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nuovo evp?

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4/18/2017, 11:40 Da kardec

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Nove isole esistite per secoli scomparse nel nulla

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Nove isole esistite per secoli scomparse nel nulla

Messaggio Da Eroe per Caso il 2/2/2018, 10:35

Il trattato che disegnò i primi confini degli Stati Uniti che si erano appena costituiti dopo La Rivoluzione Americana (1775-1783) si basò, almeno in parte sull’esistenza di un’isola che in realtà non esiste. Il confine settentrionale degli Stati Uniti infatti, doveva passare “attraverso il Lago Superiore a nord delle Isles Royal e Phelipeaux”. Ma quando gli ispettori uscirono per mappare fisicamente il confine negli anni Venti (del 1800) scoprirono che Isle Phelipeaux non esisteva e non era mai esistita.


La storia di questa affascinante isola fantasma è il tema di un libro da poco edito di Malachy Tallack, “The Un-Discovery Island”. Un racconto che pone una domanda: quante sono le isole che qualcuno disse che esistono e che in realtà invece non sono mai esistite o sono scomparse? Facendo una ricerca si scopre che sono davvero numerose. Qui ne riporto alcune:

L’isola di Bermeja
Uno dei casi più sconcertanti di un’isola misteriosa comparsa e poi scomparsa, è un lembo di terra posto nel Golfo del Messico, al largo della penisola messicana dello Yucatan e nota come isola Bermeja. Di essa parla per la prima volta nel 1539 Alonso de Santa Cruz, un astronomo e storico vissuto nel sedicesimo secolo. L’anno dopo l’isola è presente nel trattato Espejo de Navegantes di Alonso de Chaves, secondo il quale, da lontano, la piccola isola appare “biondiccia o rossastra” (in spagnolo bermeja). Dell’esistenza dell’isola sono testimoni un gran numero di marinai. Ancora nel 1857 appare sulle mappe di quel mare e viene ripetutamente menzionata in libri dedicati alle isole messicane. Nel 1970 il Messico la prende come riferimento per estendere la territorialità dei propri mari in un’area ricca dal punto di vista della pesca e dei giacimenti petroliferi. Il mistero inizia a nascere quando nel 1997 se ne vuole definire con precisione dimensioni e caratteristiche. Una prima spedizione non riesce a trovare l’isola, altre tre ricerche effettuate nel 2009 dall’Unam (Università Nazionale Autonoma del Messico) non portano a risultati concreti.

Vengono utilizzate navi, satelliti, aerei ed elicotteri ma di Barmeja non c’è più traccia o forse non è mai esistita. Le ipotesi più valide per spiegare il fatto sono due. La prima vuole che l’isola non sia mai esistita e che venne “inventata” nel sedicesimo secolo per confondere eventuali nemici che credevano di poter fare affidamento su un’isola quando essa non c’era. Ma poiché vi sono anche testimonianze da parte degli americani della sua esistenza è possibile che l’isola sia realmente esistita e potrebbe avere avuto un’origine vulcanica. Tale caratteristica l’avrebbe fatta scomparire nel corso del tempo semplicemente per compattazione del suolo, un fenomeno che i geologi chiamano “subsidenza”.

L’isola di Antillia


Le più antiche rappresentazioni di quest’isola risalgono addirittura a Plutarco, il quale, nella “Vita di Sertorio”, scrive che il comandante romano Quinto Sertorio ebbe a che fare con dei marinai che affermarono di essere da poco giunti dalle “Isole dei Beati”, inesistenti nella realtà, ma che potrebbero coincidere con le Canarie. I marinai infatti, affermarono che esse si trovavano a centinaia di chilometri dall’Africa, in Oceano Atlantico. Antillia potrebbe essere una delle isole dei Beati, quindi una delle isole Canarie. Ma non tutti sono d’accordo. Una corrente di pensiero fa coincidere Antillia con l’Isola delle Sette Città (anch’essa mitologica).

Si racconta che quando i Mori invasero la Spagna nel 711, sette Vescovi fuggirono su un’isola (Antillia?) dove diedero vita a sette città. Ma anche in Portogallo esiste una leggenda simile: l’Arcivescovo di Oporto e sei suoi vescovi fuggirono di fronte all’avanzata degli arabi e fondarono “sette città” su un’isola oceanica. In realtà l’isola di Antillia potrebbe non essere mai esistita a sé stante, in quanto confusa con un’isola delle Canarie o una posta molto più in là nell’Atlantico, come PortoRico o una delle isole che la circondano

Isola di Buss
Si inizia a parlare di quest’isola nel 1576, quando il Capitano James Newton, che si trovava a bordo della nave Emmanuel alla ricerca del mitico “passaggio a nord-ovest” dall’Europa all’Asia, la descrisse nei particolari. Raccontò dell’esistenza di fitti boschi e di un brulicare di vita. Essa venne ubicata tra l’Irlanda e un’altra isola mitica, la Frislandia (che forse era la Groenlandia). A circa 57° Nord. Dopo quel primo avvistamento, per quasi un secolo non si seppe più nulla di quell’isola, finché, nel 1671, il britannico Thomas Shepard, della Hudson Bay Company, affermò di essere riuscito a mettere piede sull’isola perduta. Ma quando lo stesso Shepard tentò di ritornarvi alcuni anni più tardi, dell’isola sembrò non esserci più traccia e anche successive spedizioni alla ricerca della terra-fantasma tornarono a mani vuote. Pian piano l’isola occupò sempre meno spazio sulle carte geografiche, finché scomparve del tutto. Difficile trovare qualunque spiegazione. Certamente non fu inventata di sana pianta. E’ probabile che venne scambiata per un’altra isola, perché si deve escludere la possibilità che essa sia sprofondata al di sotto del livello del mare.

Isola Sarah Ann
Era il 1858, quando una Società americana per la coltivazione del guano (escrementi di uccelli marini) esplorava il mare attorno all’Isola di Pasqua, nel mezzo dell’Oceano Pacifico, quando si imbatté in un’isola del tutto sconosciuta. La chiamò Sarah Ann. Nessuno dubitò dell’esistenza, perché, data la scarsità di terraferma in quel settore di oceano, era quasi impossibile confondere un’isola con un’altra. Così, nel 1937, quando l’ombra di un’eclisse di Sole sarebbe passata proprio sull’isola, venne prescelta come luogo ideale per una serie di importantissime osservazioni. Dagli Stati Uniti partì una spedizione carica di strumenti, ma quando arrivarono in prossimità dell’isola… questa era sparita. Sarah Ann potrebbe anche non essere mai esistita, ma è più probabile che essa sia finita sott’acqua. Anch’essa isola vulcanica come l’Isola di Pasqua potrebbe aver fatto la fine dell’Isola Bermeja.

Isola di  Sannikov
Siamo in una delle zone più gelide del pianeta, il Mar Glaciale Artico. Qui, nel 1811, 1896 e 1893 alcuni esploratori descrissero un’isola che chiamarono Sannikov. In Russia diventò quasi un luogo mitico. Nel 1901 si volle sbarcare su di essa e venne lanciata una spedizione capitanata da Eduard Toll, che nel 1886 l’aveva vista da lontano. Con la nave Zarya partì alla ricerca, ma l’imbarcazione venne intrappolata nei ghiacci prima di portare a termine la missione. Toll e tre membri della spedizione proseguirono a piedi per tentare di raggiungere l’isola, ma non fecero più ritorno. L’isola deve essere esistita realmente dati i numerosi avvistamenti. La sua scomparsa si spiega come conseguenza dell’erosione marina che la deve aver trasformata in un banco di sabbia sottomarino.

Isola di Saxemberg
Nel 1670 l’esploratore olandese John Lindestz Lindman, affermò di aver scoperto un’isola fino ad allora sconosciuta nel Sud dell’Oceano Atlantico. La descrisse come un’isola piatta con un picco centrale. Fece diversi schizzi dell’isola dove disegnò anche la flora esistente. Negli anni successivi però, nessuno riuscì a ritrovarla finché, nel 1804, ritornò sotto gli occhi dell’equipaggio della goletta americana Fanny, il cui capitano affermò di averla osservata per almeno 4 ore. La descrisse in modo molto simile a quanto aveva fatto Lindman. Purtroppo però, successive spedizioni con il compito di sbarcare sull’isola non la trovarono più e ben presto venne cancellata dalle mappe. Al momento non esiste spiegazione della sua scomparsa perché sembra certo che sia esistita.

Isola di Emerald
Venne scoperta da britannico William Elliot e dal suo equipaggio a bordo della nave chiamata Emerald. L’isola si trovava tra la Nuova Zelanda e l’Antartide a sud dell’Isola Macquarie. Venne descritta come un’isola montuosa con scogliere e picchi. Ma nel 1840 quando una nave degli Stati Uniti la volle esplorare non ne trovò traccia. Ritornò ad essere vista nel 1890, quando una nave neozelandese le passò relativamente vicino e la descrisse proprio come la vide Elliot. Nel 1909 però, un’altra spedizione capitanata da John King Davis ripercorse le coordinate rilasciate dalla nave neozelandese, ma dell’isola di Emerald non venne trovata nessuna traccia. L’isola non esiste, anche se sulle mappe è rimasta fino agli Anni Ottanta del secolo scorso. Non esiste alcuna spiegazione.


Isola Ferdinandea
  L’isola Ferdinandea. Oggi l’isola è una piattaforma di roccia che si trova tra 6 e 8 metri sotto la superficie del marea tra Sciacca e l’isola di Pantelleria. E’ possibile che sia la bocca di un vulcano sommerso che di tanto in tanto erutta e quindi emerge.

E’ quel che successe nel 1831, quando si formò un’isola che crebbe fino ad occupare una superficie di  4 chilometri quadrati. Arrivò fino ad un’altezza di 65 metri. In poco tempo però scomparve, non senza aver creato problemi tra francesi, italiani ed inglesi circa la sovranità. In questo caso l’isola esistette sicuramente, ma l’azione erosiva delle onde e la compattazione delle rocce vulcaniche sotto il proprio peso fecero si che non ebbe vita lunga e scomparve definitivamente sotto le onde del mare nel gennaio del 1832.



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