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Qual'è la dieta del Tathāgata?

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Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da LUMA il 11/30/2018, 16:52

Ispirato da altro argomento (andavo troppo fuori tema lì) sono a chiedervi: Qual'è la dieta di un Tathagata?

Insomma... mangia solo una ciotolina di riso al giorno? (tutti i giorni? )

si concede il pezzetto di carne? Shocked

alcolici?... mmhhh... non credo...

Io dal Canone Pali ricordo solamente la ciotola di riso (e solo nella prima metà della giornata)... magari mi sbaglio pure eh
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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da Totoro il 12/1/2018, 00:32

"Lascia perdere, brâhmano: sia come sia, voglio mostrarti la dottrina; ascoltala e fa bene attenzione 
al mio discorso. Così come se un uomo che va in cerca di legno, si arrampicasse su un grande 
albero, ne staccasse un ramoscello con foglie, lo portasse via pensando d'aver preso del legno; un 
uomo di buona vista che lo avesse osservato penserebbe: 'Quell'uomo non s'intende proprio di 
legno, con quello che ha preso non ci ricaverà nulla.' E ancora, se l'uomo ne staccasse un ramo, o la 
corteccia, o del sughero, l'osservatore penserebbe la stessa cosa: 'Quell'uomo non s'intende di 
legno, con ciò che ha preso non ci farà nulla.' Se invece egli segasse il tronco dell'albero e se lo 
portasse via, il solito osservatore di buona vista, riconoscerebbe che costui conosce tutto 
dell'albero: legno buono, sughero, corteccia, rami e fogliame; ed ha preso del legno che servirà al 
suo scopo. 
Ugualmente, brâhmano, ecco uno che mosso da fiducia ha lasciato la casa per l'eremo: 'Precipitato 
sono io nella nascita, nella vecchiaia e nella morte, nei guai, in sofferenze e pene, nello strazio e 
nella disperazione, sprofondato nel dolore, perduto nel dolore! Oh, se mi fosse possibile mettere 
fine a questo intero tronco del dolore!'. Con tale intenzione egli ha rinunciato al mondo ed ottiene 
elemosina, onore e gloria. Tutto ciò lo allieta ed egli cambia, s'inorgoglisce e disprezza il suo 
prossimo. La realizzazione di altre più alte mete non lo desidera e non lo stimola; diviene 
soddisfatto e fiacco. 
Costui mi sembra come quell'uomo che si è accontentato di un ramoscello di foglie; ciò che ha 
ottenuto non servirà al suo scopo. E un altro che ha abbandonato la casa per l'eremo ed ha ottenuto 
onore e gloria, ma non s'inorgoglisce e non disprezza il suo prossimo per ciò, non diventa 
soddisfatto né fiacco, desidera la realizzazione di più alte mete e conquista le virtù dell'ordine. Si
allieta di esse e cambia perché se ne inorgoglisce e disprezza il prossimo: 'Sono virtuoso, sono 
giusto, questi altri monaci non lo sono, sono malvagi'. 
Soddisfatto di ciò che ha realizzato non cerca di progredire, diventa soddisfatto e fiacco. 
Costui mi sembra come quell'uomo che si è accontentato di un inutile ramo dell'albero. 
Ed eccone un altro che, abbandonata la casa, ha conquistato onore e gloria, ha conquistato le virtù 
dell'ordine, se n'è allietato, ma non è cambiato, non si è inorgoglito, non disprezza il suo prossimo.
Egli desidera realizzare mete più elevate e arriva a conquistare la grazia del raccoglimento. Ma 
ecco che si rallegra e cambia, s'inorgoglisce e disprezza il suo prossimo: 'Io sono raccolto, sono di 
animo unificato, ma questi altri monaci non lo sono, hanno l'animo distratto'. Quelle altre cose più 
elevate e belle della grazia del raccoglimento, non desidera più conquistarle, è soddisfatto e fiacco.
Costui mi sembra come quell'uomo che si è accontentato della sola corteccia. Ed eccone un altro 
che, abbandonata la casa per l'eremo, conquista onore e gloria, conquista le virtù dell'ordine, 
conquista la grazia del raccoglimento, ma, pur rallegrandosi di ogni conquista, non cambia, non 
s'inorgoglisce e non disprezza il suo prossimo. E, insoddisfatto di ciò che ha realizzato, desidera la
realizzazione di quelle cose che sono più elevate e belle. Egli conquista la chiarezza del sapere, ma,
ancora un volta, si rallegra e cambia inorgogliendosi e disprezzando il suo prossimo: 'Io sono 
chiaro sciente, questi altri monaci sono ignoranti'. E non desidera la realizzazione di altre cose 
ancora più elevate e belle, diventa soddisfatto e fiacco. 
Costui mi sembra come quell'uomo che si era accontentato del solo sughero. Ecco ancora un uomo 
che ha abbandonato la casa per l'eremo. Egli conquista onore e gloria, conquista le virtù 
dell'ordine, conquista la grazia del raccoglimento, conquista la chiarezza del sapere, ma, pur allietandosi di tutto, egli non s'inorgoglisce, non disprezza il suo prossimo; se ne rallegra, ma non 
cambia. E desidera tutto ciò che è più elevato e bello, e, non soddisfatto né fiacco, lo conquista. 
E quali cose sono più elevate e belle della chiarezza del sapere? Ecco che un monaco ben lungi da 
brame, lungi da cose non salutari, in senziente, pensante, nata da pace beata serenità, raggiunge il 
grado della prima contemplazione. Ecco qualcosa di più elevato e bello! E inoltre, dopo il 
compimento del sentire e pensare, il monaco con l'interna calma serena, l'unità dell'animo, la beata 
serenità nata dal raccoglimento e libera dal sentire e pensare, raggiunge il grado della seconda 
contemplazione. Ecco qualcosa di più elevato e bello! 
E inoltre ancora: in serena pace rimane il monaco equanime, savio, chiaro cosciente; egli prova nel 
corpo quella felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime savio vive felice'; così egli raggiunge il grado 
della terza contemplazione. Ecco qualcosa di più elevato e bello! E inoltre ancora: dopo il rigetto 
delle gioie e dei dolori, dopo l'annientamento della letizia e della tristezza anteriori il monaco 
raggiunge la non triste, non lieta, equanime, savia, perfetta purezza e il grado della quarta 
contemplazione. Ecco qualcosa di più elevato e bello! 
E ancora: con completo superamento delle percezioni di forma, annientamento delle percezioni 
riflesse, rigettamento delle percezioni multiple, il monaco, nel pensiero 'Senza limiti è lo spazio' 
guadagna il regno dello spazio illimitato. Ecco qualcosa di più elevato e bello! 
E ancora: dopo completo superamento della illimitata sfera dello spazio, il monaco, nel pensiero 
'Senza limiti è la coscienza' guadagna il regno della coscienza illimitata. Ecco qualcosa di più 
elevato e bello! 
E ancora: dopo il superamento della illimitata sfera della coscienza illimitata, il monaco, nel 
pensiero 'Nulla esiste' guadagna il regno della non esistenza. Ecco qualcosa di più elevato e bello! 
E ancora: dopo completo superamento della sfera della non esistenza, il monaco raggiunge il limite 
di possibile percezione. Ecco qualcosa di più elevato e bello! 
E ancora: dopo completo superamento del limite di possibile percezione, il monaco raggiunge la 
dissoluzione della percettibilità, e la mania del savio veggente è distrutta. Ecco qualcosa di più 
elevato e bello! 
Queste sono le cose più elevate e belle della chiarezza del sapere. Costui mi sembra come 
quell'uomo che andando in cerca di legno ha segato il tronco di un dritto grande albero 
procurandosi legno utile al suo scopo. E così il frutto dell'ascetismo, brâhmano, non è elemosina, 
onore e gloria, non virtù dell'ordine, non grazia del raccoglimento, non chiarezza del sapere. Ma 
quella imperturbabile redenzione dell'animo, è quello lo scopo: questo è l'ascetismo, questo ne è il 
nocciolo, questo ne è il fine." 
Dopo queste parole il brâhmano Pingalakoccho disse al Sublime: "Benissimo, Gotamo, benissimo! 
Così come se uno raddrizzasse ciò che è rovesciato, o scoprisse ciò che è coperto, o indicasse la 
strada a gente che s'è persa, o portasse luce nelle tenebre: 'Chi ha occhi vedrà le cose': così appunto 
venne dal signore Gotamo esposta la dottrina in varia guisa. Anche io prendo rifugio presso il 
signore Gotamo, presso la dottrina e presso i discepoli. Come seguace voglia il signore Gotamo 
considerarmi, da oggi per tutta la vita fedele."

medita


Cûlasâropama Sutta 
Il paragone del legno (2)

_________________
' La forma è come una massa di schiuma; 
la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
deve recidere ogni vincolo; 
deve fare di sé 
il suo rifugio; 
deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco
per raggiungere la dimensione 
da dove non si rinasce.'

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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da Lancillotto2013 il 12/1/2018, 00:40

Qual'è la dieta di un Tathagata?

Io credo "vagamente" che un Perfetto Tataghata, oggi come oggi, in un'età oscura, sia invisibile e non riconoscibile facilmente ( egypt), Uno che appare come tanti e magari non fà il monaco e non segue la regola e nemmeno quella della Questua, Uno che si beccherebbe facilmente del "Fai il Serio!!" da elevate Altezze dell'aldilà.

Uno cosi potrebbe mangiare di tutto, a volte esagerando e a volte no, come un Uno qualsiasi ahahah.

Fare il monaco invece e seguire rigide regole del Buddismo degli antichi (Piccolo Veicolo) vuol dire seguire alla lettera il Buddha: il quale mangiava di tutto, carni incluse, senza mia rifiutare nulla che gli venisse preparato e offerto.

Il vegetarianesimo o peggio il Veganesimo di un Buddha sono leggende metropolitane, Gotama mangiava qualsiasi cosa fosse commestibile ma non da lui cucinato o ucciso per mangiare.

A riprova parziale e odierna: i Monaci Tibetani (buddismo misto tra Gotama e le vecchie religioni tibetani agli dei locali delle montagne) MANGIANO CARNE TUTTI I GIORNI.

Chi segue il buddismo mahayana (Grande veicolo), filosofia yoga staccatasi dal Gotama, idem come sopra : mangiano di tutto.

Con questo è sana idea per chiunque mangiare meno, astenersi da abbuffate e dolci, da troppa carne e da verdure insane e poco pulite, da cibi troppo piccanti e stuzzicanti (questo lo diceva il Buddha), non mangiare fuori pasto ed evitare quel che anche un moderno Tataghata può fare: esagerare.

Un asceta può decidere di mettersi a dieta ma senza strafare (io penso), in specifico se vuole ottenere più forma e forza perl o Yoga Sovra Mentale.
Può nutrirsi con disciplina e seguire uan regola intelligente e fare anche una ginnastica tonificante (no boxe, karate sportivo o gare agonistiche in genere).

Ma tutto ciò conta e vale molto relativamente, ciò che conta è mantenersi in salute in base alle proprie esigenze e al proprio fisico, uno che pesa 60 kg. solitamente mangerà meno di uno alto 2 metri che pesa 120 kg.

Il mangiare conta relativamente, è da usare con logica e utilità, cosi anche è relativo il controllo del respiro che và controllato all'inizio e per 30 secondi (o in alcuni momenti necessari) prima di partire nella trascendenza yogica, ma di certo per tutto il suo periodo, pena la perdita dell'obbiettivo (il giungere a Verità assoluta sforando ogni dimensionalità samsarica).
Quindi attenzione a non perdere la vera META che non sono di certo cosa mangio e come respiro. Benchè abbiano anch'esse uan loro importanza (relativa).

Quindi queste cose sono da fare con logica e necessità: se ho fame mangio, se ho poca fame è meglio che non mangio, se ho troppa fame mi devo controllare, se non ho mai fame (inappetenza costante) c'è qualcosa che non và di parecchio serio e anormale.

Penso che una via di mezzo, tranquilla, mai esagerata in un senso o nell'altro sia giusta via per il fisico e per la mente quotidiana, l'importante è restare in salute e in un buon equilibrio psicofisico.

Il massimo di digiuno totale (senza neanche acqua) che ho fatto è stato di 7 giorni, e garantisco che l'aldilà si avvicina parecchio, la morte fisica non fà più alcuna paura e il cibo lo rifiuti anche se te lo protano su piatti d'argento come fecero con me: MA PARTE DA TE QUESTA DECISIONE, consapevolmente con il fatto che te ne puoi e vuoi andare fuori dalla materia facendo un atto ascetico, una sfida mortale al mondo di Brahma e Mara, facendoti valere con uno sforzo che non è da tutti ma potrebbe fare tutti, con una forza che inevitabile può farti oltrepassare nell'aldilà chiudendo il presente quotidiano del samsara in atto.

In questi casi, anche se non si direbbe, è proprio Mara e i suoi signori del mondo Ying oscuro i più preoccupati che tu te ne vada anzi tempo rifiutando l'esperienza materialistica dei mortali (incredibile ma vero, è cosi). 
Poichè rifiutare cibo, e dire "io me ne vado" è per loro la più grande disfatta del loro "basso materialismo egoista ed egocentrico".

Cosi la sò io, poi ovviamente ognuno la veda come gli si presenta.


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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da LUMA il 12/1/2018, 11:23

Tutto molto interessante... mi sembra di capire che la cosa importante non è una precisa dieta... ma serve piuttosto tenere un comportamento che sostenga "Lo Scopo"

...come quando il Buddha dice evitare cibi stimolanti o che annebbiano... è per non "stimolare" oltremodo i sensi o per non "annebbiare" la presenza... cose che influirebbero negativamente sul nostro Yoga

...oppure quando Tu Lanci fai dieta totale per sette giorni... coma da insegnamento di Shankara l'ego e la mente (Mara/Brahma anche) devono capire che non sono reali per noi... che noi non le riconosciamo... che devono stare buone ai piedi del Atman.

Mi pare quindi che si possa sapere quale è il comportamento da tenere in fatto di cibo o di altro (come ad es. il respiro) seguendo i consigli generali volti alla liberazione che dà il Buddha, Shankara o qualsiasi Perfetto Liberato. Integrare in noi questi principi e utilizzarli in qualsiasi delle situazioni quotidiane con Logica e Utilità (praticamente con il buon senso).

In pratica... non è che Buddha deve dirci quale nodo per le scarpe fare icon_rof

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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da Skyguitar il 12/1/2018, 16:09

In pratica... non è che Buddha deve dirci quale nodo per le scarpe fare


Inerente alle situazioni, consigli e istruzioni ne ha fornite un mare.
Nelle regole dello shanga ricordo quella di non usare la mano , appena usata per pulirsi il fondo schiena, per mangiare" datoche si mangiava senza forchetta e coltello!

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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da Eroe per Caso il 12/1/2018, 22:07

Tante volte si mangia per abitudine e per sfizio più che per necessità, altre mangiamo per nervosismo: come volessimo ricaricarci usufruendo del cibo in eccesso (gravissimo errore).


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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da cassania il 12/6/2018, 12:56

@Skyguitar ha scritto:
In pratica... non è che Buddha deve dirci quale nodo per le scarpe fare


Inerente alle situazioni, consigli e istruzioni ne ha fornite un mare.
Nelle regole dello shanga ricordo quella di non usare la mano , appena usata per pulirsi il fondo schiena, per mangiare" datoche si mangiava senza forchetta e coltello!
Ah, ecco dove erano quei consigli, grazie, ci stavo giusto riflettendo da un bel po' di tempo... Very Happy
Però sul sito di Canonepali non ce ne sono tutti, a quanto pare Vinayapitaka - Il Canestro della Disciplina

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Il non pensare è per me un bene. (DN9 v.18)
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L'uomo deve elevare sé stesso per mezzo di sé stesso.
Poiché solo egli stesso può essere l'amico o il nemico di sé stesso.(BG)
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Ogni realtà, materia, sensazioni, percezioni, conoscenza e realtà condizionate non sono me. Non sono mie. Perciò da esse distaccatevi. Quel distacco è pace, che va al di là di ogni legame. (SN 4.16)
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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

Messaggio Da Lancillotto2013 il 12/7/2018, 11:05

LUMA
In pratica... non è che Buddha deve dirci quale nodo per le scarpe fare

E speriamo, e.

Ai più esperti o più "svegli", in senso normale intendo, sicuramente Gotama non stà neanche adesso a spiegargli al "rava e la fava"
Vedo come fa con me e quindi ne traggo un'idea, anche se relativa, di come farà con tutti gli altri



@Skyguitar ha scritto:SKY


Inerente alle situazioni, consigli e istruzioni ne ha fornite un mare.
Nelle regole dello shanga ricordo quella di non usare la mano , appena usata per pulirsi il fondo schiena, per mangiare" datoche si mangiava senza forchetta e coltello!
  Ho letto ho letto, era un capitolo che avevo intravisto 3 anni fa.

Mi ricordo anche il fatto di bollire tassativamente l'acqua per lavarsi e, mi pare, anche per far da mangiare. Nella descrizione si capiva che qualche monaco era già morto di qualche batterio killer causato dalle acqua del Gange o altri fiumi, a parte che basta una zecca e stendersi sull'erba che sei a rischio di crepare, e a parte che basta bere acqua che sembra pura ma che ha di suo dei normali batteri e ti becchi le più atroci malattie.
E a parte anche che avevo letto che già ai suoi tempi il Gange era un fiume già contaminato e inquinato, no dico, 2.500 anni fa.

Quando Gotama ha fatto il suo gruppo, erano in pochi, senza nessuna regola, diciamo che nel tempo, facendosi "dolorose esperienze" sia Lui che gli anziani del Gruppo, hanno preso lezioni di vita e hanno scritto una manualistica pratica completa "per continuare a sopravvivere fisicamente bene o al meglio" dove scienza e chirurgia medica erano ai primordi e basati solo su cure di "campagna che il gusto ci guadagna", cioè erbe, essenze ed estratti floreali o animali.

Anche se è da aggiungere che, Gotama, oltre ad essere il Fondatore della Psicologia Umana e Divina e dello studio comportamentale di chiunque, sapeva per certo, forse per tradizione ancora più antica di lui, che esistono gli ELEMENTI (Atomi Protoni e Neutroni) e gli AGGREGATI (Virus, Batteri, Amebe e Cellule).

Tutto questo mi pare sia ottima dimostrazione di quanto sia verace la scrittura che ci arriva, anche se mal tradotta dagli inglesi e ancora peggio RIscritta dagli italiani, e di quanto sia veritiera, sincera e ancor oggi del tutto attuale, spoglia e disadorna ci mille fantasie e bei paroloni inventivi.

Una cosa notevole che aggiungo a titolo di ulteriore rafforzamento dell'integrità degli scritti in lingua ORIGINALE  è quando Gotama raggiunto il Risveglio cerca i suoi amici che lo avevano mandato a quel paese, incontra un vecchio Guru strada facendo e Gotama gli dice, tutto felice, mi sono Risvegliato mi sono Risvegliato, e il Vecchio Maestro gli risponde non dandogli nessuna importanza con un bellissimo (o invidioso).. "può darsi, può darsi" icon_rof discarica

……………

Considerate sempre che la traduzione italiana non riporta centinaia di SUTTA ORIGINALI che sono disponibili ancora solo in sanscrito.
E che traducono meglio e più fedelmente gli Inglesi che i bigottari italici.

Esempio: in sanscrito Gotama e appellato L'acclamato Uno sulla Terra, medita

la traduzione in inglese idem e uguale e tale riporta L'acclamato Uno sulla Terra, medita

i furbissimi traduttori cristian cattolicanti bigottari han tradotto la frase con: il Beato discarica

……………..
Conioscendo la Persona, Mi permetto di garantirvi che più che "Beato ??? Shocked azz  (che non significa nulla)"
Lui è davvero il 9° Avatar del Dio Supremo (Vishnu),
e quando uno cosi appare su un pianeta è giusto dire L'UNO CHE CAMMINA SU QUEL TAL ... PIANETA farao

Perciò fate sempre molta attenzione … quando leggete e dove leggete, usate la testa, ovvero la parte migliore e più alta della vs. testa (non intendo il raziocinio dubbioso, intendo il giusto ragionamento senza ego e consigli mental cazzari). 

_________________
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Re: Qual'è la dieta del Tathāgata?

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