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Oggetti che si spostano.

1/1/2017, 15:30 Da Andrea72

Buongiorno a tutti, volevo chiedere Consiglio a voi su una questione che, ammetto, mi spaventa.
Sono sposato da 16 anni e non è mai accaduto nulla …

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voce registrata in un vecchio maniero

4/18/2017, 11:40 Da kardec

salve a tutti,l'altro giorno io e la mia compagna stavamo visitando un vecchio maniero nei pressi di un faro marino..siamo tutti e due appassionati …

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Scetticismo e dimostrabilità del paranormale

4/17/2017, 20:54 Da ANANDA

Lo scettico a oltranza è un ottuso ed è capace di morire pur di non cambiare ideologia, come farebbe il credente ossessivo compulsivo. Entrambi …

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INGHILTERRA - CURIOSO FENOMENO

2/13/2017, 22:11 Da Eroe per Caso

SOLI NEL CIELO



INGHILTERRA - CURIOSO FENOMENO ATMOSFERICO

I popolo antichi erano degli attenti osservatori celesti,basti pensare alle gigantesche …

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Iniziate le celebrazioni dell'Anticristo

2/20/2017, 20:06 Da bellofuori

Iniziate le celebrazioni dell'Anticristo all'inaugurazione del traforo del GOTTARDO 2016



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A cuore aperto

1/27/2017, 23:37 Da Eroe per Caso

A cuore aperto il chakra funziona.

Oggi, erano circa le 17,28, suona il mio cellulare.
Un attimo prima sentivo una fitta nel cuore, come un …

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"Profeta dormiente"

1/23/2017, 22:37 Da cassania

L'altro giorno ho trovato un documentario su youtube che mi aveva incuriosito, non mi pare di aver mai sentito parlare di lui. Interessante, …

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Luce e fosfeni

1/13/2017, 00:05 Da Lancillotto2013

Il Fosfenismo è una tecnica basata su concentrazione su una sorgente luminosa e poi l'espulsione fotonica dei fotoni ricevuti prima.
Tale …

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Paranormale

6/6/2016, 23:17 Da Eroe per Caso

Paranormale: i fantasmi di Casa Vianello

Da qualche settimana in tv e sul web tiene banco la questione relativa a presunte presenze paranormali a …



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ARCHEOLOGIA PROIBITA

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ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da Eroe per Caso il 7/10/2015, 00:57

Quello che la scienza preferisce ignorare. Scoperte, tradizione, establishment accademico.

di Michael A. Cremo
 
Questo testo trae ispirazione da quanto riportano le antiche fonti sanscrite dell'India, generalmente indicate come "Veda" o "letteratura vedica".
Fra gli scritti vedici tradizionali abbiamo i "Purana" o "storie", che raccontano della nascita e dello sviluppo della vita e della civiltà umana sul nostro pianeta in un ciclico corso e ricorso di centinaia di milioni di anni.
L'unità base di tali cicli epocali è chiamata "il Giorno di Brahma", dal nome della omonima divinità indù, la cui durata è 4,3 miliardi di anni.
Il "Giorno di Brahma" è seguito da una "Notte di Brahma", che dura altrettanto. Alla Notte segue un Giorno, in una successione senza fine. Durante il Giorno la vita, inclusa quella umana, si manifesta nell'universo, ma ciò non avviene durante la Notte.
In base agli antichi calendari sanscriti, oggi dovremmo trovarci da circa 2 miliardi di anni nell'attuale Giorno di Brahma. L'archeologia vedica si attenderebbe dunque di trovare tracce di vita umana già circa 2 miliardi di anni fa. Il perché è presto detto.
Le storie dei Veda ci parlano anche di uomini-scimmia.
L'idea di uomini-scimmia non è dunque stata inventata dagli scienziati europei del XIX secolo, dal momento che già migliaia di anni fa i saggi che redassero i Veda ne fecero specifica menzione. Però secondo loro con questi esseri coesistevano anche uomini come noi e dunque l'uomo non discenderebbe dalla scimmia, bensì avrebbe convissuto con tali creature addirittura per centinaia di milioni di anni.
I concetti sulla evoluzione e la storia umana di cui sopra sono in ogni caso necessariamente diversi da quelli che abbiamo ricevuto da Charles Darwin e dai suoi moderni seguaci.
Il Darwinismo è tuttora in auge nell'ambito della scienza moderna, ma oggi le critiche non mancano, quantunque tale teoria suoni estremamente convincente.
I Darwinisti ritengono che la vita abbia avuto inizio su questo pianeta circa 2 miliardi di anni fa, data indiscussa considerata la più remota per l'apparizione delle sue prime forme sulla Terra.
Tali indizi si riferiscono ai fossili di piccole creature unicellulari, sul tipo delle odierne alghe.
La loro età corrisponde, sorprendentemente, proprio all'inizio dell'attuale "Giorno di Brahma".
I Darwinisti sostengono altresì che le prime scimmie si manifestarono circa 40 milioni di anni fa, i primi uomini-scimmia fra i 5 e i 6 milioni di anni fa, e i primi esseri umani simili a noi circa 100.000 anni fa; inoltre affermano che le scoperte di varie prove fisiche a supporto di ciò finora registrate dagli scienziati confermano totalmente tali ipotesi.
In realtà, quando con Richard Thompson ho deciso di affrontare una analisi approfondita di tutti i riscontri a livello paleontologico ed archeologico relativi all'intero vasto lasso di tempo degli ultimi due miliardi di anni, è emerso che, nonostante l'opinione attualmente dominante, l'apparente presenza umana si manifesta ben al di fuori degli schemi indicati dal Darwinismo.
Di tutto ciò ci siamo occupati, con tutte le fonti e documentazioni relative, nel nostro corposo best-seller internazionale, tradotto in varie lingue, "Forbidden Archaeology: the hidden history of the human race" (Trad. it. parziale: Archeologia proibita: la storia segreta della razza umana, Gruppo Edit. Futura, Milano 1998) e nel successivo volume "Forbidden Archaeology’s impact".
A questo punto ci si chiederà per quale ragione, se i dati da noi raccolti e divulgati mostrano quanto detto, non se ne senta allora parlare.
La ragione di ciò è dovuta ad un inevitabile e pressoché naturale processo di "filtraggio della conoscenza" da parte del moderno mondo scientifico, ieri come oggi.
In altri termini, è come se il mondo accademico, da sempre e per definizione istituzionale e conservatore, costituisse un vero e proprio "filtro" per le idee e le scoperte scientifiche nuove.
Nella misura in cui si conformi a tale "filtro", che risulta necessariamente e "fisiologicamente" formato da concetti "fissi" e "tradizionali", qualsiasi nuovo elemento è destinato a "passare" con maggiore o minore rapidità senza eccessivi problemi, e verrà così facilmente inserito in libri di testo, discusso dagli scienziati ed esibito nei musei. Ma se un dato non si adatta al "filtro" con tutto il suo contesto di idee fisse, esso verrà allora per forza di cose contrastato, rigettato, dimenticato, ignorato e magari perfino soppresso a bella posta. E non lo vedrete mai menzionato in testi accademici, oggetto di conferenze o dibattiti a livello scientifico e tanto meno inserito nel patrimonio museale (anche se potrebbe rimanervi sepolto e ignorato nei magazzini con i tanti "pezzi" non destinati ad essere esibiti in quanto dichiarati "di minore importanza" e di cui nessuno sa né saprà così mai nulla). In campo archeologico, tale particolare processo di "filtraggio della conoscenza" sta andando avanti in questi termini da almeno 150 anni, come anche solo pochi esempi varranno a dimostrare.
Alcuni risalgono all'archeologia di ieri, altri a quella di oggi.
Un caso che merita di essere ricordato risale al XIX secolo, e precisamente alla famosa "corsa all'oro" che richiamò in California gente in cerca di fortuna da tutto il mondo.
Per estrarre l’oro, i minatori scavavano gallerie nelle pendici delle montagne, penetrando nella viva roccia. Ma veniamo a Table Mountain, nella regione delle miniere d’oro della California. Qui i cercatori d’oro, scavando a centinaia di metri di profondità, si imbatterono in numerosi scheletri umani antichi non dissimili dai nostri, e non certo in resti di uomini-scimmia. Così pure furono trovati strumenti ed armi di pietra a centinaia, in diverse zone dello stesso sito. Fra di essi un pesto ed un mortaio, non molto diversi da quelli oggi noti. Solo che c’era un problema. Entrambi gli oggetti furono trovati in strati rocciosi corrispondenti alla parte inferiore del periodo geologico chiamato Eocene, proprio di 50 milioni di anni fa.
Un archeologo che accettasse le concezioni vediche non sarebbe affatto sorpreso di rilevare tracce umane in quell’epoca, naturalmente, in quanto si attenderebbe di trovarne ben prima, fino forse a circa 2 miliardi di anni or sono. Ma per un normale archeologo tutto ciò è contraddittorio e inconcepibile, riferendosi ciò ad un’epoca anteriore alla comparsa delle scimmie e dei primi antropoidi.
Le scoperte sopra ricordate nelle miniere d’oro della California furono segnalate al mondo scientifico dal Dr. J. D. Whitney, un geologo statale californiano.
Egli scrisse un documentatissimo e corposo volume su tali scoperte, che fu anche pubblicato dall’Università americana di Harvard nel 1880. Ciò nonostante nessuno parla più oggi di quei dati, in conseguenza del processo di "filtraggio della conoscenza" di cui abbiamo accennato.
Lo scienziato responsabile di tale "filtraggio" conoscitivo fu, nel caso specifico, il Dr. William B. Holmes, un influente antropologo della "Smithsonian Institution" di Washington, D.C., che al riguardo dichiarò testualmente, con sorprendente sincerità: "Se il Dr. Whitney avesse compreso la teoria dell’evoluzione umana come è oggi accettata, egli avrebbe esitato ad annunciare le sue conclusioni, a dispetto dell’imponente contesto testimoniale con cui si è confrontato".
In altri termini, se i fatti non si adattano alla teoria dell’evoluzione umana indicata da Darwin, essi vanno messi da parte e la persona che li riferisse o sostenesse va screditata.
Esattamente quello che è avvenuto e tuttora avviene.
Ho anche avuto una mia esperienza personale nel processo di "filtraggio della conoscenza" in rapporto alle scoperte nelle miniere d’oro californiane. Alcuni anni or sono, infatti, operavo come consulente di un programma televisivo sulle "Misteriose Origini dell’Uomo" ("The Mysterious Origins of Man") realizzato dalla NBC, la più popolare rete TV degli USA, e presentato da un testimonial d’eccezione, il famoso attore hollywoodiano Charlton Heston. La maggior parte degli americani considerano le parole di questo attore-presentatore - inamovibile nell’immaginario collettivo del pubblico dal ruolo profetico-sacrale proprio del suo Mosè ne "I Dieci Comandamenti" di Cecil De Mille - allo stesso livello di quelle che potrebbe indirizzarci Dio stesso. Durante le riprese del programma, raccomandai ai produttori di recarsi al Museo di Storia Naturale dell’Università della California a Berkeley in quanto in esso si trovavano i manufatti di 50 milioni di anni fa estratti dalle miniere d’oro californiane. Ma i responsabili del Museo rifiutarono di concedere il permesso di filmare tali manufatti. Ciò nonostante, fummo egualmente in grado di utilizzare ed esibire alcune delle vecchie fotografie scattate nel XIX secolo. Si ricordi inoltre che gli scienziati darwinisti americani hanno fatto pressioni di ogni mezzo sulla NBC perché il programma non fosse mandato in onda, fortunatamente senza riuscirci. È significativo che la NBC abbia poi pubblicizzato la trasmissione rivolgendosi agli americani con lo slogan: "Guardate il programma che gli scienziati non vogliono che vediate!".
Adesso consideriamo un caso più recente nella storia dell’archeologia.
Nel 1979, Mary Leakey trovò dozzine di impronte in una località dell’Africa Orientale chiamata Laetoli, in Tanzania. La scienziata dichiarò anche che esse non potevano essere distinte da quelle lasciate dai piedi di essere umani odierni, solo che esse si trovavano in strati costituiti da ceneri vulcaniche solidificate di 3.700.000 anni fa: un’epoca in cui, secondo le concezioni scientifiche attuali, uomini in grado di lasciarle non avrebbero dovuto esistere. Come darne ragione, allora?
Gli scienziati, a questo punto, si sono limitati ad ipotizzare che 3.700.000 anni fa abbia necessariamente dovuto esistere in Africa "un qualche tipo di uomo-scimmia con i piedi fatti come i nostri", e che ciò sia all’origine di tali impronte. La proposta è interessante, ma è totalmente priva di qualsivoglia elemento di prova a livello scientifico. Anche perché gli scienziati hanno già da tempo a disposizione gli scheletri di un uomo-scimmia vissuto 3.700.000 anni or sono in Africa Orientale, il cosiddetto "Australopiteco".
E la struttura del piede di un Australopiteco si differenzia nettamente da quella dell’uomo d’oggi.
La questione venne fuori nel 1999, quando partecipai al Congresso Archeologico Mondiale di Cape Town, in Sud Africa. Fra gli oratori figurava anche Ron Clarke, che nel 1998 aveva scoperto uno scheletro praticamente completo di Australopiteco in località Sterkfontein, in Sud Africa. Tale scoperta era stata ampiamente pubblicizzata sui media di tutto il mondo come "il più antico antenato dell’uomo". L’esemplare era in effetti vecchio di 3.700.000 anni, come le impronte di Laetoli. Ma c’era un problema.
Ron Clarke, infatti, ricostruì i piedi del suo Australopiteco di Sterkfontein in termini scimmieschi; e su questo niente da dire, visto che le ossa delle estremità inferiori della creatura erano decisamente scimmieschi. Per esempio, si vede che l’alluce è molto allungato e proteso lateralmente, sul tipo del pollice di una mano umana; ma così pure che anche le altre dita sono decisamente allungate, di almeno una volta e mezzo in più rispetto al piede dell’uomo. Pertanto tale piede non presentava certo caratteristiche umane. Di conseguenza, dopo che Clarke ebbe presentato la sua relazione congressuale, alzai la mano e gli posi direttamente una domanda: "Perché mai la struttura del piede dell’Australopiteco di Sterkfontein non corrisponde alle impronte scoperte da Mary Leakey a Laetoli, che sono contemporanee (3.700.000 di anni fa) e simili a quelle lasciate dall’uomo moderno?"
La risposta non era facile. Ron Clarke sosteneva di avere scoperto il più antico antenato dell’uomo, eppure esseri apparentemente come noi andavano in giro in Africa nella stessa epoca. Sapete come ha risposto? Egli sostenne che era stato proprio il "suo" Australopiteco a lasciare in effetti le impronte di Laetoli, solo che, per giustificare le caratteristiche di queste ultime, si doveva allora ritenere che camminando dovesse spostare l’alluce tutto a ridosso delle altre quattro dita del piede, con queste tutte ripiegate su loro stesse: insomma, era un po’ come se un acrobata che volesse procedere eretto ma reggendosi sugli arti superiori camminasse sui pugni invece che sulle mani!
Non c’è neanche bisogno di dire che tale spiegazione era ed è del tutto risibile, e che io risi, infatti. Ma la platea, composta da una grande maggioranza di archeologi accademici di impostazione evoluzionista, si guardò bene dal farlo, in un silenzio totale. Le regole di comportamento dell’Establishment scientifico dominante sono e restano ferree.
Quando poi gli scienziati finiscono con lo scoprire "qualcosa che non deve essere scoperto", possono soffrirne non poco a livello professionale. È il caso della Dott.sa Virginia Steen-McIntyre, una geologa americana che conosco personalmente.
Nei primi anni Settanta, alcuni archeologi statunitensi scoprirono alcuni strumenti ed armi in pietra in località Hueyatlaco, in Messico. Fra questi reperti figuravano punte di freccia e di lancia. Era chiaro fin dall’inizio per gli archeologi che le avevano scoperte che tali armi erano state usate da uomini come noi, e non certo da uomini-scimmia. Ma a che epoca risalivano esattamente?
In genere in questi casi la risposta la danno i geologi, in funzione degli strati geologici in cui sono i reperti. Nel caso specifico fu coinvolta Virginia Steen-McIntyre che, utilizzando i quattro più recenti metodi di datazione geologica con i colleghi dello "United States Geological Survey", determinò che gli strati in cui si trovavano i reperti risalivano a 300.000 anni fa!
Quando il dato fu comunicato al capo degli archeologi, la sua risposta fu immediata quanto seccata ed incredula: "Impossibile! Non esistevano uomini 300.000 anni or sono in nessun luogo del mondo!". Quanto al Nord America, le odierne teorie indicano la comparsa dell’uomo non prima di 30.000 anni a. C., com’è noto. E allora cosa fecero gli archeologi?
In primis, rifiutarono di pubblicare la data di 300.000 anni fa. In secundis, vi sostituirono invece una datazione più "logica": 20.000 anni or sono. Ciò in quanto un pezzo di conchiglia rinvenuto a ben 5 chilometri dal sito in cui i reperti furono rinvenuti aveva fornito una datazione al Carbonio 14 riferita, appunto, a 20.000 anni fa!
Ma la Dott.sa Virginia Steen-McIntyre non si dette per vinta, ribadendo i dati rilevati. Solo che ciò le comportò una pessima reputazione a livello professionale nonché la perdita dell’insegnamento universitario, mentre tutte le possibilità di avanzamento acquisite con la sua precedente attività presso l’"United States Geological Survey" furono bloccate. La scienziata ne fu così disgustata che si ritirò in una cittadina delle Montagne Rocciose, in Colorado, rimanendo in silenzio per anni. Finché io non venni a sapere del suo caso e lo menzionai in , "Forbidden Archaeology: the hidden history of the human race", conferendo al suo lavoro l’attenzione che merita. È anche grazie a ciò che oggi il sito di Hueyatlaco in Messico viene studiato da archeologi dalla mente più aperta, e c’è da sperare che le conclusioni della Steen-McIntyre trovino presto ulteriore conferma.
Ma veniamo all’Italia.
Alla fine del XIX secolo (1880) il geologo Giuseppe Ragazzoni rinvenne a Castenedolo, nel Bresciano, un cranio umano anatomicamente moderno, unitamente ai resti scheletrici di altre quattro persone. Il tutto si trovava in strati geologici corrispondenti ad un’epoca di 5 milioni di anni fa, ed era logico che la cosa apparisse inconcepibile.
"Nulla di misterioso" direbbero all’unisono gli scienziati darwinisti. "Solo qualche migliaio di anni fa qualcuno morì, e i suoi contemporanei ritennero di dover scavargli una tomba molto profonda in fondo ala quale collocarono il corpo che, così inserito in strati di ben maggiore antichità, sembra oggi appartenere ad un’epoca che viceversa non gli è propria". Tutto chiaro, dunque?
Non proprio. Un fatto simile, definito una "sepoltura intrusiva", può in effetti verificarsi.
Ma nel caso specifico Ragazzoni, un geologo professionista, era ben consapevole di tale possibilità. "Se si fosse trattato di una sepoltura - dichiarò - gli strati superiori a quelli in cui il corpo è stato rinvenuto sarebbero stati anche solo parzialmente alterati o comunque disturbati dall’interramento del corpo in profondità". E le sue verifiche avevano escluso ciò, a conferma che gli scheletri risalivano davvero agli strati rocciosi in cui erano stati rinvenuti, ossia 5 milioni di anni fa.
Spostiamoci adesso in Belgio.
All’inizio nel XX secolo il geologo A. Rutot fece una serie di interessanti scoperte in quel paese. Egli infatti portò alla luce centinaia di strumenti ed armi in pietra, estraendoli da strati rocciosi corrispondenti a 30 milioni di anni fa. Ho sopra detto della difficoltà invariabilmente manifestatasi qualora si richieda di vedere oggetti "scomodi" per l’Establishment accademico in relazione ai ritrovamenti della fine del XIX secolo in California. Stavolta però a me fu possibile vedere e anche fotografare i reperti recuperati da Rutot, durante un giro di conferenze in Olanda e Belgio. A Bruxelles chiesi infatti ad un mio accompagnatore di visitare al Museo Reale di Scienze Naturali la collezione di Rutot e, sebbene i responsabili del museo avessero negato la sua esistenza, alla fine saltò fuori un archeologo che sapeva di cosa stavamo parlando e ci indicò i pezzi in questione. Non c’è neanche bisogno di dire che però essi non sono visibili al pubblico.
Di quanto bisogna risalire nel tempo per citare casi simili?
Nel dicembre del 1862, ad esempio, negli Stati Uniti un giornale scientifico chiamato "The Geologist" riferì della scoperta di uno scheletro umano completo ed anatomicamente moderno a 30 metri di profondità nella Macoupin Country, in Illinois, USA. In base al resoconto scientifico agli atti, direttamente al di sopra dello scheletro vi era uno strato roccioso continuo ed inalterato dello spessore di più di un metro, esteso orizzontalmente in tutte le direzioni per vari metri tutt’intorno, Cosa, questa, che esclude necessariamente qualunque possibilità di una sepoltura intrusiva.
Solo che, secondo i resoconti geologici del caso, gli strati che inglobavano lo scheletro risalgono a 300 milioni di anni: un dato totalmente impossibile per l’archeologia ortodossa.
300 milioni di anni fa corrispondono ad un’epoca anteriore alla comparsa dei dinosauri sulla Terra.
Si tenga presente che tutto quello che abbiamo finora menzionato è stato effettuato e riscontrato da scienziati professionisti, ovvero debitamente riportato nella letteratura scientifica professionale ed accademica.
Ma è altresì logico che se ritrovamenti e scoperte "controcorrente" del genere hanno riguardato, come abbiamo visto, non pochi esponenti della scienza ufficiale, è così pure altrettanto possibile che abbiano spesso coinvolto anche persone al di fuori dell’ambito scientifico, ovvero gente comune. E le segnalazioni di costoro, seppur non riferite da riviste scientifiche, possono in effetti apparire anche nelle pagine dei giornali di informazione e di costume e nella stampa popolare. E non per questo sono meno vere.
A livello esemplificativo riferisco un resoconto giornalistico estratto dal "Morrisonville Times", un piccolo quotidiano locale edito nella cittadina di Morrisonville, in Illinois, nel 1892. Esso riferisce di una donna che stava mettendo dei pezzi di carbone nella sua stufa "fin de siecle". Uno di tali pezzi si spezzò improvvisamente in due e dal suo interno emerse una catena d’oro. Alle due estremità erano rimasti attaccati i due pezzi del blocco di carbone, a dimostrazione che la catena era contenuta all’interno del pezzo successivamente divisosi. In seguito alle indicazioni fornite dal giornali, siamo riusciti a risalire alla miniera da cui era stato estratto.
E successivi riscontri effettuati oggi presso il "Geological Survey", dello Stato dell’Illinois indicarono che il carbone ivi estratto è vecchio di 300 milioni di anni. Per inciso, la stessa epoca del sopra citato scheletro umano rinvenuto poco più di trenta anni prima, sempre in Illinois, nella Macoupin County.
Se vogliamo tornare alla letteratura strettamente scientifica, la "Scientific American" riferì nel 1852 di un bel vaso metallico estratto da un massiccio strato roccioso di 5 metri di profondità nella zona di Boston. Orbene, secondo i resoconti geologici attuali l’età della roccia in quella località è di 500 milioni di anni!
Gli oggetti più antichi che ho incontrato nella mia ricerca sono comunque delle sfere metalliche rinvenute dell’ultimo ventennio dai minatori a Ottosdalin, nella regione del Transvaal Occidentale, in Sud Africa. Sono oggetti del diametro variabile da 1 a 2 centimetri e presentano dei curiosi solchi paralleli lungo il loro "equatore". Le sfere sono state esaminate da esperti in metallurgia prima di essere filmate per il già citato programma TV "The Mysterious Origins of Man", e il loro parere è stato concorde: non esiste spiegazione per giustificare una formazione naturale dei solchi e, dunque, le sfere appaiono il prodotto di una qualche tecnologia intelligente. Fatto è che provengono da un deposito minerario geologicamente vecchio di oltre 2 miliardi di anni!
Potrei continuare a lungo, riferendo a piacere innumerevoli dati citati nel mio volume "Forbidden Archaeology: the hidden history of the human race" e nel suo seguito " volume "Forbidden Archaeology’s impact". Ma a questo punto è meglio fermarsi.
Vorrei concludere però con un’ultima considerazione.
È stato ossessivamente sostenuto e monotonamente ripetuto dai Darwinisti che tutte le prove fisiche raccolte a tutt’oggi sono assolutamente coerenti con il loro quadro sulle origini dell’Uomo, per il quale esseri simili a noi sono apparsi circa 100.000 anni fa, dopo una graduale evoluzione dalle scimmie antropoidi. Tutto considerato, oggi si deve invece dire che tale affermazione va ritenuta del tutto falsa e fuorviante.
Per incredibile che possa sembrare, esistono infatti molteplici scoperte che suggeriscono inequivocabilmente la presenza di esseri apparentemente simili a noi in periodi cronologici compresi fra i 100.000 e i 2 miliardi di anni fa. Il che non è affatto incoerente con le fonti vediche di cui abbiamo parlato, con buona pace di un Establishment scientifico conservatore e miope timoroso di perdere le certezze sulle quali ha costruito il proprio potere accademico.
Non sarà mai tardi quando gli scienziati della nostra epoca, dominati da un’arroganza antiscientifica, comprenderanno che la Tradizione, probabile eredità di conquiste scientifiche acquisite in un passato senza ricordo, va considerata con maggiore rispetto ed attenzione. "Nihil sub sole novi", dicevano giustamente i Latini.

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Re: ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da U F O il 7/10/2015, 17:53

Interessantissimo. 

Già tempo fa lessi vari articoli su internet , e raramente articoli cartacei su libri , riguardanti scoperte archeologiche occultate palesemente , o ancora di VERI scienziati screditati e derisi dai colleghi perché non concordanti con le comuni convinzioni scientifiche e archeologiche. 

Io mi chiedo il perché di tutto ciò . Forse hanno paura di sapere la verità , forse sono ottusi in maniera quasi ossessiva , oppure si vogliono parare il culetto a vicenda ignorando cosa è vero e cosa no ? 
Non lo capisco.

Da fastidio sapere che tutti i giorni , i giovani vanno a studiare in scuole e università, dove gli raccontano una marea di cazzate. E coloro che danno le lezioni, i professori, sono sicuri di quello che dicono e quindi sembrando ancora più convincenti.
Una sorta di lavaggio del cervello. 

Comunque non è un caso isolato quello del settore archeologico. 
Si possono citare migliaia di casi simili , però riguardanti discipline diverse. 

Gli antichi prima di noi erano cosi stupidi ? Penso di no.
La vedo più come una pessima caratteristica moderna.


PS: Bellissima la frase latina  .

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Re: ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/10/2015, 18:35

ma infatti, e poi questi ragazzi "infarciti di stupide ragioni" te li trovi fare i sapientoni nel mondo del lavoro come al bar .. e riempiono delle idiozie e balle che gli hanno insegnato (falsamente) persino certi forum para-scientifici o di argomenti vari.

E' interesse di qualcuno, evidentemente, che tutto sia insegnato al contrario e che il mondo sia fatto andare al contrario e che la gente CREDA IL CONTRARIO...

che dire  bella mossa, ma io non ci casco !!!
oggi la verità la conosco.. e sino in fondo !!!

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Re: ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da U F O il 7/10/2015, 22:47

E' quello che da più fastidio , fare i sapientoni quando in verità si spara una marea di cazzate.
Haimè, c'est la vie !
L'importante non credere alle cavolate, poi loro pensano e fanno come meglio credono.

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Re: ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da Lancillotto2013 il 7/11/2015, 15:45

Come avrai visto anche tu in merito di paranormale e discussioni su archeologia, esoterismo, meditazione .. c'è tanta aria fritta in internet.

Vediamo di dare vita a questo forum.. perché c'è veramente bisogno di informare al meglio l'utenza del web.

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Re: ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da ConteDracula il 7/18/2015, 22:21

Un caso che merita di essere ricordato risale al XIX secolo, e precisamente alla famosa "corsa all'oro" che richiamò in California gente in cerca di fortuna da tutto il mondo.
Per estrarre l’oro, i minatori scavavano gallerie nelle pendici delle montagne, penetrando nella viva roccia. Ma veniamo a Table Mountain, nella regione delle miniere d’oro della California. Qui i cercatori d’oro, scavando a centinaia di metri di profondità, si imbatterono in numerosi scheletri umani antichi non dissimili dai nostri, e non certo in resti di uomini-scimmia. Così pure furono trovati strumenti ed armi di pietra a centinaia, in diverse zone dello stesso sito. Fra di essi un pesto ed un mortaio, non molto diversi da quelli oggi noti. Solo che c’era un problema. Entrambi gli oggetti furono trovati in strati rocciosi corrispondenti alla parte inferiore del periodo geologico chiamato Eocene, proprio di 50 milioni di anni fa.
Un archeologo che accettasse le concezioni vediche non sarebbe affatto sorpreso di rilevare tracce umane in quell’epoca, naturalmente, in quanto si attenderebbe di trovarne ben prima, fino forse a circa 2 miliardi di anni or sono.

questa l'hanno trasmessa su focus tivu' anche .. 3 giorni fà.
incredibile è dire poco.


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Re: ARCHEOLOGIA PROIBITA

Messaggio Da Carlito il 8/20/2015, 12:55

Pacifico.
Se sono bufale te le dicono, se sono scoperte compromettenti che possono destare sorpresa pubblica preferiscono occultarle.
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