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Ecco cosa accade poco prima e poco dopo la morte
4/23/2019, 00:28 Da Lancillotto2013
Esperienze di morte con ritorno di alcune persone.
Se la morte è una delle poche certezze della vita, uno dei misteri antropologici che da sempre …
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nuovo evp
2/19/2019, 22:54 Da kardec
salve ragazzi,dopo tanto tempo siamo riusciti ( o almeno credo ) di aver registrato un nuovo evp!
la registrazione di questo video,l'abbiamo decisa …
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Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
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Forum di Paranormale Misteri Meditazione Spiritualità Yoga e Psiche :: Filosofia, maestri antichi e recenti
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Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
ACARYA: maestro spirituale autenticamente qualificato.
AHIMSA: non violenza
AMRITA: letteralmente "immortale" o "non morto" ed era il premio più ambito da demoni e dèi.
ANANDA: letteralmente “felicità” e più propriamente: stato di beatitudine.
ANGA: membra (dello Yoga)
ANNAMAYAKOSHA: corpo-fatto-di-cibo ossia il corpo materiale, cioè il corpo cellulare, ovvero la stratificazione visibile e materiale del nostro essere.
ASHRAM: indica, nella tradizione indiana sia un luogo di meditazione e romitaggio che uno dei quattro stadi della vita.
ASANA: gli atteggiamenti e le posizioni del corpo.
ASURA: 1) Chiunque non applichi gli insegnamenti delle Scritture e abbia come unico scopo quello di godere sempre più dei piaceri di questo mondo. 2) Mostro malvagio.
ATMAN: nome del principio eterno che anima l'individuo. L'essenza, il principio vitale.
AVATAR: indica l'incarnazione fisica di esseri celesti o trascendenti.
AVIDYA: ignoranza.
AYAMA: controllo.
AYURVEDA: è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dal IV millennio a.C., diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola composta da ayu: vita e veda: conoscenza, traducibile quindi come scienza della vita.
BANDHA: è un termine specifico dello Yoga che significa "legame", "unire insieme", od anche "afferrare", "prendere". Esprime l'azione del fissaggio posturale eseguito contemporaneamente sia a livello fisiologico sia a livello delle energie interiori localizzate nei chakra, i centri vitali secondo lo Yoga.
BHAGAVAD GITA: 'inno del Signore'. Il testo sacro più diffuso nell'Induismo.
BRAHMAN: l'Assoluto, l'Universale.
DEVA: è un termine che come aggettivo indica ciò che è divino o celeste, mentre come sostantivo maschile indica la divinità o un dio. Raramente può indicare un demonio malvagio.
DEVI: Dea.
DHAMMAPADA: (pali, in sanscrito Dharmapada o anche Udanavarga), a volte tradotto come 'Parola del Dharma', è il testo sacro Buddhista più diffuso, dove con Dharma si intende la legge, sia fisica che morale, che sostiene l'universo.
DHARANA: Sesta delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella concentrazione profonda.
DHARMA: può essere tradotto come "Giustizia", "Dovere", "Legge", "Legge cosmica", "Legge Naturale", oppure "ciò che mantiene il mondo in coesione" o come equivalente del termine occidentale "Religione".
DOSHA: nella Medicina Ayurveda rappresenta le energie vitali che compongono le tre diverse costituzioni ovvero Vata, Kapha e Pitta.
DYHANA: settima delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella 'meditazione profonda' o 'contemplazione'.
EKAGRATA: concentrazione in un solo punto che ha come risultato immediato la censura pronta e lucida di tutte le distrazioni e di tutti gli automatismi mentali che dominano e, in realtà, fanno la coscienza profana.
GAYATRI: è la forma femminile di gayatra, che indica una canzone o un inno.
GANESHA: presso la religione induista è una delle rappresentazioni di Dio più conosciute e venerate; figlio primogenito di Shiva e Parvati, viene raffigurato con una testa di elefante provvista di una sola zanna, ventre pronunciato e quattro braccia, mentre cavalca o viene servito da un topo.
GUNA: nel sistema filosofico Samkhya si intendono le tre qualità costituive della Natura materiale, detta anche Creazione o Prakriti. Le tre qualità sono conosciute come tamas (ignoranza), rajas (passione) e sattva (saggezza). Sattva è la materia originale, il primo gradino della manifestazione, la luce che costituisce il substrato dell'esistenza; infatti nei testi sacri indiani, Dio crea la luce attraverso la parola. Questa luce primordiale è estremamente vicina all'Assoluto, e ciò le conferisce il potere di generare altra materia, Rajas, che inevitabilmente subirà un deterioramento rispetto alla materia originale; Rajas a propria volta, attraverso un ulteriore degenerazione, darà origine a Tamas.
GURU: maestro, precettore spirituale
GURU PURNIMA: è una festa spirituale che viene celebrata nel mese di Ashada (giugno-luglio) dai discepoli che seguono un cammino spirituale sotto la guida di un maestro.
HARI: il termine rappresenta un altro nome per Visnu e Krsna,
HATHA: Letteralmente ‘sole (ha)’ e ‘luna (tha)’. Lo Hata-Yoga è una forma di Yoga relativa soprattutto all'armonia e al benessere fisico
JAPA: recitazione individuale dei santi nomi di Dio.
JIVA: altro nome per Jivatma (anima individuale).
JNANA: altro nome di Jnani (spiritualista di terzo ordine, adepto dello Jana-Yoga).
KAMA: rappresenta il Dio del piacere sessuale nella religione e mitologia induista.
KAPHA: nella Medicina Ayurveda rappresenta il principio della coesione e della struttura
KARMA: letteralmente 'azione' che può essere virtuosa o meno determinando una conseguenza che lega ancor più il suo autore all’esistenza condizionata e al ciclo di nascite e di morti.
KIRTAN: è una pratica spirituale e fa parte di un sistema di Yoga chiamato Mantra Yoga. Letteralmente Kirtan significa « la ripetizione continua di un Mantra ».
KRIYA: atto.
KUMBHA MELA: è l’istaurazione temporanea di una città celeste, la costruzione di un sogno collettivo, la manifestazione della fantastica esistenza sulla terra degli uomini vincolati a Dio.
MALA: è un rosario indiano con un numero preciso di semi.
MAHATMA: ‘grande anima’.
MANDALA: letteralmente: «essenza» «possedere» o «contenere» ; tradotto anche come «cerchio-circonferenza» o «ciclo», è un termine simbolico associato alla cultura Veda ed in particolar modo alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda.
MANDIR: tempio dell’Induismo.
MANOMAYAKOSHA: le aree conosciute della mente.
MANTRA: deriva dalla combinazione delle due parole manas (mente) e trayati (liberare). Il mantra si può quindi considerare come un suono in grado di liberare la mente dai pensieri.
MAYA: si intendono diversi concetti propri della religione e della cultura induista. Spesso il termine è associato semplicisticamente all'espressione Velo di Maya, coniata da Schopenhauer. Si tratta di un «velo» metafisico illusorio che, separando gli esseri individuali dalla conoscenza/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere moksha, la liberazione spirituale, tenendoli così imprigionati nel samsara, il continuo ciclo delle morti e delle rinascite.
MUDRA: letteralmente "sigillo", è un gesto simbolico che in varie religioni viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale. I mudra sono utilizzati nella pratica Yoga come completamento di alcune asana (posizioni) durante le fasi meditative.
MUKTI: il termine si riferisce, in generale, alla liberazione dai condizionamenti della vita incarnata e dal ciclo di nascite e morti (Sansara), dovuta al conseguimento della realizzazione spirituale.
NADI: tubo, canale o vena. Tali canali sarebbero le vie attraverso le quali passa il prana, inteso come energia vitale o soffio, per alimentare tutte le parti del corpo.
NARAYANA: Nell'Induismo e nelle tradizioni religiose da esso derivate (come ad esempio l'Ayyavalismo), Narayana (in sanscrito "colui che risiede sull'acqua") è una delle forme di Visnu. Dotato di quattro braccia, e con i tradizionali oggetti (la conchiglia, la mazza, il fiore di loto e il disco).
NAMASTE: Namasté, namaste, namasteé o namaskar è un saluto originario della zona di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell'Asia. Può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia. Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l'alto, e tenendole all'altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra.
NIRVANA: letteralmente 'spegnimento' costituisce la fine del doloroso ciclo della reincarnazione (samsara).
NIRVIKALPA: ‘senza alternative’
NIYAMA: si intendono le discipline dello Yoga. Si traduce come “sforzo e rilassamento” oppure “tensione e calma”. Esso comprende l’assimilazione delle regole etiche e psicoigieniche essenziali nella vita dello Yogi.
PARVATI: Parvata è una delle parole sanscrite per "montagna"; "Parvati" si può tradurre quindi come "Figlia della montagna" e si riferisce alla sua nascita da Himavan, per l'appunto il Signore/Sovrano delle Montagne.
PITTA: nella Medicina Ayurveda rappresenta il principio della digestione e del metabolismo.
PRAKRITI o PRAKRTI: 1)secondo la Bhagavad Gita, è l'intelligenza della natura originaria attraverso cui l'universo esiste e si esplica. Normalmente si rende con "natura", è attività pura ma inconsapevole: il principio che da immanifesto dà origine, per evoluzione/trasformazione, a tutto ciò che è manifesto, intendendo con ciò sia la realtà materiale che quella mentale.
2) è la materia di base di cui l'Universo è costituito. Si compone di tre gunas o modi, conosciuti come tamas (ignoranza), rajas (passione) e sattva (qualità).
PRANA: respiro, vita, energia.
PRANAYAMA: si intende il controllo ritmico del respiro e consta del termine 'prana' (appunto 'respiro') e di 'ayama' che significa 'controllo'.
PRATYHARA: significa “allontanare le indrie dagli oggetti del mondo materiale”. La pratyahara è il grado sul quale l’adepto impara a comandare i suoi “tentacoli” della coscienza che in sanscrito si chiamano “indrie”.
PUJA: presso la religione induista, Puja (dal sanscrito reverenza) è un termine che genericamente indica un atto di adorazione verso una particolare forma della Divinità, che può esprimersi in un'offerta, un culto, una cerimonia o un rito.
RAGA: il termine indica, nella musica classica indiana, particolari strutture musicali che seguono, nell'esecuzione, precise regole relativamente alle frasi melodiche consentite o vietate, e sono basati su un certo numero di scale musicali di base.
RAMA: presso la religione induista, Rama (ca. 7000 a.C.) è il settimo avatar di Visnu, manifestatosi nel regale principe per risollevare le sorti della morale degli uomini, ormai soggiogati da Ravana.
RISHI: nella religione induista è un saggio e/o un profeta che "percepisce" dall'essere supremo Brahman gli inni dei Veda, mentre si trova in meditazione profonda.
RATAS: vedi GUNA
RAVANA: Nella mitologia induista fu re demoniaco di Lanka, ed il principale avversario di Rama, come narrato nel poema epico Ramayana.
SADHU: gli induisti considerano che l'obiettivo della vita sia la moksha, la liberazione dall'illusione (mâyâ), la fine del ciclo delle reincarnazioni e la dissoluzione nel divino, la fusione con la coscienza cosmica. Tale obiettivo è raggiunto raramente nel corso della vita presente.
Il sadhu (dal sanscrito, «uomo di bene, sant'uomo») sceglie, per accelerare questo processo e realizzarlo in questa vita, di vivere una vita di santità. I sâdhu sono presenti in India da migliaia di anni, forse dalla preistoria in cui il loro ruolo sarebbe stato simile a quello dello sciamano.
SAMADHI: ultima delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella concentrazione suprema.
SAMSARA: indica, nelle religioni orientali la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita..
SANNYASIN: il Sannyasa, ( dal sanscrito, "rinuncia", "abbandono") è uno dei quattro ashram dell'induismo. Nella tradizione induista, è il culmine e lo stadio finale della vita, in cui occorre rinunciare ai beni materiali e dedicarsi interamente al proprio cammino spirituale. Chi è entrato nello stadio del sannyasa è definito sannyasi o sannyasin, ed indossa tradizionalmente abitii color zafferano.
SAT-CHIT-ANANDA: significano Sat=la pura verità, Chit= la pura consapevolezza, Ananda=lo stato di completa beatitudine.Vengono pronunciate anche come una sola parola e rappresentano la coesistenza vera del Tutto Uno.
SATTVA: vedi GUNA
SATYA: verità, da sat "ciò che è"rmine (in sanscrito «energia», «potenza») indica, nella religione induista l'energia vitale che scaturisce da Siva e trasforma l'energia potenziale in atto creativo e quindi in materia. Presso le correnti induiste dello Yoga, viene anche detta Prana. La sua essenza risiederebbe all'interno dell'ombelico femminile.
SHANTI: Presso la religione induista, la parola sanscrita indica uno stato di assoluta pace interiore e di serena imperturbabilità, caratterizzato dall'assenza delle frenetiche onde-pensiero (vritti) generate dalla mente; l'individuo che ha raggiunto questa pace è estremamente equanime, equilibrato, centrato, moderato, e grazie a questa sua centratura riesce a vivere con perfetta concentrazione e serenità nel qui e ora.
SIVA: Siva, anche detto Shiva è uno degli aspetti di Dio per la religione induista, nonché la terza Persona della Trimurti (detta anche, con un parallelismo piuttosto forzato, Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva), all'interno della quale è conosciuto sia come Distruttore che come Creatore.
SUTRA: aforismi (i sutra più famosi sono gli Yoga-Sutra ovvero gli Aforismi sullo Yoga di Patanjali)
SVADHYAYA: Svadhyaya è il quarto principio di niyama, la pratica per l’equilibrio interiore dello yoga, che permette la chiara comprensione di ogni elemento spirituale.
SWAMI: è un termine sanscrito appartenente anche alla lingua indiana moderna; letteralmente significa "maestro di sé stesso", è di genere maschile ed ha una connotazione mista di profondo rispetto e intimità, venerazione e amore al tempo stesso. È un appellativo solitamente rivolto ai guru, ai ricercatori illuminati, ai sacerdoti. Il Swami è solito indossare un telo attorno al collo di colore arancione, che sta a significare, secondo la tradizione indiana, il fuoco che ha bruciato tutto ciò che è appartenuto alla vecchia vita, e che in qualche modo, lascia spazio al vero IO.
TAMAS: vedi GUNA
TANTRA: "trama", ma anche "dottrina" o "rituale". Tantrismo indica, nella storiografia occidentale, una controversa categoria che vorrebbe raccogliere un genere di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche originatosi nelle religioni induiste.
TEJAS: "fuoco".
UPANISHAD: un insieme di testi religiosi e filosofici indiani composti in lingua sanscrita a partire dal IX-VIII secolo a.C. fino al IV secolo a.C.
VATA: nella Medicina Ayurveda rappresenta il principio del movimento e dell'attivazione.
VEDA: antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri dei popoli arii che invasero intorno al XX secolo a.C. l'India settentrionale, opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo.
VEDANTA: con tale termine si indica la parte finale della letteratura vedica tradizionalmente considerata rivelata dall'Assoluto e non composta dagli uomini.
VISHNU: presso la religione induista è uno degli aspetti di Dio, nonché la seconda Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva, all'interno della quale è conosciuto come il Conservatore. Viene più comunemente identificato con le sue incarnazioni, gli avatar, in particolar modo con Krishna e Rama.
VRITTI: è un termine che nell'Induismo (in particolare nelle correnti dello Yoga) definisce le onde di pensieri che la mente genera in modo incessante ed inconsapevole, e che ne impediscono il vero utilizzo, cioè come mezzo per realizzare l'anima. Sono ciò che costituisce la frenetica attività della mente, ed essendo la conseguenza di un uso improprio di questo strumento, invece di liberare, per la legge di causa-effetto le vritti agiscono karmicamente legando ancora di più l'anima al mondo manifesto.
YAMA: 1) presso la religione induista, Yama è il Deva della morte, "colui che irrimediabilmente trattiene con sé", padrone del regno infero; la deità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. 2) si intendono i raffrenamenti dello Yoga.
YANTRA: è un termine che indica vari tipi di rappresentazioni geometriche dalla forma semplice o più complessa e diagrammi simbolici, utilizzati come supporto nella concentrazione o per favorire l'assorbimento meditativo (samadhi).
YOGA: deriva dalla radice: yug, che vuol dire: congiungere, unire.
dimensionecultura.it
PS Ci sono alcuni errori ma li considero irrilevanti per il neofita e l'inesperto.
AHIMSA: non violenza
AMRITA: letteralmente "immortale" o "non morto" ed era il premio più ambito da demoni e dèi.
ANANDA: letteralmente “felicità” e più propriamente: stato di beatitudine.
ANGA: membra (dello Yoga)
ANNAMAYAKOSHA: corpo-fatto-di-cibo ossia il corpo materiale, cioè il corpo cellulare, ovvero la stratificazione visibile e materiale del nostro essere.
ASHRAM: indica, nella tradizione indiana sia un luogo di meditazione e romitaggio che uno dei quattro stadi della vita.
ASANA: gli atteggiamenti e le posizioni del corpo.
ASURA: 1) Chiunque non applichi gli insegnamenti delle Scritture e abbia come unico scopo quello di godere sempre più dei piaceri di questo mondo. 2) Mostro malvagio.
ATMAN: nome del principio eterno che anima l'individuo. L'essenza, il principio vitale.
AVATAR: indica l'incarnazione fisica di esseri celesti o trascendenti.
AVIDYA: ignoranza.
AYAMA: controllo.
AYURVEDA: è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dal IV millennio a.C., diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola composta da ayu: vita e veda: conoscenza, traducibile quindi come scienza della vita.
BANDHA: è un termine specifico dello Yoga che significa "legame", "unire insieme", od anche "afferrare", "prendere". Esprime l'azione del fissaggio posturale eseguito contemporaneamente sia a livello fisiologico sia a livello delle energie interiori localizzate nei chakra, i centri vitali secondo lo Yoga.
BHAGAVAD GITA: 'inno del Signore'. Il testo sacro più diffuso nell'Induismo.
BRAHMAN: l'Assoluto, l'Universale.
DEVA: è un termine che come aggettivo indica ciò che è divino o celeste, mentre come sostantivo maschile indica la divinità o un dio. Raramente può indicare un demonio malvagio.
DEVI: Dea.
DHAMMAPADA: (pali, in sanscrito Dharmapada o anche Udanavarga), a volte tradotto come 'Parola del Dharma', è il testo sacro Buddhista più diffuso, dove con Dharma si intende la legge, sia fisica che morale, che sostiene l'universo.
DHARANA: Sesta delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella concentrazione profonda.
DHARMA: può essere tradotto come "Giustizia", "Dovere", "Legge", "Legge cosmica", "Legge Naturale", oppure "ciò che mantiene il mondo in coesione" o come equivalente del termine occidentale "Religione".
DOSHA: nella Medicina Ayurveda rappresenta le energie vitali che compongono le tre diverse costituzioni ovvero Vata, Kapha e Pitta.
DYHANA: settima delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella 'meditazione profonda' o 'contemplazione'.
EKAGRATA: concentrazione in un solo punto che ha come risultato immediato la censura pronta e lucida di tutte le distrazioni e di tutti gli automatismi mentali che dominano e, in realtà, fanno la coscienza profana.
GAYATRI: è la forma femminile di gayatra, che indica una canzone o un inno.
GANESHA: presso la religione induista è una delle rappresentazioni di Dio più conosciute e venerate; figlio primogenito di Shiva e Parvati, viene raffigurato con una testa di elefante provvista di una sola zanna, ventre pronunciato e quattro braccia, mentre cavalca o viene servito da un topo.
GUNA: nel sistema filosofico Samkhya si intendono le tre qualità costituive della Natura materiale, detta anche Creazione o Prakriti. Le tre qualità sono conosciute come tamas (ignoranza), rajas (passione) e sattva (saggezza). Sattva è la materia originale, il primo gradino della manifestazione, la luce che costituisce il substrato dell'esistenza; infatti nei testi sacri indiani, Dio crea la luce attraverso la parola. Questa luce primordiale è estremamente vicina all'Assoluto, e ciò le conferisce il potere di generare altra materia, Rajas, che inevitabilmente subirà un deterioramento rispetto alla materia originale; Rajas a propria volta, attraverso un ulteriore degenerazione, darà origine a Tamas.
GURU: maestro, precettore spirituale
GURU PURNIMA: è una festa spirituale che viene celebrata nel mese di Ashada (giugno-luglio) dai discepoli che seguono un cammino spirituale sotto la guida di un maestro.
HARI: il termine rappresenta un altro nome per Visnu e Krsna,
HATHA: Letteralmente ‘sole (ha)’ e ‘luna (tha)’. Lo Hata-Yoga è una forma di Yoga relativa soprattutto all'armonia e al benessere fisico
JAPA: recitazione individuale dei santi nomi di Dio.
JIVA: altro nome per Jivatma (anima individuale).
JNANA: altro nome di Jnani (spiritualista di terzo ordine, adepto dello Jana-Yoga).
KAMA: rappresenta il Dio del piacere sessuale nella religione e mitologia induista.
KAPHA: nella Medicina Ayurveda rappresenta il principio della coesione e della struttura
KARMA: letteralmente 'azione' che può essere virtuosa o meno determinando una conseguenza che lega ancor più il suo autore all’esistenza condizionata e al ciclo di nascite e di morti.
KIRTAN: è una pratica spirituale e fa parte di un sistema di Yoga chiamato Mantra Yoga. Letteralmente Kirtan significa « la ripetizione continua di un Mantra ».
KRIYA: atto.
KUMBHA MELA: è l’istaurazione temporanea di una città celeste, la costruzione di un sogno collettivo, la manifestazione della fantastica esistenza sulla terra degli uomini vincolati a Dio.
MALA: è un rosario indiano con un numero preciso di semi.
MAHATMA: ‘grande anima’.
MANDALA: letteralmente: «essenza» «possedere» o «contenere» ; tradotto anche come «cerchio-circonferenza» o «ciclo», è un termine simbolico associato alla cultura Veda ed in particolar modo alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda.
MANDIR: tempio dell’Induismo.
MANOMAYAKOSHA: le aree conosciute della mente.
MANTRA: deriva dalla combinazione delle due parole manas (mente) e trayati (liberare). Il mantra si può quindi considerare come un suono in grado di liberare la mente dai pensieri.
MAYA: si intendono diversi concetti propri della religione e della cultura induista. Spesso il termine è associato semplicisticamente all'espressione Velo di Maya, coniata da Schopenhauer. Si tratta di un «velo» metafisico illusorio che, separando gli esseri individuali dalla conoscenza/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere moksha, la liberazione spirituale, tenendoli così imprigionati nel samsara, il continuo ciclo delle morti e delle rinascite.
MUDRA: letteralmente "sigillo", è un gesto simbolico che in varie religioni viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale. I mudra sono utilizzati nella pratica Yoga come completamento di alcune asana (posizioni) durante le fasi meditative.
MUKTI: il termine si riferisce, in generale, alla liberazione dai condizionamenti della vita incarnata e dal ciclo di nascite e morti (Sansara), dovuta al conseguimento della realizzazione spirituale.
NADI: tubo, canale o vena. Tali canali sarebbero le vie attraverso le quali passa il prana, inteso come energia vitale o soffio, per alimentare tutte le parti del corpo.
NARAYANA: Nell'Induismo e nelle tradizioni religiose da esso derivate (come ad esempio l'Ayyavalismo), Narayana (in sanscrito "colui che risiede sull'acqua") è una delle forme di Visnu. Dotato di quattro braccia, e con i tradizionali oggetti (la conchiglia, la mazza, il fiore di loto e il disco).
NAMASTE: Namasté, namaste, namasteé o namaskar è un saluto originario della zona di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell'Asia. Può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia. Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l'alto, e tenendole all'altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra.
NIRVANA: letteralmente 'spegnimento' costituisce la fine del doloroso ciclo della reincarnazione (samsara).
NIRVIKALPA: ‘senza alternative’
NIYAMA: si intendono le discipline dello Yoga. Si traduce come “sforzo e rilassamento” oppure “tensione e calma”. Esso comprende l’assimilazione delle regole etiche e psicoigieniche essenziali nella vita dello Yogi.
PARVATI: Parvata è una delle parole sanscrite per "montagna"; "Parvati" si può tradurre quindi come "Figlia della montagna" e si riferisce alla sua nascita da Himavan, per l'appunto il Signore/Sovrano delle Montagne.
PITTA: nella Medicina Ayurveda rappresenta il principio della digestione e del metabolismo.
PRAKRITI o PRAKRTI: 1)secondo la Bhagavad Gita, è l'intelligenza della natura originaria attraverso cui l'universo esiste e si esplica. Normalmente si rende con "natura", è attività pura ma inconsapevole: il principio che da immanifesto dà origine, per evoluzione/trasformazione, a tutto ciò che è manifesto, intendendo con ciò sia la realtà materiale che quella mentale.
2) è la materia di base di cui l'Universo è costituito. Si compone di tre gunas o modi, conosciuti come tamas (ignoranza), rajas (passione) e sattva (qualità).
PRANA: respiro, vita, energia.
PRANAYAMA: si intende il controllo ritmico del respiro e consta del termine 'prana' (appunto 'respiro') e di 'ayama' che significa 'controllo'.
PRATYHARA: significa “allontanare le indrie dagli oggetti del mondo materiale”. La pratyahara è il grado sul quale l’adepto impara a comandare i suoi “tentacoli” della coscienza che in sanscrito si chiamano “indrie”.
PUJA: presso la religione induista, Puja (dal sanscrito reverenza) è un termine che genericamente indica un atto di adorazione verso una particolare forma della Divinità, che può esprimersi in un'offerta, un culto, una cerimonia o un rito.
RAGA: il termine indica, nella musica classica indiana, particolari strutture musicali che seguono, nell'esecuzione, precise regole relativamente alle frasi melodiche consentite o vietate, e sono basati su un certo numero di scale musicali di base.
RAMA: presso la religione induista, Rama (ca. 7000 a.C.) è il settimo avatar di Visnu, manifestatosi nel regale principe per risollevare le sorti della morale degli uomini, ormai soggiogati da Ravana.
RISHI: nella religione induista è un saggio e/o un profeta che "percepisce" dall'essere supremo Brahman gli inni dei Veda, mentre si trova in meditazione profonda.
RATAS: vedi GUNA
RAVANA: Nella mitologia induista fu re demoniaco di Lanka, ed il principale avversario di Rama, come narrato nel poema epico Ramayana.
SADHU: gli induisti considerano che l'obiettivo della vita sia la moksha, la liberazione dall'illusione (mâyâ), la fine del ciclo delle reincarnazioni e la dissoluzione nel divino, la fusione con la coscienza cosmica. Tale obiettivo è raggiunto raramente nel corso della vita presente.
Il sadhu (dal sanscrito, «uomo di bene, sant'uomo») sceglie, per accelerare questo processo e realizzarlo in questa vita, di vivere una vita di santità. I sâdhu sono presenti in India da migliaia di anni, forse dalla preistoria in cui il loro ruolo sarebbe stato simile a quello dello sciamano.
SAMADHI: ultima delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella concentrazione suprema.
SAMSARA: indica, nelle religioni orientali la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita..
SANNYASIN: il Sannyasa, ( dal sanscrito, "rinuncia", "abbandono") è uno dei quattro ashram dell'induismo. Nella tradizione induista, è il culmine e lo stadio finale della vita, in cui occorre rinunciare ai beni materiali e dedicarsi interamente al proprio cammino spirituale. Chi è entrato nello stadio del sannyasa è definito sannyasi o sannyasin, ed indossa tradizionalmente abitii color zafferano.
SAT-CHIT-ANANDA: significano Sat=la pura verità, Chit= la pura consapevolezza, Ananda=lo stato di completa beatitudine.Vengono pronunciate anche come una sola parola e rappresentano la coesistenza vera del Tutto Uno.
SATTVA: vedi GUNA
SATYA: verità, da sat "ciò che è"rmine (in sanscrito «energia», «potenza») indica, nella religione induista l'energia vitale che scaturisce da Siva e trasforma l'energia potenziale in atto creativo e quindi in materia. Presso le correnti induiste dello Yoga, viene anche detta Prana. La sua essenza risiederebbe all'interno dell'ombelico femminile.
SHANTI: Presso la religione induista, la parola sanscrita indica uno stato di assoluta pace interiore e di serena imperturbabilità, caratterizzato dall'assenza delle frenetiche onde-pensiero (vritti) generate dalla mente; l'individuo che ha raggiunto questa pace è estremamente equanime, equilibrato, centrato, moderato, e grazie a questa sua centratura riesce a vivere con perfetta concentrazione e serenità nel qui e ora.
SIVA: Siva, anche detto Shiva è uno degli aspetti di Dio per la religione induista, nonché la terza Persona della Trimurti (detta anche, con un parallelismo piuttosto forzato, Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva), all'interno della quale è conosciuto sia come Distruttore che come Creatore.
SUTRA: aforismi (i sutra più famosi sono gli Yoga-Sutra ovvero gli Aforismi sullo Yoga di Patanjali)
SVADHYAYA: Svadhyaya è il quarto principio di niyama, la pratica per l’equilibrio interiore dello yoga, che permette la chiara comprensione di ogni elemento spirituale.
SWAMI: è un termine sanscrito appartenente anche alla lingua indiana moderna; letteralmente significa "maestro di sé stesso", è di genere maschile ed ha una connotazione mista di profondo rispetto e intimità, venerazione e amore al tempo stesso. È un appellativo solitamente rivolto ai guru, ai ricercatori illuminati, ai sacerdoti. Il Swami è solito indossare un telo attorno al collo di colore arancione, che sta a significare, secondo la tradizione indiana, il fuoco che ha bruciato tutto ciò che è appartenuto alla vecchia vita, e che in qualche modo, lascia spazio al vero IO.
TAMAS: vedi GUNA
TANTRA: "trama", ma anche "dottrina" o "rituale". Tantrismo indica, nella storiografia occidentale, una controversa categoria che vorrebbe raccogliere un genere di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche originatosi nelle religioni induiste.
TEJAS: "fuoco".
UPANISHAD: un insieme di testi religiosi e filosofici indiani composti in lingua sanscrita a partire dal IX-VIII secolo a.C. fino al IV secolo a.C.
VATA: nella Medicina Ayurveda rappresenta il principio del movimento e dell'attivazione.
VEDA: antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri dei popoli arii che invasero intorno al XX secolo a.C. l'India settentrionale, opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo.
VEDANTA: con tale termine si indica la parte finale della letteratura vedica tradizionalmente considerata rivelata dall'Assoluto e non composta dagli uomini.
VISHNU: presso la religione induista è uno degli aspetti di Dio, nonché la seconda Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva, all'interno della quale è conosciuto come il Conservatore. Viene più comunemente identificato con le sue incarnazioni, gli avatar, in particolar modo con Krishna e Rama.
VRITTI: è un termine che nell'Induismo (in particolare nelle correnti dello Yoga) definisce le onde di pensieri che la mente genera in modo incessante ed inconsapevole, e che ne impediscono il vero utilizzo, cioè come mezzo per realizzare l'anima. Sono ciò che costituisce la frenetica attività della mente, ed essendo la conseguenza di un uso improprio di questo strumento, invece di liberare, per la legge di causa-effetto le vritti agiscono karmicamente legando ancora di più l'anima al mondo manifesto.
YAMA: 1) presso la religione induista, Yama è il Deva della morte, "colui che irrimediabilmente trattiene con sé", padrone del regno infero; la deità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. 2) si intendono i raffrenamenti dello Yoga.
YANTRA: è un termine che indica vari tipi di rappresentazioni geometriche dalla forma semplice o più complessa e diagrammi simbolici, utilizzati come supporto nella concentrazione o per favorire l'assorbimento meditativo (samadhi).
YOGA: deriva dalla radice: yug, che vuol dire: congiungere, unire.
dimensionecultura.it
PS Ci sono alcuni errori ma li considero irrilevanti per il neofita e l'inesperto.
Eroe per Caso- Risvegliato
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noctunomium- Lettore
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Noctu , non vorrei che hai frainteso , ma non è che se impari a memoria queste cose diventi uno Yogi Compiuto , con tutti i suoi attributi e benefici.
Per diventare uno Yogi , Uno Svegliato , che ha superato l'oceano del samsara fino ad arrivare all'Atman ( Vero Spirito Creativo ) e successivamente al Bramhan , ed che ha spezzato le catene della rinascita - morte , ci vuole ben altro che sapere a memoria queste cose.
Possono aiutare , non lo escludo.
E comunque , non ci sta un limite stabilito per imparare queste cose
.
Per diventare uno Yogi , Uno Svegliato , che ha superato l'oceano del samsara fino ad arrivare all'Atman ( Vero Spirito Creativo ) e successivamente al Bramhan , ed che ha spezzato le catene della rinascita - morte , ci vuole ben altro che sapere a memoria queste cose.
Possono aiutare , non lo escludo.

E comunque , non ci sta un limite stabilito per imparare queste cose

U F O- Guru
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
admin mi sono letta e riletta decine di pagine sull'argomento YAMAYAMA: 1) presso la religione induista, Yama è il Deva della morte, "colui che irrimediabilmente trattiene con sé", padrone del regno infero; la deità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. 2) si intendono i raffrenamenti dello Yoga.
una domanda , lo yama indi convieni con me essere lo stesso diavolo mara della filosofia buddista?
Selene- Intelligente
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
HARI: il termine rappresenta un altro nome per Visnu e Krsna
hari hare have? penso per collegamenti e analogia
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Skyguitar- Scopritore
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Anvedi, tutti che vogliono diventare Yogi !
Datevi da fare cari, che la strada è lunga e tortuosa !
Non vi limitate alla solo lettura , fate anche la pratica .

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U F O- Guru
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
secondo me Yama è Mara, un nome diverso per lo stesso "personaggio"
Eroe per Caso- Risvegliato
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Molto utile, grazie admin 

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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Ho trovato questo sito: Sanskritdictionary.com, magari potrebbe rivelarsi utile per le letture.
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Il pensare è per me un male.
Il non pensare è per me un bene. (DN9 v.18)
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L'uomo deve elevare sé stesso per mezzo di sé stesso.
Poiché solo egli stesso può essere l'amico o il nemico di sé stesso.(BG)
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Ogni realtà, materia, sensazioni, percezioni, conoscenza e realtà condizionate non sono me. Non sono mie. Perciò da esse distaccatevi. Quel distacco è pace, che va al di là di ogni legame. (SN 4.16)
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Lo yogi che ha raggiunto questo Stato sente che non esiste ottenimento più prezioso. (BG)
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
cassania ha scritto:Ho trovato questo sito: Sanskritdictionary.com, magari potrebbe rivelarsi utile per le letture.
Oh, molto utile... Anche l'aver ripescato questo bel post del 2015

LUMA- Perso per strada
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Un altro sito che sembra interessante: Yogapedia Dictionary.
cassania- Guru
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LUMA- Perso per strada
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Tutto ciò che ho letto nella pagina (si parla molto di Krishna identificandolo con Vishnu) è molto molto Vero, anche se è davvero difficile parlare del Narajana Vishnu, di cui Krishna è una sua generazione/copia esatta e emanazione secondaria. In particolare se non si raggiunge il Dio, perché Lui supera veramente qualsiasi potenza e aspetto di tutti gli altri Dei (Brahma, Shiva (che non sono il Siva-Brahman-Uno), Indra, ecc.. ecc.. ecc..).
Se una creatura lo cerca scoprirà che lui scende anche qua e che Il suo Amore è davvero illimitato, è davvero stravolgente e immenso, il ns. modo di amare rispetto al suo è davvero miserevole e ridicolo, piccolo, sempre intasato da logica e stupide emotività paurose, sempre sbilanciato da cattivi pensieri e intenzioni, da poco bene e troppi dubbi.
Dato che questa Creatura è essenza creativa del Brahman, è come fosse il Brahman Uno ma in versione Divina e più vicino all'idea Umana (mentre l'Uno sembra il capo dei ROCKETS ), vestito elegantemente, molto affascinante, capelli neri lunghi, fisico atletico e alto (molto alto), con un'età giovane senza età, eterna.
La sua potenza è davvero Amore Creativo, unisce un affetto paterno e materno che è sopra le righe, avvolgente e pieno, davvero senza limiti.
Ma questo richiede "il cercarlo", perché solo cosi LUI ti riconosce e può sondarti e bearti.
Considera che molti lo pregano ma lo esteriorizzano, altri lo vedono come amico, come Dio esterno, come Entità suprema da adorare.
Io invece mi sono semplicemente svegliato .. un giorno .. ed ero Lui, con corona in testa

E mi sono svegliato come mi sveglio qui sulla terra, solo che là ho un letto di cristallo trasparente, quaggiù ho un letto con materasso Memory Foam

E' molto importante, secondo me ma anche molti altri antichi maestri, riuscire a interiorizzare e impersonare la Divinità suprema più che adorarla dall'esterno.
Perché se si riesce e si è degni di ciò, si dimostra a sé stessi la Vera Natura Divina che si è Originariamente, e la si può poi confrontare col degrado mentale e scarsamente vitale che si ha quaggiù e tutt'intorno.
Comunque, a parte la riuscita importante, stiamo parlando del Vero Unico Dio Supremo, non bisognerà fermarsi neanche qui, si deve giungere con estremo sforzo ..lento e pacifico (ma ben deciso e volenteroso) oltre e oltre ancora, sino al mondo blù .. e là gettarsi a capofitto addosso al corpo sovrumano dell'Uno (il Siva_brahman .. che possiamo considerare padre-madre-generatore di Vishnu-Narajana-Krishna).
So che è difficile capirmi e comprendere, credermi ..anche.
Ma le cose stanno cosi, e state tranquilli che se insisto è solo perché ne ho piena esperienza pratica e ben vissuta, veritiera oltre ogni limitato concetto di umanamente vero.
La ns. Centralità è là : come Dio è Vishnu Narajana (anche il Buddha esce da Lui) e sopra ancora in forma di Uno Primordiale .. l'Uno in qualità e non-forma (forma ancora più sottile di quella di qualsiasi Dio) del SIVA-BRAHMAN.
E dato che non vi è alcuna differenziazione tra interno ed esterno è da "sapere" che il Siva Brahman, il Vishnu Narajana, e poi tutti quanti gli altri Dei, Maestri, esseri viventi e non, cose visibili e non … sono tutte dentro di noi (e non solo fuori), e sono parte del ns. Vero NOI STESSI, quindi è doveroso meritarle e riconquistarle con il giusto approccio e giusta purezza d'intenti, con giusta e pacifica azione di meditazione: trascendente corpo, mente, logica meccanico-razionalista, pensiero distorto, dubbi e paure e angosce stupidotte.
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Colui che comprende creazione e dissoluzione, apparizione e scomparsa degli esseri, saggezza e ignoranza, deve essere chiamato Bhagavan. Le armi non fendono il Sé, il fuoco non lo brucia, non lo bagnano le acque ne lo secca il vento; Egli è detto il non manifesto, l'impensabile, immutabile, insondabile, impermeabile, non soggetto a Darma e Karma.
Lancillotto2013- Guru
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
Dopo aver letto qualche frase di Krshna... sentito qualcosa della Bhagavad Gita... sono assolutamente colpito da questa figura.
Possa immergermi completamente in questa figura che già sento molto affine (forse perchè Lui è tutto?
)
E' una cosa che mi capita di fare: Cosa farebbe Buddha ora? E mi sento "lui"... Pacifico e Unico
...tante belle cose cari
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E' una cosa che mi capita di fare: Cosa farebbe Buddha ora? E mi sento "lui"... Pacifico e Unico

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LUMA- Perso per strada
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Re: Dizionario sanscrito con le parole per diventare uno yogi
E' inevitabile, come chi vuole (veramente in cuor suo) giocare a pallone, prima o poi inizierà a giocare a pallone, e dopo, volendo fare ancora meglio, cerca l'Allenatore, e prima o dopo lo trova.
Trovato l'Allenatore lo si conoscerà, quando sforzo e volontà saranno focalizzati e ben durevoli, mai distratti e mai ne sicuri ne con dubbi, ma con il solo fare e praticare la propria ricerca e il proprio miglioramento mentale.
Allora, a quel punto, c'è l'unione tra Allievo e Allenatore.
Perché non esiste un Allenatore, ne in cielo ne in terra, che alla fine sfugga dal dovere e dalla coscienza di dare almeno un saluto, almeno una risposta, anche una visione e un contatto diretto: a chi cosi tanto ardente e deciso ma tenero e puro, lo ricerca!!
Trovato l'Allenatore lo si conoscerà, quando sforzo e volontà saranno focalizzati e ben durevoli, mai distratti e mai ne sicuri ne con dubbi, ma con il solo fare e praticare la propria ricerca e il proprio miglioramento mentale.
Allora, a quel punto, c'è l'unione tra Allievo e Allenatore.
Perché non esiste un Allenatore, ne in cielo ne in terra, che alla fine sfugga dal dovere e dalla coscienza di dare almeno un saluto, almeno una risposta, anche una visione e un contatto diretto: a chi cosi tanto ardente e deciso ma tenero e puro, lo ricerca!!
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