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AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

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AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Totoro il 9/1/2017, 21:05

Vi posto qui di seguito questi due sutta.
L'AN 7.58, è uno tra i migliori che ho letto dell' Anguttara Nikaya. È molto "pratico".. perfetto per chi ha problemi nel combattere il sonno (come me   )
Mi ricordo che avevamo affrontato un discorso riguardo la 'meditazione camminata' solo che non ricordo. Ho provato anche a cercare nel forum ma non sono riuscito a trovare il topic. Consiglia di camminare con presenza mentale, concentrati nel corpo sul corpo per far sparire la sonnolenza?? Non linciatemi. 
Molte volte, (ho letto questo sutta solamente oggi) durante la notte per superare la fase di sonnolenza, mi alzo bevo, mi sciacquo la faccia, apro la finestra e osservo le stelle.. a volte ho provato anche ad assumere la posizione del leone proprio come consiglia il Buddha Gotama in questo sutta, tuttavia dopo cinque minuti inizia a farmi male il braccio  azz  ..

Tuttavia non ho mai pensato a fare questa 'meditazione camminata'.

AN 7.58: Capala Sutta – Sonnolenza

Una volta il Beato soggiornava presso i Bhagga nel Parco del Cervo al boschetto di Bhesakala, nei pressi della Tana del Coccodrillo. In quel tempo il Ven. Maha Moggallana [prima del suo risveglio] sedeva sonnecchiando nei pressi del villaggio di Kallavalaputta, nel Magadha. Il Beato, attraverso il sovrumano puro occhio divino, vide che il Ven. Maha Moggallana sedeva sonnecchiando nei pressi del villaggio di Kallavalaputta, nel Magadha. Allora –come un uomo forte stende il braccio o lo flette – molto rapidamente scomparve tra i Bhagga nel Parco del Cervo al boschetto di Bhesakala, nei pressi della Tana del Coccodrillo, e riapparve dinanzi al Ven. Maha Moggallana. Lì si sedette. Appena seduto disse al Ven. Maha Moggallana: “Sonnecchi, Moggallana? Stai sonnecchiando?”

“Sì, signore.”
“Allora, Moggallana, abbandona ogni percezione mentale quando la sonnolenza ti sorprende. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma se non riesci a liberarti della sonnolenza, allora richiama la tua attenzione al Dhamma che hai sentito e memorizzato, riporta la tua mente e concentrati su di esso. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora ripeti a voce alta il Dhamma che hai sentito e memorizzato. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora tira i lobi dell’orecchie e stropicciali con le mani. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora alzati e, dopo aver sciacquato la faccia, guarda in ogni direzione e esamina le stelle e le costellazioni più importanti. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora concentrati sulla percezione della luce, analizza la percezione odierna, [dimorando] come di notte così di giorno, come di giorno così di notte. Con una consapevolezza aperta e non impedita, sviluppa una chiara mente. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora – percependo ciò che sta davanti e ciò che sta dietro – inizia una meditazione camminata, con i sensi internamente concentrati, non facendo fuorviare la mente. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora – reclinato sul lato destro – assumi la posizione del leone, un piede sull’altro, mentalmente presente, vigile ed attento. Appena sveglio, alzati con questo pensiero: “Non dimorerò nel piacere del riposo, nel piacere di stare coricato, nel piacere della sonnolenza.” Così devi esercitarti.
Inoltre, Moggallana, così dovresti esercitarti: “Non renderò visita a famiglie pieno d’orgoglio.” Così dovresti esercitarti. Non renderò visita a famiglie oberate di lavoro, perché non hanno tempo di occuparsi di un monaco. Se un monaco li rende visita pieno d’orgoglio, penserà: “Chi mi ha allontanato da questa famiglia? Costoro non provano simpatia nei mie confronti.” Non ottenendo niente, egli rimane perplesso. Perplesso, si agita. Agitato, allontana la sua mente dalla concentrazione.
Inoltre, Moggallana, così dovresti esercitarti: “Non inizierò nessuna discussione.” Così dovresti esercitarti. Quando vi è discussione, vi è agitazione. Se si è agitati , si allontana la mente dalla concentrazione.
Non è il caso, Moggallana, di elogiare ogni tipo di compagnia. Ma non è neanche il caso di disprezzare ogni tipo di compagnia. Io non elogio la compagnia di capifamiglia e di seguaci laici. Io elogio la compagnia di luoghi silenziosi, solitari, isolati, senza la presenza di altri esseri umani.”
Dopo queste parole, il Ven. Moggallana chiese al Beato: “Brevemente, signore, come un monaco è totalmente liberato dalla brama, totalmente libero da legami, un seguace della vita santa, totalmente perfetto: primo tra esseri umani e divini?”
“Moggallana, quando un monaco ha sentito: “Ogni fenomeno non è degno di attaccamento.” Avendo sentito che tutti i fenomeni non sono degni di attaccamento, è consapevole del tutto. Essendo consapevole del tutto, egli comprende il tutto. Comprendendo il tutto, allora sperimenta ogni di tipo di sensazione – piacevole, spiacevole e neutra – e dimora concentrato sull’impermanenza, sul distacco, sulla cessazione, sull’abbandono di quella sensazione. Così concentrato sull’impermanenza, sul distacco, sulla cessazione, sull’abbandono di quella sensazione, egli non si aggrappa a nulla nel mondo. Non agitato, è totalmente liberato. Egli sa: “La nascita è distrutta, la vita santa vissuta, lo scopo raggiunto. Non rimane altro da compiere in questo mondo.
In questo modo, Moggallana, che un monaco, brevemente, è totalmente liberato dalla brama, totalmente libero da legami, un seguace della vita santa, totalmente perfetto: primo tra esseri umani e divini.”
----------------------------------------------------------------------------------------------

AN 7.70: Arakenanusasa Sutta – L’insegnamento di Araka

“Una volta, monaci, c’era un maestro di nome Araka, guida di una setta, libero da ogni forma di desiderio per i piaceri sensuali. Aveva centinaia di discepoli ed insegnava loro il Dhamma in questo modo: ‘Quasi nulla, bramani, è la vita degli esseri viventi – limitata, insignificante, piena di sofferenza e tormento. Si dovrebbe possedere la verità del saggio, fare ciò che è salutare, seguire la vita santa. Chi nasce è destinato a morire. Come una goccia di rugiada su un filo d’erba svanisce al primo sole, allo stesso modo, bramani, la vita degli esseri viventi è come una goccia di rugiada – limitata, insignificante, piena di sofferenza e tormento.
Come le grandi gocce di pioggia subito si dissolvono, allo stesso modo, bramani, la vita degli esseri viventi è come una goccia di pioggia – limitata, insignificante, piena di sofferenza e tormento.
Come un ruscello che scorre giù dai monti, va lontano, con le sue rapide correnti, trascina tutto ciò che incontra, tanto che non esiste un momento, un istante, un attimo dove tutto sia fermo, ma continuamente scorre, precipita a valle, incessantemente fluttua, così, bramani,è la vita degli esseri viventi.
Come un possente uomo crea una goccia di saliva sulla punta della lingua, per poi sputarla senza sforzo, così, bramani,è la vita degli esseri viventi.
Come un pezzo di carne messa a cuocere in un tegame a poco a poco si dissolve, così, bramani,è la vita degli esseri viventi.
Come una mucca portata al macello per essere macellata è tutta tremante ad ogni passo per paura della morte, così, bramani, è la vita degli esseri viventi.

Ora in quel tempo, monaci, la durata della vita umana era di 60.000 anni, e le donne si sposavano all’età di 500 anni. Inoltre, in quel tempo, c’erano solo sei afflizioni: freddo, caldo, fame, sete, l’atto di defecare e quello di urinare. Malgrado, in quel tempo, la vita fosse meno dura, si viveva a lungo e con solo sei afflizioni, il maestro Araka così insegnava ai suoi discepoli: ‘Quasi nulla, bramani, è la vita degli esseri viventi – limitata, insignificante, piena di sofferenza e tormento. Si dovrebbe possedere la verità del saggio, fare ciò che è salutare, seguire la vita santa. Chi nasce è destinato a morire. Come una goccia di rugiada ……
Oggi, monaci, alla nostra epoca si può vivere fino a 100 anni o poco più. Vivendo 100 anni, si vivono 300 stagioni: 100 fredde, 100 calde, 100 di pioggia. Vivendo 300 stagioni, si vivono 1.200 mesi: 400 freddi, 400 caldi, 400 di pioggia. Vivendo 1.200 mesi, si vivono 4.800 settimane: 1.600 fredde, 1.600 calde, 1.600 di pioggia. Vivendo 4.800 settimane, si vivono 72.000 giorni: 24.000 freddi, 24.000 caldi, 24.000 di pioggia. Vivendo 72.000 giorni, si mangia 144.000 volte: 48.000 durante i giorni freddi, 48.000 durante i giorni caldi, 48.000 durante i giorni di pioggia – contando i pasti da neonato ed i pasti saltati per altre cause. E cioè: uno non mangia quando è succube dell’ira, quando è dolorante e sofferente, quando è malato, durante i giorni dell’Uposatha, quando è molto povero.
Quindi, monaci, ho preso in esame la vita di una persona giunta all’età di 100 anni; ho preso in esame la durata massima della vita, delle stagioni, degli anni, dei mesi, delle settimane, dei giorni, dei pasti e delle cause che impediscono di mangiare.
Così farebbe un qualunque maestro per il bene dei suoi discepoli, come sto facendo io per voi. Laggiù ci sono gli alberi; laggiù vuote capanne.
Praticate i jhana, monaci. Non siate inconsapevoli e disattenti. Non siate preda del rimorso. Questo è il mio consiglio per tutti voi.”

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la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
la coscienza, un gioco d’illusione -- 
questo ha insegnato 
il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
come li si esamina, 
sono vuote, cave 
per chiunque li contempla 
a fondo. 


[...]

Nessuna sostanza 
si può trovare. 

Così un monaco, con ferma risoluzione, 
deve contemplare gli aggregati 
giorno e notte, 
con presenza mentale, 
vigile; 
deve recidere ogni vincolo; 
deve fare di sé 
il suo rifugio; 
deve vivere come se 
la sua testa fosse nel fuoco
per raggiungere la dimensione 
da dove non si rinasce.'

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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Eroe per Caso il 9/2/2017, 00:44

Per quanto sembrano incredibili io tutte o quasi queste cose conosco.

Mogallana come ti dicevo era siriano con poteri magici e medianici fortissimi eppure, anche lui, il più forte tra i discepoli del Buddha Gotama, non riusciva a trovare la strada giusta per la meditazione Yoga Nidra che porta nel regno dell'Uno, nel cielo blù senza stelle.
Cosi il Buddha lo prese da parte e in modo fine e dettagliato gli spiegò ogni cosa e come farla: un po'  coem "barbosamente e ripetitivamente" io ho ho fatto con voi sul forum e su altri forum in passato, descrivendovi persino dettagli cosi fini ..che difficilmente li troverete cosi raccontati e descritti in un libro antico, presso un gran maestro, ecc. ecc.

La meditazione camminando è una concentrazione nella quale ci si libera da tutti i pensieri mondani e mentali.
A volte ci si sentirà più alti e a polmoni liberi come si respirasse un'aria cosi fine che sulla terra non esiste, vi si potrebbero scaldare mani e corpo ma di un calore piacevole come attraversato da una brezza sottile e .. davvero non terrena.
In questo la coscienza infinita, cioè il Sig. Atman, si è unito a voi, e potreste anche sentire strane fitte ai muscoli del petto o nel cuore.
Insistendo in questa preparazione, svuotando la mente e calmando i sensi, si può arrivare anche molto più in là, questione di finezza, costanza, ripetizione e molta molta buona volontà.

Il dormire "senza sonno" è la cosa naturale che ci siamo scordati, la più naturale direi, colpa dei pensieri mentali che stressano e agitano corpo - mente e animo.
Infatti il ns. corpo non ha alcuna necessità di dormire se noi stiamo sdraiati senza muoverci.
E infatti la ns. mente non ha bisogno di dormire in modo inconscio per rilassarsi, basterebbe allenarla a tacere e non preoccuparsi di nulla, gestendo la calma totale che, come è stato appurato tecnicamente e scientificamente, nel sonno Nidra vale quasi 3 volte di più delle ore di sonno inconscio.
Il relax completo e la calma totale sono la vera cura e il giusto sonno cosciente dell'anima, la quale può cosi evitare di incappare in inutili stati onirici che altro non sono che trasmissioni televisive uguali a quelle che stiamo vivendo quaggiù : nello strato materiale onirico grezzo .. che noi scambiamo troppo spesso per Realtà e Vera Dimensione del ns. Vivere.

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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Eroe per Caso il 9/2/2017, 01:02

Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora alzati e, dopo aver sciacquato la faccia, guarda in ogni direzione e esamina le stelle e le costellazioni più importanti.
Queste me le ero proprio perse:   .. sono le mie abitudini "classiche"   


Comunque nel Nidra bisogna mantenere la vista nel buio a occhi chiusi, poi, col tempo si riuscirà anche a fare altro anche con gli occhi aperti, cancellando totalmente l'illusione che abbiamo davanti nel campo di frequenze ottiche dei ns. occhi biologici "da umani" (nel container corporeo).

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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Totoro il 9/2/2017, 22:34

Eroe per Caso ha scritto:[....]

La meditazione camminando è una concentrazione nella quale ci si libera da tutti i pensieri mondani e mentali.
A volte ci si sentirà più alti e a polmoni liberi come si respirasse un'aria cosi fine che sulla terra non esiste, vi si potrebbero scaldare mani e corpo ma di un calore piacevole come attraversato da una brezza sottile e .. davvero non terrena.
In questo la coscienza infinita, cioè il Sig. Atman, si è unito a voi, e potreste anche sentire strane fitte ai muscoli del petto o nel cuore.
Insistendo in questa preparazione, svuotando la mente e calmando i sensi, si può arrivare anche molto più in là, questione di finezza, costanza, ripetizione e molta molta buona volontà.

[...]

Questa sensazione di fitte e pressione sul cuore l'ho provata per alcune ore, qualche tempo fa, durante la lettura di Shankara. Poi si è ripetuto il giorno dopo, ma la sensazione è continuata nei giorni successivi quando intensificavo il pensiero sull'Atman nelle attività quotidiane.
Ora mi rendo conto che in quei mesi avevo appreso il modo giusto ed era quello il percorso da percorrere. Sono tornato indietro. Però mi sto impegnando per raggiungere il punto dove mi sono fermato.
Ce la posso fare 

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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Eroe per Caso il 9/2/2017, 23:57

E' cosi come hai verificato, l'atman prende si il corpo e la testa, si impossessa della persona inferiore in cui siamo, ma la sua AZIONE inizia proprio dal cuore: lo apre ed esce.

Per questo si possono sentire fitte e movimenti strani, ma non è un problema fisico di alcun tipo, su un forum mi ricordo che mi avevano detto anni fa di provare a fare degli esami a scopo precauzionale, mia moglie anche lei .. ma poi .. come sapevo benissimo, fatti gli esami, il medico cardiologo, mi ha detto "appena l'ho vista avevo capito subito che lei ha un cuore d'acciaio" affraid cheers 

Tutto giusto, ed è normale anche cascare e tornare indietro, l'importante è riprendersi e continuare, senza piangersi troppo addosso o arrabbiarsi inutilmente, perché sarebbe sbagliato, sarebbe il crearsi altri problemi e ostacoli (e l'ego è quello che vuole .. e li il suo gioco nascosto).

Buddha ci mise anni per scappare dalle illusioni e mi pare ben 5 anni per raggiungere Se Stesso e la completa Liberazione (stà scritto anche nel canone pali).

Rama (altro avatar di Vishnu precedente a Gotama) dovettero dirglielo un gruppo di saggi e gli Dei che aprendo il cielo astrale gli apparvero e gli spiegarono "chi fosse e quale fosse il suo compito sulla terra" .. perché da solo .. non aveva capito niente se non che era il fulcro di fenomeni del tutto a-normali. Laughing    

Shankara, detto il Siva in terra, ha dovuto farsi un mazzo non da ridere per raggiungere Se Stesso, poi ha fondato 5 monasteri e quindi si è autoeliminato (e lo capisco bene, molto bene ..).

Quindi di facile facile direi che non c'è niente, però v'assicuro che di naturale c'è TUTTO, c'è passione, chiarezza e però distacco totale dagli interessi .. pur dovendo svolgerli egualmente, ci sono pensieri alti che aiutano, letture profonde e antiche che aiutano (e voi sapete quali), c'è un modo leggero e sensibile che ci fa tornare ribelli in senso buono, cioè avulsi e lontani da questo mondo corrotto, falso e pieno di dolorose nefandezze e fasulle attrazioni del "nulla".

Avessi avuto io uno Shankara a 20 anni .. chissà dov'ero.

E poi persino io che sono tornato apposta, secondo Brahma per niente e non riuscendo a riunire ciò che stà in alto con ciò che è in basso (povero illuso Lui), ho fatto fatica, molta fatica, perché i caratteri astrali influenzano il carattere e stimolano l'ego e il suo imprinting corporeo-mentale.

Però alla fine ho vinto io sui miei stessi dubbi e difetti e false illusioni.

E sentirsi dire, prima, dal Buddha Vishnu "ora le illusioni sono finite ora inizia la ricerca" e poi dopo la prima riuscita " e tutto merito tuo, merito della tua tenacia, del tuo voler cercare e cercare sviscerando ogni più piccolo particolare" .. è davvero un pregio, una cosa che va la di là del mio stesso pensiero, e una cosa che vi auguro di raggiungere prima di "traslocare".

E' detto dal Buddha, ho letto, che Lui è la porta, e chi la varca lo conoscerà: a me è successo esattamente cosi.

Quindi anche i minimi particolari "sondateli con ardore e speculazione profonda", poiché le cose stanno cosi, e altro modo non ho visto ne vissuto.
Ciò che scrissero è vero.

Ciò che scrissero altri e altre religioni (inclusi tanti tipi di derivazioni di Induismo e Buddismo) .. è vero solo in parte, ma in parte no o è confusoria: probabile la parte visibile giusta sia quella di loro comodo. boh

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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da cassania il 9/4/2017, 11:17

Totoro ha scritto:Mi ricordo che avevamo affrontato un discorso riguardo la 'meditazione camminata' solo che non ricordo. Ho provato anche a cercare nel forum ma non sono riuscito a trovare il topic. Consiglia di camminare con presenza mentale, concentrati nel corpo sul corpo per far sparire la sonnolenza??
Non linciatemi.
Molte volte, (ho letto questo sutta solamente oggi) durante la notte per superare la fase di sonnolenza, mi alzo bevo, mi sciacquo la faccia, apro la finestra e osservo le stelle.. a volte ho provato anche ad assumere la posizione del leone proprio come consiglia il Buddha Gotama in questo sutta, tuttavia dopo cinque minuti inizia a farmi male il braccio azz ..
Tuttavia non ho mai pensato a fare questa 'meditazione camminata'.
Molto utile la discussione sulla sonnolenza
Per quanto riguarda la meditazione camminata mi ricordo che ne abbiamo parlato in questa discussione: http://paranormale.forumattivo.it/t294-illuminazione-sul-digha-nikaya#14462
E qui invece ne avevo fatto un accenno postando un link ad un video su youtube: http://paranormale.forumattivo.it/t101-il-moderno-maestro-anche-il-ruolo-di-guru-evolve#14653
----------
P.S: Per fare le ricerche uso anche il google, ad esempio per trovare il primo link avevo digitato nella ricerca: "meditazione+camminata" site:paranormale.forumattivo.it


Ultima modifica di cassania il 9/4/2017, 11:27, modificato 1 volta (Motivazione : ho aggiunto il P.S.)

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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Totoro il 9/5/2017, 02:44

Molto utile la discussione sulla sonnolenza 
Per quanto riguarda la meditazione camminata mi ricordo che ne abbiamo parlato in questa discussione: http://paranormale.forumattivo.it/t294-illuminazione-sul-digha-nikaya#14462
E qui invece ne avevo fatto un accenno postando un link ad un video su youtube: http://paranormale.forumattivo.it/t101-il-moderno-maestro-anche-il-ruolo-di-guru-evolve#14653
----------
P.S: Per fare le ricerche uso anche il google, ad esempio per trovare il primo link avevo digitato nella ricerca: "meditazione+camminata" site:paranormale.forumattivo.it
Ti ringrazio per i link e per l'aiuto alla ricerca 

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la sensazione, una bolla, 
la percezione, un miraggio; 
le formazioni mentali, un banano; 
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il parente del Sole. 
Importa poco come li si osserva, 
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a fondo. 


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Re: AN 7.58: Sonnolenza e AN 7.70: L’insegnamento di Araka.

Messaggio Da Percy il 9/7/2017, 22:52

“Sì, signore.”
“Allora, Moggallana, abbandona ogni percezione mentale quando la sonnolenza ti sorprende. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma se non riesci a liberarti della sonnolenza, allora richiama la tua attenzione al Dhamma che hai sentito e memorizzato, riporta la tua mente e concentrati su di esso. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Ma anche facendo in questo modo non riesci ad allontanare la sonnolenza, allora ripeti a voce alta il Dhamma che hai sentito e memorizzato. Così facendo potrai liberarti della sonnolenza.
Il corpo e' autonomo, se e' coricato si riposa, per questo motivo non appare comprensibile la necessita del sonno e dei corrispettivi sogni.

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