio' o un 'Essere'?
Se la gente biasima, condanna, perseguita, assale un monaco, egli pensa: 'In me s'è originata questa
sensazione di dolore provocata da contatto uditivo, ed essa è determinata da contatto'. Ed egli
osserva: 'Tutto è mutevole: il contatto, la sensazione, la percezione, la distinzione e la coscienza'. Il
suo animo, che scompone così gli elementi, si solleva, si rasserena, diviene saldo e costante.
Se la gente tratta un tal monaco scortesemente, senz'amore, rozzamente lo batte con pugni, gli tira
pietre, lo percuote con mazze, lo colpisce con spade, allora egli pensa: 'Così è fatto questo corpo; lo
si può battere coi pugni, colpire con pietre, percuotere con mazze, ferire con spade! Ma la parola
del Sublime nel Paragone della Sega suona: (Se anche, monaci, briganti ed assassini, con una sega
da alberi, vi staccassero articolazioni e membra, chi per ciò si infuriasse non osserverebbe il mio
insegnamento).
Ferrea quindi sarà la mia forza, inflessibile; presente il sapere, irremovibile; calmo il corpo,
impassibile; raccolto l'animo, unificato. Qualunque cosa facciano, sarà osservato
quell'insegnamento degli Svegliati'. Se a questo monaco che si ricorda così dello Svegliato, così
della Dottrina, così dei Discepoli, manca la nobile costanza dell'imperturbabilità, allora egli diviene
confuso; così come accade alla nuora, incontrando il suocero.
Se ora nel monaco che così si ricorda dello Svegliato, della Dottrina e dei Discepoli, dura la nobile
costanza dell'imperturbabilità, allora egli è felice, ed ha realizzato molto."
"Così come per mezzo di travi e giunchi, di paglia e creta viene a costituirsi uno spazio limitato,
ossia 'la casa'; così pure per mezzo di ossa e tendini, di carne e pelle viene a costituirsi uno spazio
limitato, ossia 'la forma'. Se la vista interna non è distratta, e le forme esterne non entrano nel campo visivo, allora non si
verifica il corrispondente contatto reciproco, e non si viene a formare alcuna formazione nel
corrispondente campo di coscienza.
Se la vista interna non è distratta, e le forme esterne potrebbero entrare nel campo visivo (ma non
lo fanno), non si verifica il corrispondente contatto reciproco, e non si viene a formare alcuna
formazione nel corrispondente campo di coscienza.
Ma se la vista interna non è distratta, e le forme esterne entrano nel campo visivo, e ha luogo una
corrispondente contatto reciproco, allora si viene così alla formazione del corrispondente campo di
coscienza. Ogni forma, pertinente a ciò che così si è formato, si dispone nel tronco
dell'attaccamento alla forma; ogni sensazione si dispone nel tronco dell'attaccamento alla
sensazione e lo stesso accade a ogni percezione, a ogni distinzione, a ogni coscienza. Si comprende
adesso: 'Questa è dunque la disposizione, la riunione, la combinazione di questi cinque tronchi
dell'attaccamento!' E la parola del Sublime suona: 'Chi vede l'origine da cause, vede la verità: chi
vede la verità, vede l'origine da cause'. Da cause sono essi perciò originati, questi cinque tronchi
dell'attaccamento! La volontà, il piacere, l'affermazione (anunayo), la soddisfazione in questi
cinque tronchi dell'attaccamento: questa è l'origine del dolore. Il rinnegamento (vinayo) della
brama del volere, il suo annullamento in questi cinque tronchi dell'attaccamento: questo è
l'annientamento del dolore. E pertanto, fratelli, un monaco ha fatto molto.
Se l'udito interno non è distratto,
Se l'olfatto interno non è distratto,
Se il gusto interno non è distratto,
Se il tatto interno non è distratto,
Se il pensiero interno non è distratto, e le cose esterne non entrano nel campo del pensiero, allora
non ha nemmeno luogo la corrispondente combinazione reciproca, e non si perviene ad alcuna
formazione del corrispondente campo di coscienza.
Se il pensiero interno non è distratto, e le cose esterne entrano nel campo del pensiero, e non ha
luogo alcuna reciproca combinazione, allora neppure si perviene ad alcuna formazione del
corrispondente campo di coscienza.
Ma se il pensiero interno non è distratto, e le cose esterne entrano nel campo del pensiero, e ha
luogo una corrispondente reciproca combinazione, allora si viene alla formazione del
corrispondente campo di coscienza. Ogni forma, pertinente a ciò che si è così formato, si dispone
nel tronco dell'attaccamento alla forma, ogni sensazione si dispone nel tronco dell'attaccamento
alla sensazione e lo stesso accade a ogni percezione, a ogni distinzione, a ogni coscienza. Si
comprende adesso: 'Questa è dunque la disposizione, la riunione, la combinazione di questi cinque
tronchi dell'attaccamento!' E la parola del Sublime suona: 'Chi vede l'origine da cause, vede la
verità: chi vede la verità, vede l'origine da cause'. Da cause sono essi perciò originati, questi cinque
tronchi dell'attaccamento! La volontà, il piacere, l'affermazione, la soddisfazione in questi cinque
tronchi dell'attaccamento: questa è l'origine del dolore. Il rinnegamento della brama del volere,
l'annullamento della brama del volere in questi cinque tronchi dell'attaccamento: questo è
l'annientamento del dolore. E pertanto, fratelli, un monaco ha fatto molto'."
Così parlò l'onorevole Sâriputto. Contenti i monaci si rallegrarono della sua parola.
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Claudio il 7/26/2015, 21:19

Quando fu sceso il crepuscolo, una certa divinità illuminò l'intera Selva Scura col suo splendore, si
avvicinò all'onorevole Kumârakassapo, si sedette in disparte e gli disse:
"Monaco, questo formicaio fuma di notte e fiammeggia di giorno.
tutto del massimo interesse Totoro, mi soffermo un secondo su questo inizio parabola per sottolinearvi quanto sia sfalsato lo zen e alcune sette buddiste che si dichiarano buddisti dalle effettive parole del budda, qui troviamo conferma che gli esseri celesti, assimilabili agli angeli della ns. religione, esistono per davvero, siccome queste apparizioni risalgono a circa 550 anni prima della venuta del cristo (cristianesimo) troviamo risposte che lo zen e il buddismo in genere tenta di negare, che esistono esseri celesti e angeli e non solamente uomini, particolare che la nostra religione ci attesta di regola.
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Libera il 7/26/2015, 22:07

Grazie per aver postato Totoro

Interessante e invoglia a proseguire la lettura.

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essendo sorte esse poi cessano
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/26/2015, 22:49

Vero. yeah

_________________


Un Essere Intelligente può anche permettersi di fare l'imbecille, mentre il contrario è proprio impossibile.

Colui che comprende la creazione e la dissoluzione, l'apparizione e la scomparsa degli esseri, la saggezza e l'ignoranza, dovrebbe essere chiamato Bhagavān.

Le armi non fendono il Sé, il fuoco non lo brucia; né lo bagnano le acque, né lo dissecca il vento.
Esso è detto non-manifesto, impensabile, immutabile, impermeabile. Sapendo ciò non affliggerti.
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/27/2015, 02:24

Sono contento che vi siano piaciuti boardmod_main   .. Ve ne posterò altri.

Comunque, personalmente mi piace di più il Majjhima Nikaya che il Digha Nikaya. 
Potrebbe anche essere che lo sto apprezzando di più perché inizio a capire veramente come stanno le cose grazie al nostro Admin 

_________________
' La forma è come una massa di schiuma; 
la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
deve recidere ogni vincolo; 
deve fare di sé 
il suo rifugio; 
deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco
per raggiungere la dimensione 
da dove non si rinasce.'

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/27/2015, 11:45

Pensa che tuo fratello mi fa sorridere perché "trasmette messaggi dettati dall'Atman .. ormai.. e manco se ne rende perfettamente conto".

Mi piace sentire la coscienza atman che mi dice "vedi che stai capendo vedi che stai imparando... e mi prende spirito - samente per i fondelli.. icon_rof

_________________


Un Essere Intelligente può anche permettersi di fare l'imbecille, mentre il contrario è proprio impossibile.

Colui che comprende la creazione e la dissoluzione, l'apparizione e la scomparsa degli esseri, la saggezza e l'ignoranza, dovrebbe essere chiamato Bhagavān.

Le armi non fendono il Sé, il fuoco non lo brucia; né lo bagnano le acque, né lo dissecca il vento.
Esso è detto non-manifesto, impensabile, immutabile, impermeabile. Sapendo ciò non affliggerti.
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/27/2015, 14:15

Apppperó! É um bel passo in avanti allora egypt

_________________
' La forma è come una massa di schiuma; 
la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
deve recidere ogni vincolo; 
deve fare di sé 
il suo rifugio; 
deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco
per raggiungere la dimensione 
da dove non si rinasce.'

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Eroe per Caso il 7/27/2015, 14:46

L'ho messo giu a studiare è lui .. preciso e ordinato .. da bravo segno della Vergine .. si applica in modo costante e ripetuto.

Vishnu è un precisetto e ama i precisetti... cosa che io proprio ..NON SARO' MAIIII icon_rof azz

_________________
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/27/2015, 15:38

E pensa che non l avrei mai immaginato.. mai dire mai: le persone cambiano  egypt

Ps: a proposito di segni zodiacali: 23 agosto è leone o vergine? 

_________________
' La forma è come una massa di schiuma; 
la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Racchiadentro il 7/27/2015, 15:59

Ho letto che il Buddha era contrario alle donne Suspect , una donna può fare lo stesso questa meditazione come la chiamate voi?
Grazie.

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/27/2015, 16:08

Contrario alle donne?!    .. il Buddha diceva (detto terra terra) che qualsiasi forma di sentimento che sia di odio, rabbia, rancore, amore etc, sono frutto dell'ego. Pertanto bisogna starne alla larga.. non che le donne non possono percorrere la via nobile. Dopotutto siamo tutti uguali, divisi in uomini e donne solo per caratteristiche genetiche e fisiche differenti.. tant'è che brahman-krishna presenta entrambi e contemporaneamente caratteristiche maschili e femminili 

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questo ha insegnato 
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/27/2015, 16:13

@Racchiadentro

Era contrario agli inizi perché temeva che un eventuale gruppo di monache potesse essere preso di mira da ladroni e stupratori di strada e anche da assassini e ladroni che ..a quel tempo abbondavano per le valli dell'india antica.
Ma dopo sua moglie e suo figlio lo convinsero del contrario e sua moglie divenne la Capostipite dell'ordine delle monache del buddha gautama. 

C'è anche da aggiungere che una donna ha più problemi di un uomo a fare questo percorso poiché ha nel suo DNA una serie di obbiettivi materiali concreti che possono ben distoglierla dalla meditazione trascendentale e da percorsi interiori e mistici che richiedono il totale o parziale annullamento dei suoi desideri di donna : la famiglia, il procreare figli, l'adorazione succube dei genitori e parenti,
il desiderio di bei vestiti e di una casa bella e di una posizione ricca e agiata .. e anche molto comoda e sicura dal punto di vista monetario e sociale..

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Colui che comprende la creazione e la dissoluzione, l'apparizione e la scomparsa degli esseri, la saggezza e l'ignoranza, dovrebbe essere chiamato Bhagavān.

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/27/2015, 16:20

@Totoro : agli inizi mica tanto sai, ma ci sono i motivi che ti ho messo, infatti hanno sudato un po' per convincerlo .. sua moglie e i suoi cugini e suo figlio in prima battuta, dopo anche i monaci.

Ma il motivo era chiaro, non voleva venissero fuori problemi tra monaci e monache, e non voleva che la sua opera di espansione del suo rivoluzionario e innovativo Buddismo Originale ..che si staccava dall'Induismo sia Bramano che Visnava che Shivaista .. non cadesse in Contraddizioni, Sfacelo e lotte interne ..dando poi adito a critiche demolitive da parte dei comuni mondani e da parte delle agguerrite sette e gruppi che si facevano UNA CONCORRENZA ANCHE SLEALE pur di affermare che la loro scuola era migliore di quella degli altri.

Questo cmq non ha fermato dispute interne ed esterne al gruppo di Gotama già allora.
Oggi ci sono 150 induismi e 100 buddismi .. un vero caos ..

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/27/2015, 16:35

Non pensavo che dietro ci fosse tutto questo   ..
Allora chiedo scusa per ciò che ho detto prima 

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/27/2015, 17:52

Ma no, ma che scusa e scusa .. non ti devi scusare di nulla, guai a te se riscuserai in futuro di un qualcosa con me !!!

Hai solo detto quello che credevi giusto: solo che non esattamente GIUSTO.
Niente di chè.. in fondo. boh


Fondamentalmente e di superficie il tuo discorso è tipico del buddista e dei buddismi.. ma Gotama è (oggi) ed era (ieri) tutta un'altra cosa e un altro tipo di Uomo (Divino.. = Vishnu della Trinità Trimurti).


Devi considerare che Lui ..da bravo Istruttore ..come fosse il Preside di una Scuola .. se le studiava ragionandoci sopra affinché la sua Linea e la sua Scoperta Scientifica di un Nuovo Metodo (il suo) risultasse non attaccabile facilmente dai ciarloni.. dai vari guru, dai viandanti filosofi e da mille chiacchiere che la gente poteva fare sul suo metodo - ordine monastico - serietà e professionalità quale Perfetto Tathaghata.

In base a ciò .. agli inizi non c'erano regole..ma ha dovuto imporle, persino ai suoi più stretti amici e parenti, perché sennò ognuno capiva e faceva quel cavolo che voleva .. incasinando le cose in modo del tutto ANARCHICO E ILLOGICO.

In effetti ci vuole un periodo rigoroso per arrivare al SE' ETERNO .. se nò non ci si arriva, e ci vuole impegno ma anche metodo, serietà e molta costanza (e grande volontà spassionata ..+ tanta intelligente discriminazione logigo intellettiva mediante la NS. INTELLIGENZA SUPERIORE .. La Buddi).

Per questo amici troppo allegrotti o neofiti casinisti, donne convinte ma che possono "far insorgere strani desideri" erano gravi pericoli potenziali per il suo Darma (insegnamento universale), e tra l'altro Vishnu (che è proprio LUI !!!) in India sanno tutti che si è quello che aiuta il vero asceta e ricercatore.. ma è anche il più freddo di emozioni e il più rigido come insegnamento.. rispetto al Dio Brahma (creatore degli astrali e demiurgo della materia) e il Dio Shiva (trasformatore e distruttore, padrone delle energie e della kundalini).

Quindi ci furono decisioni di mettere REGOLE BEN PRECISE E RISTRETTE .. e persino gli amici più stretti ci rimasero molto male.. però questo ha dato dei frutti.
Anche se come dicevo OGGI .. ci ritroviamo troppi buddismi e troppa gente new e old age che ci racconta cacchiate a modo suo .. travisando LE VERE PAROLE DEL BUDDHA GOTAMA .. che non erano ne zen ne giapponese, ne tibetano ne padre dei vari Dalai lama, non era Cinese con l'occhietto a mandorla e non era mezzo Taoista e mezzo buddista.

Gotama era INDIANO AL 100% e le uniche parole vere e insegnamenti giusti stanno nel CANONE in lingua Pali (perché già quello cinese ... e stato smanettato..).

Per questo io insisto su www.canonepali.net ... perché è fedele all'origine originale : questi testi i monaci li hanno difesi con le unghie e con i denti .. E MAI SONO STATI MANOMESSI DA ALCUNO.. NEMMENO DAL PIU POTENTE DEI RE.

Cosa che non possiamo invece dire della Bibbia V.T. e dei Vangeli dei 4 apostoli e dei vangeli detti gnostici (non riconosciuti dai signori del Vatican Bank City in Rome..ehh..)     

---
Tu hai semplicemente dato la versione che darebbe uno zen o uno che frequenta una palestra o un dojo di Buddismo.. niente di male .. però NON E' COSI !!

E io il Buddha lo conosco bene... al di là dei testi: quindi vai tranquillo (se ho detto cavolate e gli girano i 5 minuti ,,, scende giù e mi ..di brutto..ajhhhahha)

Ovviamente scherzo (non del tutto ) .. è il più Grande Amico che abbia mai incontrato nella mia vita .. e ovviamente non poteva essere una cosa normale : era un Dio quello che veniva da me... tutto in regola boardmod_main .. la mia esistenza è tutta cosi.. boh ).

Lavorateci sopra ragazzi miei !!

.. perché Lui vi affianca e vi stà vicino e a tuo fratello GIA' GLI STA' MOLTO MOLTO PIU' VICINO DI QUANTO LUI CREDA E NON SI SIA ANCORA ACCORTO !!!

L'Atman è già al lavoro dentro a tuo fratello UFO .. e lo vedrai sempre più cambiare .. in meglio !!! molto in meglio ! egypt egypt

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 7/27/2015, 18:36

Grazie della spiegazione Lanci  boardmod_main ..
ho risposto in quel modo perché non ero a conoscenza di questi fatti e pensavo che qualsiasi persona, uomo o donna, avesse le stesse possibilità.. ma a quanto pare mi sbagliavo.

Ci lavoro su 

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Eroe per Caso il 7/27/2015, 19:15

Govinda lo conferma in maniera "sottile" a Shankara nel Grande Gioiello della discriminazione :


2. Per tutte le creature viventi non è agevole avere una nascita umana, in particolare ottenere un temperamento maschile, più difficile è perseguire il sentiero della devozione vedica, più difficile ancora è acquisire la perfetta conoscenza delle Sacre scritture. Altresì è raro discriminare tra il Sé e il non-Sé e realizzare l’identità del Sé con Brahman. Questo tipo di liberazione perfetta è il risultato di meriti accumulato nel corso di innumerevoli nascite.



 

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da U F O il 8/9/2015, 18:52

Anche io aggiungo un discorso molto profondo e semplice da capire, fatto dal Buddha Gotama , ma non nel Majjhima Nikaya , bensi nel Samyutta Nikaya ( Discorsi riuniti ).

Si trova nella sezione " 22. Khandha-samyutta - Gli aggregati dell'attaccamento " .
Il titolo del discorso è Phena Sutta -  La schiuma.

Buona lettura.   :
"
Una volta il Benedetto soggiornava presso gli Ayojjha sulle rive del Gange. Là si rivolse ai monaci: "Monaci, supponete che una gran massa di schiuma fluttuasse su questo Gange, e un uomo di buona vista la vedesse, l'osservasse e l'esaminasse. Per lui - vedendola, osservandola ed esaminandola - apparirebbe vuota, inconsistente, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in una massa di schiuma? Allo stesso modo, un monaco vede, osserva ed esamina ogni forma passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o sottile; comune o sublime; vicina o lontana. Per lui - vedendola, osservandola ed esaminandola - apparirebbe vuota, inconsistente, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in una forma? 

"Ora supponete che durante l'autunno - quando piove forte - una bolla d’acqua dovesse apparire e dovesse sparire sull'acqua, e un uomo di buona vista la vedesse, l'osservasse e l'esaminasse. Per lui - vedendola, osservandola ed esaminandola - apparirebbe vuota, inconsistente, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in una bolla d’acqua? Allo stesso modo, un monaco vede, osserva ed esamina ogni sensazione passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o sottile; comune o sublime; vicina o lontana. Per lui - vedendola, osservandola ed esaminandola - apparirebbe vuota, inconsistente, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in una sensazione? 

"Ora supponete che durante l'ultimo mese della stagione calda ci fosse un miraggio, e un uomo di buona vista lo vedesse, l'osservasse e l'esaminasse. Per lui - vedendolo, osservandolo ed esaminandolo - apparirebbe vuoto, vano, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in un miraggio? Allo stesso modo, un monaco vede, osserva ed esamina ogni percezione passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o sottile; comune o sublime; vicina o lontana. Per lui - vedendola, osservandola ed esaminandola - apparirebbe vuota, vana, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in una percezione? 

"E’ come se un uomo desideroso di legna, in cerca di legna, alla ricerca di legna, si recasse in una foresta con un'ascia affilata; e là vedesse un grande banano: con un grande fusto, eretto, giovane, di un'altezza enorme. Lo taglierebbe alla radice e, avendolo tagliato alla radice, ne distacca la corteccia. Dopo aver tolto la corteccia, non trova neanche un po’ di legno. E poi un uomo di buona vista lo vedrebbe, l'osserverebbe e l'esaminerebbe. Per lui - vedendolo, osservandolo ed esaminandolo - apparirebbe vuoto, cavo, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in un banano? Allo stesso modo, un monaco vede, osserva ed esamina tutte le formazioni mentali passate, future o presenti; interne o esterne; grossolane o sottili; comuni o sublimi; vicine o lontane. Per lui - vedendole, osservandole ed esaminandole - apparirebbero vuote, cave, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci nelle formazioni mentali? 

E’ come se un illusionista desse spettacolo su una strada principale, e un uomo di buona vista vedesse, osservasse ed esaminasse quello spettacolo. Per lui - vedendolo, osservandolo ed esaminandolo - apparirebbe vuoto, vano, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in un gioco d’illusione?
Allo stesso modo, un monaco vede, osserva ed esamina ogni coscienza passata, futura o presente; interna o esterna; grossolana o sottile; comune o sublime; vicina o lontana. Per lui - vedendola, osservandola ed esaminandola - apparirebbe vuota, vana, senza sostanza: perché quale sostanza potrebbe esserci in una coscienza? 

"Vedendo tutto ciò, il discepolo istruito dalle nobili persone si distacca dalla forma, dalla sensazione, dalla percezione, dalle formazioni mentali e dalla coscienza. Distaccato, non prova desiderio. Privo di desiderio, è libero. Con la liberazione, ottiene la perfetta conoscenza. Discerne: 'La nascita è finita, la vita santa è adempiuta, il compito terminato. Non ci saranno altre rinascite in questo mondo.' 

Questo disse il Benedetto. Poi aggiunse: 

La forma è come una massa di schiuma; 
la sensazione, una bolla, 
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la coscienza, un gioco d’illusione -- 
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a fondo. 

A cominciare dal corpo 
così come insegnato 
dalla perfetta conoscenza: 
quando tre cose lo lasciano 
-- vita, calore e coscienza-- 
la forma è abbandonata, messa da parte. 
Privo di esse 
riposa, rigido, 
insensibile, 
cibo per altri esseri. 
Così è e sarà: 
è un gioco d’illusione, 
chiacchiere di un idiota. 

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deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco-- 
per raggiungere la dimensione 
da dove non si rinasce.

".

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Lasciando lontano le terre basse,
Mentre altri legano ancora le loro fragili zattere,
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Lancillotto2013 il 8/13/2015, 22:24

Moltissimo interessante, tutto vero.

Dopo però si ha due scelte : o vivere lo show per tale e quale ..o.. o .. andarsene in fretta tali e quali.

Ma la scelta è eguale seppur diversa e apparentemente opposta .. per paradosso, incomprensibile al mentale, una volta svegliato .. il Liberato è effettivamente libero di godere lo show per ciò che è .. cioè uno spettacolo illusorio oppure ritirarsi nel Sè Supremo, perchè nemmeno nella Coscienza ..che è lo Spirito Creativo in Azione (atman) .. può trovare Realtà e Eterna Pace Soddisfacente.

Qui vedo che Gotama che era avatara di Vishnu si dichiara giustamente "parente del Sole" ... quindi parente di Krishna-Vishnu, che è il Dio Solare per eccellenza.

Mentre la Testa nel Fuoco stà a spiegare quanto sia dura la guerra che si dovrà affrontare con il proprio Falso Ego .. la falsa mente e tutti i suoi pensieri Vani e Fortuiti, vaghi miraggi di una grande ..ma pur necessaria Ipnosi gigantesca, chiamata Maya dagli Indù (che per caso o per sbaglio .. è la dea dell'ipnosi mentale collettiva ed anche il nome della madre del Buddha Gotama, 9a incarnazione del Signore Vishnu).

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Devi Maya la dea della Grande Ipnosi

Messaggio Da Lancillotto2013 il 8/13/2015, 23:09

Colei che gira la ruota e facendo girare la ruota ..attiva un ciclo cosmico di un nuovo samsara



Questa Entità è sovrana di : contatto, sensazione, desiderio e avvenimenti dualisti da svolgersi nel ciclo illusorio dell'Essere Vano (mondano illuso di essere umano in un mondo umano che effettivamente esista e sia unico e veritiero).

--

APPROFONDIMENTI SU CULTURA ANTICA INDIANA E SENSO DELLE COSE SPIRITUALI:
http://isentieridellaragione.weebly.com/la-filosofia-induista.html

(non le ho scritte io... eh .. e per fortuna )

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 8/21/2015, 13:59

Mooolto molto bello questo Sutta 

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 12/16/2016, 21:53

Majjhima Nikaya

Dvedhâvitakka Sutta 19
Due specie di deliberazioni

Questo ho sentito.
Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî, nella Selva del Vincitore, nel giardino di
Anâthapindiko. Là il Sublime si rivolse ai monaci: "Una volta, quando ancora non avevo
conseguito il pieno risveglio e, da Bodhisatta, anelavo solo ad esso, mi venne questo pensiero: 'Se
io ora dividessi il mio pensare in due parti contrapposte?'. E allora divisi da un lato il pensiero
dell'insistere, del danneggiare e dell'infuriare, e dall'altro il pensiero del rinunciare, del non
danneggiare e del non infuriare. Ora, quando in questo sforzo serio, solerte, impegnativo, mi si
presentava il pensiero dell'insistere, del danneggiare o dell'infuriare, mi dicevo: 'Mi si sono
presentati i pensieri dell'insistere, del danneggiare o dell'infuriare, ma essi limitano se stessi,
limitano altri pensieri, limitano entrambi, distolgono dalla sapienza, portano turbamento, non
conducono all'estinzione, sono limitanti'. E mentre pensavo ciò l'insistere, il danneggiare e
l'infuriare si dissolvevano.
Ciò che un monaco considera e pondera a lungo, influenza la mente. Se considera e pondera di
insistere, allora ha ripudiato quella del rinunciare, ha accresciuto la decisione di insistere, e il suo
cuore è influenzato da tale decisione. Lo stesso accade se a lungo delibera e pondera di
danneggiare o di infuriare: il cuore è influenzato da tali decisioni. Quando un mandriano,
nell'ultimo mese della stagione delle piogge, in autunno, quando la messe è raccolta, raduna le sue
mandrie, sollecita e spinge i buoi qua e là e li porta alle stalle, perché lo fa? Perché altrimenti il
mandriano dovrebbe attendersi inconvenienti o perdite, disgrazie o danni: allo stesso modo io vidi
la miseria, la bassezza, la sozzura di ciò che è dannoso, e l'utile effetto di ciò che è salutare nella
rinunzia.
Quindi, allorché in questo sforzo serio, solerte, impegnativo, mi si presentava la decisione di
rinunziare, io mi dicevo: 'Ho deciso di rinunziare: ciò non mi limita, non limita gli altri, non limita
nessuno, promuove la sapienza, non porta turbamento, conduce all'estinzione.
Se ora decidessi la rinunzia e la esaminassi di giorno e di notte, non trovando in essa nulla di
temibile, ma continuassi a considerare ed esaminare a lungo tale decisione, il corpo si
stancherebbe, col corpo stanco il cuore s'infiacchirebbe, e il cuore fiacco non favorisce il
raccoglimento'. Quindi, monaci, io raccoglievo strettamente il mio cuore, lo placavo, lo riunivo, lo
rafforzavo perché non si indebolisse. Allorché in questo sforzo serio, solerte, impegnativo, mi si
presentava la decisione di non danneggiare, di non infuriare, io pensavo e facevo le stesse cose.
Ciò che un monaco considera e pondera a lungo, influenza la mente. Se considera e pondera di
rinunziare, allora egli ha ripudiato la considerazione dell'insistere, ha accresciuto la considerazione
del rinunziare, e il suo cuore è influenzato da tale decisione. Lo stesso accade per la deliberazione
di non danneggiare e di non infuriare.
Come quando un mandriano, nell'ultimo mese dell'estate, quando la messe nei campi tutt'intorno è
in piena maturazione, deve guardare le sue mandrie e fare bene attenzione nel bosco come sul
prato; così dovevo fare anch'io bene attenzione alle mie cose. Ferrea era però la mia forza,
inflessibile; presente il sapere, irremovibile; placato il corpo, impassibile; raccolto l'animo,
unificato. E io restavo, monaci, lontano da brame, lontano da cose non salutari, in sentita,
pensante, nata da pace beata serenità, nella prima contemplazione. Dopo il compimento del sentire
e pensare io raggiunsi con l'interna calma, l 'unità dell'animo, la beata serenità libera di sentire e
pensare, nata dal raccoglimento, la seconda contemplazione. In serena pace io restavo equanime,
savio, chiaro cosciente, provavo nel corpo la felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime savio vive
felice'; così raggiunsi la terza contemplazione. Dopo il rigetto delle gioie e dei dolori, dopo l'
annientamento della letizia e della tristezza di prima, io raggiunsi la non triste, non lieta,
equanime, savia, perfetta purezza, quarta contemplazione.
Con tale animo, saldo, purificato, terso, schietto, libero da scorie, malleabile, duttile, compatto,
incorruttibile, io indirizzai l'animo alla memore conoscenza di anteriori forme di esistenza. E mi
ricordai di molte diverse anteriori forme di esistenza. Una vita, due, tre, quattro, cinque vite; dieci
vite, venti, trenta, quaranta, cinquanta vite; poi di cento, mille, centomila vite; poi delle epoche
durante parecchie formazioni e trasformazioni di mondi.
'Là ero io, avevo quel nome, appartenevo a quella famiglia, quello era il mio stato, quella la mia
attività, provai tale bene e tale male, così finì la mia vita; trapassato di là, io entrai altrove di nuovo
in esistenza: ora ero qua, avevo questo nome, appartenevo a questa famiglia, questo era il mio
stato, questa la mia attività, provai tale bene e male, così fu la fine della mia vita; .
Così io mi ricordai di molte diverse anteriori forme d'esistenza, ognuna coi propri contrassegni,
ognuna con le sue speciali relazioni. Questa prima conoscenza, monaci, io l'avevo conquistata nelle
prime ore della notte, dissipata l'ignoranza, acquistata la conoscenza, dissipata la tenebra,
acquistata la luce, mentre io rimanevo in così serio, solerte, impegnativo sforzo.
Con tale animo, saldo, purificato, terso, schietto, libero da scorie, malleabile, duttile, compatto,
incorruttibile, io indirizzai l'animo alla cognizione dello sparire e apparire degli esseri. Con l'occhio
celeste, rischiarato, sopraterreno io vidi gli esseri sparire e riapparire, volgari e nobili, belli e brutti,
felici e infelici; io riconobbi come gli esseri riappaiono sempre secondo le azioni. 'Questi cari esseri
sono certo non retti in azioni, in parole, in pensieri, biasimano ciò che è salutare, stimano ciò che è
dannoso, fanno ciò che è dannoso; con la dissoluzione del ;corpo, dopo la morte, essi giungono giù,
su cattivi sentieri, alla perdizione, in un mondo infernale. Quest'altri esseri però che sono retti in
azioni, parole, pensieri, non biasimano ciò che è salutare, stimano e fanno ciò che è retto; con la
dissoluzione del corpo, dopo la morte, essi pervengono su buoni sentieri, in un mondo celeste. Ciò
vidi io. Questa è la seconda conoscenza che io avevo conquistata nelle ore mediane della notte,
dissipata l'ignoranza, acquistata la scienza, dissipata la tenebra, acquistata la luce mentre il mio
sforzo continuava.
Con tale animo io indirizzai l'animo alla cognizione dell'estinguersi della mania. 'Compresi
conforme a verità: questo è il dolore, questa è la sua origine, questo è il suo annientamento e
questa è la via che porta al suo annientamento. Compresi conforme a verità: questa è la mania,
questa la sua origine, questo il suo annientamento e questa la via che porta al suo annientamento'.
Così riconoscendo, così vedendo, il mio animo fu redento dalle manie del desiderio, dell'esistenza,
dell'errore. Sorse questa conoscenza: 'Nel redento è la redenzione. Esausta è la vita, compiuta la
santità, operata l'opera, non esiste più questo mondo.' Questa, monaci, è la terza conoscenza che
avevo conquistata nelle ultime ore della notte.
Così come se un grosso branco di selvatici di una boscosa valle fosse giunto ad un vasto suolo
paludoso; e un cert'uomo che volesse il male dei selvatici, che tramasse contro di essi perdizione e
danno, per questo sbarrasse loro la via sicura, favorevole, giusta da percorrere, e lasciasse aperta la
via sbagliata che conduce alla palude e là li facesse finire: allora il grosso branco presto sparirebbe,
non potrebbe sopravvivere. Se invece un altro uomo, impietosito per il branco, che pensasse al suo
bene e alla sua salvezza, indicasse la via verso la salvezza e sbarrasse l'altra via, sprangasse i
valichi verso la palude e allontanasse di là gli animali: allora il branco si salverebbe, crescerebbe,
fiorirebbe e prospererebbe.
Questo che vi ho fatto è un paragone il cui senso è questo: il vasto suolo paludoso indica il
desiderio; il grosso branco di selvatici indica la comunità dei viventi; l'uomo malvagio indica la
natura maligna; la via errata, monaci, è il contrario dell'ottuplice sentiero ossia falso sentiero, false
conoscenza, intenzione, parola, azione, vita, falsi sforzo, sapere e raccoglimento. I valichi verso la
palude indicano il piacere della soddisfazione; l'andare verso la palude indica l'ignoranza. Ma
l'uomo pietoso che pensa al bene, alla salvezza, monaci, indica il Compiuto, il Santo, perfetto
Svegliato. E la via sicura che è favorevole, che porta alla salvezza indica il santo sentiero
ottopartito.
E così, monaci, ho indicato la via sicura, favorevole, lieta da percorrere, ed ho sbarrata la via
maligna, ho sprangato i valichi che portano alla palude, ho impedito l'andare nella palude. Ciò che
un maestro, per amore e simpatia, mosso da compassione, deve ai discepoli, voi lo avete da me
ricevuto. Qui, monaci, vi invitano gli alberi, e là vuoti eremi.
Operate contemplazione, monaci, per non diventare negligenti, per non dovervene poi pentire:
questo è il nostro precetto.
Così parlò il Sublime. Contenti si rallegrarono i monaci per le sue parole.

Rileggendo nuovamente il Majjhima, mi sono reso conto che molti Sutta che tempo fa non capì, adesso mi risultano più chiari. Tanta teoria è basilare, ma senza l'esperienza del Conoscitore del Campo, nel Campo (IL CAMPO ED IL CONOSCITORE DEL CAMPO (BHAGAVAD GITA, CAPITOLO XIII) , non si può raggiungere la metà, e, penso, non si possano capire alla perfezione gli insegnamenti del Sublime.
Nella parte del Sutta che ho evidenziato, mi ci rispecchio parecchio. Qualsiasi cosa penso, o penso di fare, è un dibattito. L'Ego da una parte e ( ) dall'altra.. e ultimamente, questa parte che non so come chiamarla, sta avendo la meglio su questa Mente che mente. 

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' La forma è come una massa di schiuma; 
la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
deve recidere ogni vincolo; 
deve fare di sé 
il suo rifugio; 
deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco
per raggiungere la dimensione 
da dove non si rinasce.'

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Eroe per Caso il 12/16/2016, 23:33

Rileggendo nuovamente il Majjhima, mi sono reso conto che molti Sutta che tempo fa non capì, adesso mi risultano più chiari.

Tanta teoria è basilare, ma senza l'esperienza del Conoscitore del Campo, nel Campo (IL CAMPO ED IL CONOSCITORE DEL CAMPO (BHAGAVAD GITA, CAPITOLO XIII) , non si può raggiungere la metà, e, penso, non si possano capire alla perfezione gli insegnamenti del Sublime.

Nella parte del Sutta che ho evidenziato, mi ci rispecchio parecchio.

Qualsiasi cosa penso, o penso di fare, è un dibattito.
L'Ego da una parte e ( ) dall'altra.. e ultimamente, questa parte che non so come chiamarla, sta avendo la meglio su questa Mente che mente. 


Chiaro.

Riguardo al link guarda che è sempre una teoria dualistica, uno stà da una parte e un altro da un'altra, il chè è vero (apparentemente), ma però attenzione a non scadere, da un dualismo a una psicologia, poiché Krishna la psicologia "c'è l'ha molto a modo suo" .. e giustamente può anche permetterselo (e se no, chi ?).

Il dibattito interiore è giusto, c'è, ci deve essere e ci sarà anche dopo i 3 Risvegli (Nirvikalpa, Savikalpa e Sahaja).
E' inevitabile infatti che chi è perfetto risvegliato conservi massima attenzione discriminante (anche se potrebbe benissimamente farne a meno, come anche non fare più alcuna meditazione, ne dare spiegazioni a nessuno, nascondersi, sparire, dedicarsi al mare o ai monti o far finta che gli interessano soldi, sesso e rock and roll ... tanto per lui NON AVRANNO MAI PIU' ALCUN REALE INTERESSE NE TANTOMENO ATTACCAMENTO MORBOTICO).

Torniamo al discorso in sé.

L'ego, essendo un Portinaio, è la parte di pensieri malevoli che danno consigli razionali quanto paradossali.
Da Portinaio spesso diventa padrone della Mente e li si cade in basso ..anche del tutto.

Comanda e risiede nell'apparato nervoso simpatico (o 2° cervello) in prevalenza, ma il suo scopo e risiedere nel centro testa e nella mente

La mente è un mero calcolatore, i conti devono tornare ed è una ruota che gira e gira, va su e và giù, ma il cui perno è fisso ..quindi non và mai da nessuna parte, infatti il Samsara è descritto da induisti e dal Gotama stesso come "il credere che un cavetto mosso dal vento sia un seprente vivo che vola e si muove"... idem quindi.

La mente risiede in prevalenza in testa (i due lobi, ma dirige un po' tutto il corpo e il pensiero umano.
Il suo è il ruolo della Casalinga di casa, impressionabile da emozioni e dalle influenze negative dell'ego.

Oggi la mente (con dietro l'ego che suggerisce cose dire al ns. IO Jiva-anima) aspira a un mondo migliore o a cose buone (se uno non è impazzito o gravemente infermo o delinquente o pazzoide-perverso per altri suoi o altrui motivi interni/esterni).

Mente che mente ed Ego possiamo considerali CORPO, corpo unico a sé stante e sono la prima parte.

La seconda parte la occupa l'anima o Jiva che è il doppio astrale (il mio è azzurro ed è copia esatta di Krishna.. ma interamente azzurro ..monocolore).

La Jiva dorme di giorno nella pancia, e di notte si sveglia: la mia addirittura dà botte e urti se non mi addormento e non la lascio uscire e andar via.. quindi .. tanto per..
La jiva è il figlio di Krishna, come rappresentato dagli egizi nella coppia OSIRIDE (krishna) e ISIDE (radha moglie di krishna) e il figlio ORUS (figlio divino della coppia SUPREMA EGIZIA).


Poi c'è l'Atman, per ciò che continuo a ripetere, lui esce dopo di me e con me:
Dal Krishna io esco da Krishna in prima personalità suprema da coropo e poi da testa e dalla corona.
L'Atman subito mi segue come un Tutor, un Maggiordomo, uscendo alla pelle della gola, lato gola a sinistra.
L'Atman chi è? E' la coscienza tua, la parte più elevata e potente dal punto di vista sia individualistico che creativo in azione, è il gestore di Dei, umani e di ogni cosa, in effetti, a lui Krishna dà in deroga e gestione ogni CREATIVITA' ..quindi è come fosse anche ..la coscienza di Dio in azione .. dicesi DIO SOGGETTIVO, ma in realtà domina e dirige tutti i Soggetti creati, tutti.

Preso contatto con il corpo e verificata e osservata la ns. mente ed ego, che io chiamo anche IO INFERIORE, il mago (per esempio) cercava subito contatto col suo Maestro interiore .. che è appunto l'Atman.

L'Atman ha sede nel cuore : e infatti a me si muove dentro che è una bellezza.. fitte spostamenti, sfere lucenti interne, ma poi esce anche e và e mi molla li, oppure c' un discorso sacro o importante: prende voce e l'intero corpo e parla LUI (io ascolto ..partecipo osservando più che altro e capendo ..anche perché si stà bene in quei momenti .. si stà da Dio ahhah).

L'Atman però, và unito il più possibile e ricercato e invitato a fare e dirigere in noi: lasciando cosi il giusto posto in noi ALLA NS. COSCIENZA .. che non è ne mente, ne corpo, ne anima ma VERO SPIRITO IN AZIONE CREATIVA GESTORE DEI KARMA.

Se tu vedi mediante forte concentrazione e forte invito .. l'Atman comparirà, prima ti girerà intorno, o sentirai strane fitte al cuore o al costato (pensa che io ho fatto apposta gli esami .. ma niente ho un cuore d'acciaio mi han detto i medici), poi avrai sentore che c'è una presenza e che tu stai molto bene, poi se stai molto molto bene .. da Dio .. allora hai centrato l'unione.

Ma questo non è il Savikalpa, cosa che richiede che tu in anima salga sino al mondo arancione dell'Atman.
Questo è l'Atman che accetta di unirsi a te come suo allievo e individualità incarnata e fissata d'essere un umanoide in carne e osso.
E quindi una Beatitudine forte e un senso cosi grande dove la kundalini .. da sola e grazie a Lui, Mr. Coscienza, ti sale e ti rischiara l'intera testa dentro e fuori.. un ottimo effetto, un gran benessere.
Molti lo hanno preso come la cima delle cose: non è cosi, asoslutamente no, è solo una pacificazione delle parti e momentanee unioni tra egomente - anima -spirito.

Ciò non basta, è solo un passo, un inizio, però importante.

Chi deve osservare quindi è qui, l'unione di ego sotto i comandi della mente, mente asservita all'anima jiva e anima jiva unita e allieva dell'Atman che farà da guida e tutore del karma che si stà svolgendo ..come un film, con i suoi eventi e personaggi.

Quindi la prima cosa che devi fare è chiamare l'Atman e lasciare che questa Guida di Dei e Umani, faccia il suo lavoro dentro di te, lasciagli le porte aperte e di a lui: dirigi pure per favore, io ti chiamo, perché da solo senza alta coscienza come faccio?

Lui è molto interessato ai testi del Buddha e a ogni cosa sacra. per questo legegndo cose buone.. la Coscienza ..si fa viva e si fà sentire, sino a sovrapporsi al tuo ego-mente, e parlando e insegnando, ragionando e battendo l'ego per ampiezza di discorso e fine intelletto (che è molto elevato, giusto, coscienziale).

Questo "Maestro Interiore" vive in modo multidimensionale in tutti i cuori, ma in verità la sua sede è lontanissima e oltre tutti i samsara con i loro luoghi, storie e universi e tempi.

Per capire questo bisogna provare, cosi si vedrà di essere dotati di vista multidimensionale: vedere dentro e fuori allo stesso tempo ogni cosa, vedere sia materia che zone che sembrano distanti 2 km. ma in verità si trovano lontanissime e in dimensioni infinitamente più alte, belle e ampie.. dove dolore e materia ficia non esistono ne mai potranno esserci.

Per questo serve sviluppare la visione a occhi chiusi dello squarcio di luce detto 3° occhio.
Per questo invece che dormire bisogna stare attenti e osservare quando la ns. anima, dopo un po' di saltelli e vibrazioni nel corpo, forma una sfera nella pancia o nella testa, oppure esce dal petto come un arcobaleno e si forma davanti a noi mentre siamo a letto a occhi aperti !!!
e l'arcobaleno svanisce e resta il ns. doppio astrale azzurro (la Jiva appunto) e, come è successo a me "ci si guarda consapevoli tra mente e anima.. e poi l'anima, con le mani, apre una guaina grigia, si trasforma in sfera di luce ed entra in quel buco - squarcio nell'aria .. e scompare ..magari con un botto forte quanto inapsettato (le prime volte) da far rizzare i capelli.

L'aria che frizza di cicale e atomi aerei che brillano e luccicano .. denotano che stiamo unendo le due dimensioni parallele (il di qua e l'al di là).
In zona ci può essere il Signore Atman o una divinità specifica.
Oppure ad alto livello (esperto) c'è l'Atman e ci siamo noi come Jiva che stiamo facendo un grande momento di Meditazione, a occhi chiusi o aperti .. è lo stesso, può succedere persino in un supermercato, in un garage, ina cantina o guardando il cielo da una finestra.
In un giorno e in un momento particolarmente tranquillo in cui uno si racchiude in sé e procede verso la riscoperta dell'alto .. e qui si stà veramente stufando di girare per vicoli bui come un cieco.

Poiché se le armi dell'ego sono soddisfare la mente e il corpo con soldi sesso e tragicommedie e teatrini vari.. le armi della Coscienza sono quelle di riportarci a ragionare alti con alti pensieri e con benevolenza verso ogni cosa .. esenti da mire egoistiche e falso psicologiche e pseudo razionalistic cazzare di scadente livello.

E la materia è un basso livello (ce n'è anche di peggio e molto peggio eh).

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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Totoro il 12/17/2016, 13:14

@Eroe per Caso ha scritto:
Rileggendo nuovamente il Majjhima, mi sono reso conto che molti Sutta che tempo fa non capì, adesso mi risultano più chiari.

Tanta teoria è basilare, ma senza l'esperienza del Conoscitore del Campo, nel Campo (IL CAMPO ED IL CONOSCITORE DEL CAMPO (BHAGAVAD GITA, CAPITOLO XIII) , non si può raggiungere la metà, e, penso, non si possano capire alla perfezione gli insegnamenti del Sublime.

Nella parte del Sutta che ho evidenziato, mi ci rispecchio parecchio.

Qualsiasi cosa penso, o penso di fare, è un dibattito.
L'Ego da una parte e ( ) dall'altra.. e ultimamente, questa parte che non so come chiamarla, sta avendo la meglio su questa Mente che mente. 


Chiaro.

Riguardo al link guarda che è sempre una teoria dualistica, uno stà da una parte e un altro da un'altra, il chè è vero (apparentemente), ma però attenzione a non scadere, da un dualismo a una psicologia, poiché Krishna la psicologia "c'è l'ha molto a modo suo" .. e giustamente può anche permetterselo (e se no, chi ?).

Non ho capito cosa vuoi dire.. potresti spiegarmi meglio per favore?  boardmod_main

Il dibattito interiore è giusto, c'è, ci deve essere e ci sarà anche dopo i 3 Risvegli (Nirvikalpa, Savikalpa e Sahaja).
E' inevitabile infatti che chi è perfetto risvegliato conservi massima attenzione discriminante (anche se potrebbe benissimamente farne a meno, come anche non fare più alcuna meditazione, ne dare spiegazioni a nessuno, nascondersi, sparire, dedicarsi al mare o ai monti o far finta che gli interessano soldi, sesso e rock and roll ... tanto per lui NON AVRANNO MAI PIU' ALCUN REALE INTERESSE NE TANTOMENO ATTACCAMENTO MORBOTICO).

Torniamo al discorso in sé.

[...]

Quindi la prima cosa che devi fare è chiamare l'Atman e lasciare che questa Guida di Dei e Umani, faccia il suo lavoro dentro di te, lasciagli le porte aperte e di a lui: dirigi pure per favore, io ti chiamo, perché da solo senza alta coscienza come faccio?

[...]

L'aria che frizza di cicale e atomi aerei che brillano e luccicano .. denotano che stiamo unendo le due dimensioni parallele (il di qua e l'al di là).
In zona ci può essere il Signore Atman o una divinità specifica.
Oppure ad alto livello (esperto) c'è l'Atman e ci siamo noi come Jiva che stiamo facendo un grande momento di Meditazione, a occhi chiusi o aperti .. è lo stesso, può succedere persino in un supermercato, in un garage, ina cantina o guardando il cielo da una finestra.
In un giorno e in un momento particolarmente tranquillo in cui uno si racchiude in sé e procede verso la riscoperta dell'alto .. e qui si stà veramente stufando di girare per vicoli bui come un cieco.
[...]

Ieri sera non riuscivo a stare fermo nel letto, sentivo che ero obbligato a muovermi: Troppa energia tutta insieme. Così mi sono fatto un giro per casa, ho bevuto un po' d'acqua e ci ho riprovato, imponendomi che tutta quell'energia l'avrei indirizzata per raggiungere il Sé. E' stato difficile ma ci sono riuscito. Solo che..   
Alle 3 mi sono svegliato.. mi sono rifatto un giretto per casa, e mi sono sdraiato di nuovo. C'è stato un momento che ho sentito come se la faringe prendesse fuoco e un nodo alla gola. Ho cercato di non dargli peso e sono andato avanti. Dopo poco ho sentito un paio di volte il rumore delle cicale (ho cercato di non emozionarmi ma è più forte di me  ), ho cercato di rilassarmi ancor di più.. liberando completamente la mente da quei più piccoli pensieri che vi erano rimasti. Dopo un po' ho iniziato a sentire un peso sul petto. Pensavo fosse stata colpa mia per "l'essermi emozionato" poco prima, ma lì è rimasto.. tutto il tempo. Ho aperto gli occhi due ore e mezza dopo perchè era quasi l'alba, e con rumori di camion, uccelli cinguettanti, e vicini, ho perso la concentrazione. Particolarmente, preferisco fare meditazione di notte piuttosto che di giorno (quando ho tempo).
PS: se non devo scrivere in questo post questa esperienza personale, chiedo scusa e se sarà necessario, aprirò un nuovo topic  boardmod_main

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la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
deve recidere ogni vincolo; 
deve fare di sé 
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deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco
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Re: Majjhima Nikaya

Messaggio Da Eroe per Caso il 12/17/2016, 16:54

Ieri sera non riuscivo a stare fermo nel letto, sentivo che ero obbligato a muovermi: Troppa energia tutta insieme. Così mi sono fatto un giro per casa, ho bevuto un po' d'acqua e ci ho riprovato, imponendomi che tutta quell'energia l'avrei indirizzata per raggiungere il Sé. E' stato difficile ma ci sono riuscito. Solo che..   
Alle 3 mi sono svegliato.. mi sono rifatto un giretto per casa, e mi sono sdraiato di nuovo. C'è stato un momento che ho sentito come se la faringe prendesse fuoco e un nodo alla gola. Ho cercato di non dargli peso e sono andato avanti. Dopo poco ho sentito un paio di volte il rumore delle cicale (ho cercato di non emozionarmi ma è più forte di me  ), ho cercato di rilassarmi ancor di più.. liberando completamente la mente da quei più piccoli pensieri che vi erano rimasti. Dopo un po' ho iniziato a sentire un peso sul petto. Pensavo fosse stata colpa mia per "l'essermi emozionato" poco prima, ma lì è rimasto.. tutto il tempo. Ho aperto gli occhi due ore e mezza dopo perchè era quasi l'alba, e con rumori di camion, uccelli cinguettanti, e vicini, ho perso la concentrazione. Particolarmente, preferisco fare meditazione di notte piuttosto che di giorno (quando ho tempo).
PS: se non devo scrivere in questo post questa esperienza personale, chiedo scusa e se sarà necessario, aprirò un nuovo topic 

E' giusto come FAI .. si fanno tentativi cosi, poi pian piano si riesce.
Ci ho perso diverso tempo anche io.

Giusto il peso sopra
Giusto il rumore sub atomico (cicale che frizzano tipo alta tensione di cavi elettrici)

Il dualismo riguarda il fatto che avendo una identità staccata.. non abbiamo certo il coraggio di dirci ..IO NON ESISTO .. ovvero esisto veramente quando sono Krishna in Krishna e Brahman nel Brahman.

Quindi, inevitabile che invece di seguire la via NON DUALISTICA (tipo Buddha e tipo Shankara) la ns. mente cerchi "invano" di giustificare col il duale:
esempio:
io sono io e quello là è un altro
io sono Pinco Palla e quello là è il Brahman
io sono mago zurli e quello là è Vishnu ex Buddha sulla terra

Il chè è normale eh ... intendiamoci.. ma è veramente normale quando Uno che è diventato Uno con l'Uno, quindi è super cosciente, parla cosi BEN SAPENDO IL LIMITE DEL SUO PARLARE:
e cioè che il suo io è inesistente e riflesso, una immagine sullo specchio della sua Jiva anima, e questa è un'immagine riflessa su uno specchio più grande da parte dell'atman e l'atman è a sua volta UN RIFLESSO del Dio Krishna Brahman che a sua volta è una forma generata e poi riflessa ma di tipo PRIMARIO e reale (questa volta) del Brahman stesso ovvero l'UNO SIVA BRAHMAN ETERNO.

In realtà è per questo che bisogna sapere questo limite, non esiste nessuno, esiste UNA SOLA PERSONA.

Ecco uno degli inghippi che la mente vede come paradossale e l'ego lo nega .. perché sa bene di essere un fantasma, un'accozzagli di pensieri nervrotici .. assunta a TEMPO DETERMINATO .. quindi ha una scadenza ..

A fine samsara, chi si sveglia vede questa esistenza svanire come fosse stato UNO STRATO SOGNO.

Ma a quel punto si accorgerà di avere i pantaloni gialli e una corona in testa d'oro, e smettendola di sognare e creare SOGNANDO .. se ne tornerà nella sua non-forma ORIGINALE .. che è il SIVA BRAHMAN (quel signore pelato che hanno disegnato in un cielo blu, ma che non stà a gambe incrociate ..eh)

quindi io tu noi voi essi .. vanno presi con pinze.
uno svegliato può dirlo ma un normale o uno che ancora non è fuso nell'Uno ..deve andarci coi piedi di piombo.

Siamo tutti dio e tutti il Brahman, ma questo è da RIGUADAGNARE COME PERCORSO .. eliminando maschere e false psicologie, falsi teoremi e tutti i dualismi e le idee erronee.

Il chè non è assolutamente semplice .. però è naturale, ma di un Naturale che abbiamo rifiutato e facciamo fatica a riaccettare.

Cosi che CIO' CHE E' SEMPLICE E' DIVENTATO DIFFICILE, CIO' CHE E' INNATURALE LO CONSIDERIAMO VERO E NATURALE.

Mentre questo è il mondo delle immagini e gli dei stessi si muovono .. come fantocci.

In verità non c'è nessuno, siamo frutto di un pensiero e di un sogno (uno solo eh .. anche qui, ma di una potenza quasi infinita perché sgono di un essere senza limiti nelle sue possibilita' di pensiero e creazione).

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Re: Majjhima Nikaya

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