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Buongiorno,
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nuovo evp?

11/12/2017, 10:43 Da kardec

ciao ragazzi,da poco ho effettuato una registrazione random col cellulare,riascoltandola ad un certo punto si sente un qualcosa..a me sembra dire una …

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voce registrata in un vecchio maniero

4/18/2017, 11:40 Da kardec

salve a tutti,l'altro giorno io e la mia compagna stavamo visitando un vecchio maniero nei pressi di un faro marino..siamo tutti e due appassionati …

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Il libro di Sri Krishna

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Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Eroe per Caso il 1/15/2017, 17:08

CAPITOLO 1   La venuta dell'8° avatara del Brahman, Re Krishna

Venne il giorno in cui il mondo si sentì appesantire dalle forze militari troppo potenti di molti re bellicosi, veri e propri esseri demoniaci che pretendevano di appartenere all'ordine regale. Questo turbamento indusse Bhumi, il deva-maestro della Terra, a recarsi da Brahma per riferirgli le sventure che le causavano i re demoniaci. Assumendo la forma di una mucca, Bhumi si presentò a Brahma con le lacrime agli occhi, e con aria sofferente e singhiozzando per invocare la sua compassione gli raccontò come la Terra si trovasse in una condizione precaria. Ascoltate le sue parole, Brahma, molto rattristato, decise di recarsi all'oceano di latte, dove dimora Sri Visnu, il Signore. Tutti i deva con Siva a capo lo scortarono, e Bhumi li seguì. Giunto sulle sponde dell'oceano, Brahma pronunciò le parole che dovevano rendergli favorevole Sri Visnu, il Quale un tempo aveva già salvato il pianeta Terra prendendo la forma di un cinghiale.

Tra i mantra vedici c'è una speciale preghiera detta purusa-sukta, che i deva recitano quando offrono il loro omaggio a Visnu, Dio, la Persona Suprema. Il deva maestro di ogni pianeta può recarsi da Brahma, sovrano dell'universo materiale, ogniqualvolta sopraggiunga il caos sul proprio pianeta, e Brahma può avvicinare il Signore Supremo, Sri Visnu, non direttamente, bensì restando sulle sponde dell'oceano di latte, a Svetadvipa, un pianeta del nostro universo. Numerose Scritture vediche c'informano che come sulla Terra esiste un oceano di acqua salata così su altri pianeti si trovano altri oceani, di latte, per esempio, di olio oppure di liquore e altri ancora. Il purusa-sukta è la preghiera che generalmente recitano i deva per soddisfare Ksirodakasayi Visnu, Dio, la Persona Suprema, così chiamato perché è disteso sull'oceano di latte (ksira). Ed è proprio attraverso questa particolare manifestazione del Signore Supremo che appaiono in questo mondo tutti gli avatara.

Offerta la preghiera del purusa-sukta al Signore Supremo, i deva non udirono alcuna risposta; allora Brahma si sedette in meditazione, e Sri Visnu gli trasmise attraverso il pensiero un messaggio che egli rivelò poi agli altri deva. E' così che si trasmette il sapere vedico; proviene dalla Persona Suprema, e il primo a riceverlo è Brahma, nel suo cuore, com'è spiegato anche all'inizio dello Srimad-Bhagavatam: tene brahma hrida, il sapere spirituale assoluto dei Veda fu dapprima rivelato a Brahma, nel suo cuore. Anche in quest'occasione soltanto Brahma poté capire il messaggio di Sri Visnu e fu lui a trasmetterlo poi ai deva perché agissero immediatamente. Questo era il messaggio: Dio, la Persona Suprema, apparirà presto sulla Terra accompagnato dalle Sue potenze, supreme ed eccezionali; fino a quando Egli rimarrà sul pianeta, anche i deva dovranno essere presenti per assisterLo nel compimento della Sua missione di annientare gli esseri demoniaci e proteggere i bhakta. Tutti devono "nascere" subito nella dinastia Yadu, nella quale, a suo tempo, anche il Signore apparirà.

Dio stesso, la Persona Suprema, Sri Krishna, apparve come figlio di Vasudeva; ma fu preceduto da tutti i deva, che apparvero con le loro consorti in differenti famiglie virtuose per assisterLo nella Sua missione. Il termine usato qui è tat priyartham a indicare che i deva sono discesi sulla Terra per soddisfare il Signore. Deva è in realtà chiunque viva unicamente per la soddisfazione del Signore. I deva seppero inoltre che l'emanazione plenaria di Sri Krishna detta Ananta, a forma di serpente, che sostiene tutti i pianeti dell'universo allungando milioni di teste, sarebbe apparsa sulla Terra prima di Sri Krishna, e che maya, la potenza esterna di Visnu, capace d'incantare tutte le anime condizionate, sarebbe apparsa anche lei allo scopo di attuare i disegni del Signore Supremo.

Dopo aver informato e tranquillizzato con dolci parole i deva -tra cui Bhumi-, Brahma, padre di tutti i Prajapati, gli antenati della popolazione universale, ritornò alla sua dimora, Brahmaloka, il pianeta materiale più evoluto.
Il capo della dinastia Yadu, il re Surasena, governava la provincia di Mathura, oltre che l'omonima provincia di Surasena. Mathura era dunque la capitale di tutti i re della dinastia Yadu. Gli Yadu avevano fatto di Mathura la loro capitale anche perché sapevano, essendo molto pii, che a Mathura Sri Krishna vive eternamente, come a Dvaraka.
Un giorno, Vasudeva, il figlio di Surasena, subito dopo aver sposato Devaki, salì sul suo carro per tornare a casa accompagnato dalla sposa. Il padre di Devaki, Devaka, che nutriva un profondo affetto per la figlia, aveva offerto una dote imponente; centinaia di carri tutti equipaggiati con accessori d'oro.

Quel giorno, il figlio di Ugrasena, Kamsa, per soddisfare sua sorella Devaki aveva preso di sua iniziativa le redini e conduceva il carro di Vasudeva. Il costume vedico vuole infatti che quando una ragazza si sposa, il fratello conduca la giovane coppia alla casa del padre dello sposo per evitarle una brusca separazione dalla famiglia. La dote di Devaki comprendeva 400 elefanti ornati di ghirlande d'oro, 15.000 cavalli decorati e 1.800 carri. Devaka aveva anche disposto che duecento belle fanciulle accompagnassero sua figlia perché il sistema di matrimonio in vigore presso gli ksatriya, e ancora oggi osservato in India, vuole che quando un re ksatriya si sposa, numerose giovani amiche della fidanzata vadano a vivere nel suo palazzo. Queste seguaci della regina sono chiamate servitrici, ma in realtà agiscono come amiche. Questa pratica esiste da tempo immemorabile e la ritroviamo all'epoca dell'avvento di Sri Krishna, 5.000 anni fa.

Mentre il carro degli sposi passava, il suono di diversi strumenti festeggiava il felice evento. Le conchiglie, i corni, i tamburi e i timpani formavano insieme un piacevole concerto in cui il corteo si snodava festosamente. Kamsa conduceva il carro, quando d'un tratto dal cielo si udì un suono prodigioso che si rivolgeva proprio a lui: "Come sei sciocco, Kamsa! Stai conducendo il carro di tuo cognato e di tua sorella senza sapere che il loro ottavo figlio ti ucciderà."

Kamsa, figlio di Ugrasena, era considerato il più demoniaco di tutti i re della dinastia Bhoja. Udire la profezia che veniva dal cielo e afferrare Devaki per i capelli fu un tutt'uno per lui, e già stava per ucciderla con la sua sciabola quando, sorpreso da questo gesto, Vasudeva per tranquillizzare il crudele e cinico cognato tentò di farlo ragionare: "Caro cognato, caro Kamsa, tu sei il re più famoso della dinastia Bhoja e la gente ti considera il più grande dei guerrieri. com'è possibile che il tuo furore sia così cieco da spingerli a uccidere una donna, tua sorella, e nel felice giorno del suo matrimonio? Perché tanto terrore della morte? La morte è già venuta insieme con la tua nascita; dal momento in cui sei nato hai cominciato a morire. Supponiamo che tu abbia venticinque anni: dunque sei già morto da venticinque anni. In realtà, muori istante dopo istante, secondo dopo secondo. Perché allora tanta paura della morte? Alla fine è inevitabile. Che tu muoia oggi o tra cent'anni, non potrai sfuggirle.

Perché rimanere tanto turbati? La morte non è che l'annientamento del corpo materiale. Appena il corpo smette di funzionare e torna a mischiarsi con i cinque elementi della natura materiale, l'essere vivente si riveste di un altro corpo, determinato dagli atti della sua esistenza passata e dalle loro conseguenze. Questo cambiamento di corpo è del tutto simile all'incidere di un uomo per la strada; egli fa un passo, poi quando è sicuro che il piede posato a terra è stabile, solleva l'altro piede. Così, i corpi cambiano l'uno dopo l'altro, e l'anima trasmigra. Guarda con quale attenzione il bruco passa da un rametto all'altro!. Similmente, l'essere vivente cambia corpo non appena gli agenti del deva della morte decidono del suo prossimo involucro mortale. Finché l'essere vivente resta condizionato dal mondo materiale deve rivestirsi di corpi di materia, uno dopo l'altro, determinati dalle leggi della natura secondo gli atti compiuti nella precedente vita.

"Questo corpo non differisce dai corpi che vediamo nei sogni, quando con la mente creiamo mille corpi fittizi. Per esempio, se abbiamo visto una montagna e abbiamo visto dell'oro, associando le due idee vedremo in sogno una montagna d'oro. Talvolta, sempre in sogno, abbiamo un corpo che vola nell'aria e ci dimentichiamo del vero corpo. Così, di vita in vita i corpi cambiano, e quando si ottiene un corpo nuovo si dimentica tutto del precedente. Durante i sogni possiamo venire a contatto con numerosi corpi nuovi, ma al risveglio saranno tutti dimenticati. Così, i corpi materiali di cui siamo rivestiti sono il prodotto delle nostre attività mentali, ma attualmente non possiamo ricordarci dei nostri corpi passati.

"La mente è febbrile per natura, capace di rifiutare ciò che ha accettato un istante prima. Accettare e rifiutare sono le funzioni della mente a contatto con i cinque oggetti del piacere dei sensi -forma, sapore, odore, suono e tatto. Dedita alla speculazione, la mente viene a contatto con gli oggetti del piacere dei sensi e quando un essere desidera un particolare tipo di corpo, l'ottiene. Il corpo ci è dunque offerto dalle leggi della natura materiale. L'essere vivente accetta un corpo e prolunga la sua permanenza nell'universo materiale per godere o soffrire secondo la struttura del corpo acquisito. Senza un corpo è impossibile godere e soffrire in questo mondo, secondo le tendenze mentali ereditate dalla vita precedente. Infatti è lo stato mentale dell'essere all'istante della morte a determinare il particolare corpo che gli sarà offerto.

"I pianeti luminosi, come il sole, la luna e le stelle, si riflettono sulla superficie di differenti liquidi -acqua, olio, ghi (¹) - e il loro riflesso si sposta col movimento di questi liquidi. La luna si riflette sull'acqua, che agitandosi farà sembrare che la luna si muova; ma non è così. Similmente, per semplice creazione della mente, l'essere ottiene differenti tipi di corpi, sebbene in realtà non abbia alcun legame con essi. Ma per la forza dell'illusione, per l'incantesimo di maya, egli pensa di appartenere a un corpo di una particolare specie. Questa è l'esistenza condizionata. Prendiamo l'esempio di un essere dotato in questa vita di una forma umana: egli crede di appartenere alla comunità umana, a questo o a quel paese, a questa o a quella regione, e identificandosi con queste cose si prepara a prendere un altro corpo di cui non ha affatto bisogno. Tali creazioni mentali, tali desideri, sono all'origine di svariati tipi di corpi. Il velo della natura materiale è così spesso che gli esseri sono soddisfatti del corpo che ottengono e traggono grande piacere a identificarsi con esso. T'imploro quindi di non farti soggiogare dal corpo e dalla mente."

Vasudeva chiedeva a Kamsa di non nutrire invidia verso sua sorella, appena sposata. Tutti dovrebbero liberarsi dall'invidia, perché genera la paura in questa vita come nella successiva, quando si è portati di fronte a Yamaraja. (²) Vasudeva si rivolse a Kamsa in nome di Devaki, ricordandogli che lei era sua sorella minore, e per difendere la causa di sua moglie fece appello al felice momento del suo matrimonio. Una sorella o un fratello giovani devono ricevere dai loro superiori la protezione che si dà a un bambino. "La situazione è molto delicata, concluse Vasudeva. Se la uccidi, la tua fama resterà segnata."

Vasudeva tentò di rappacificare Kamsa dandogli saggi consigli e usando la discriminazione filosofica. Ma non ci riuscì perché quest'ultimo, anche se nato in una famiglia regale, conservò sempre la sua natura demoniaca a causa della compagna di esseri demoniaci. L'essere demoniaco non ascolta mai i buoni consigli; è come un ladro ostinato: per quanto si tenti di farlo ragionare non cambierà mai la sua condotta. Questa è la differenza tra deva e asura. Coloro che sono in grado di sottomettersi ai saggi consigli e introdurli nella loro esistenza sono detti deva, coloro che non possono sono detti asura.

Visto fallire il suo tentativo di tranquillizzare Kamsa, Vasudeva pensò al modo di proteggere Devaki. Di fronte a un pericolo imminente, l'uomo d'intelligenza deve sforzarsi di evitarlo per quanto è possibile, e se poi, nonostante la sua intelligenza, non ci riesce, non può essere considerato colpevole. L'uomo deve fare del suo meglio per adempiere il suo dovere, e se lo sforzo non è coronato da successo non è colpa sua.

Vasudeva pensò: "Per il momento devo salvare Devaki; in seguito, se avremo dei figli troverò il modo di proteggerli." Un altro pensiero gli si affacciò alla mente: "Se in seguito avrò un figlio capace di uccidere Kamsa, come lui è convinto, allora sia Devaki che il bambino saranno salvi, poiché inconcepibili sono le leggi della Provvidenza. Ma per il momento devo salvare Devaki, in un modo o nell'altro."

Non si può mai sapere quale tipo di corpo assumerà un essere come non si può mai stabilire quali alberi divorerà l'incendio nella foresta: spinte dal vento, le fiamme investono un albero qua e là e ne lambiscono altri. Un uomo può mettere tutta la sua prudenza e la sua meticolosa attenzione nel compiere i suoi doveri, ma è molto difficile per lui prevedere quale tipo di corpo otterrà nella prossima vita. Per esempio, Maharaja Bharata eseguì con grande fede i suoi doveri sulla via della realizzazione spirituale, ma si affezionò a un cervo e dovette assumere un corpo di cervo nella vita successiva.

Dopo aver riflettuto sul modo di salvare sua moglie, Vasudeva, ancora una volta, molto rispettosamente si rivolse a Kamsa, sebbene questi fosse un peccatore abominevole. Qualche volta è necessario che un uomo di virtù come Vasudeva debba adulare un essere vizioso come Kamsa. Questa si chiama diplomazia. Sebbene profondamente rattristato, Vasudeva mostrò esteriormente un'aria gioiosa. A causa dell'atroce carattere del cinico Kamsa, egli dovette rivolgersi a lui in questo tono: "Mio caro cognato, rassicurati, nessun pericolo può venire da tua sorella. Il tuo timore nasce solo dall'aver sentito una voce profetica dal cielo, ma secondo questa voce il pericolo verrà da figli che non sono ancora stati messi al mondo. E chissà! Forse tua sorella non avrà mai figli. Ora, se consideri bene tutto ciò ti renderai conto che per il momento non hai nulla da temere, e quindi nessuna ragione di aver paura di tua sorella. Se lei metterà al mondo dei figli, ti prometto che te li porterò tutti, così tu potrai prendere le misure necessarie."

Kamsa, che conosceva il valore della parola di Vasudeva, si lasciò convincere dai suoi argomenti e rinunciò per il momento a uccidere sua sorella. Soddisfatto, Vasudeva lodò la decisione di Kamsa e riprese il cammino verso casa.
Devaki mise al mondo otto figli e una figlia. Alla nascita del primo, Vasudeva mantenne la sua parola e lo portò subito a Kamsa. Si dice che Vasudeva fosse molto virtuoso e rinomato per la sua parola d'onore, ed egli desiderava mantenere questa fama. Se fu estremamente doloroso per Vasudeva consegnare il bambino, Kamsa, invece, lo ricevette con gioia. Questi, tuttavia, fu mosso a compassione davanti a suo cognato. Il comportamento di Vasudeva è un esempio per tutti. Per una grande anima come lui non c'è nulla di troppo doloroso nello svolgimento del dovere.

Un uomo saggio come Vasudeva compie il suo dovere senza esitare, là dove un asura come Kamsa non esita mai a commettere un atto abominevole. Si dice perciò che una persona santa può tollerare ogni condizione difficile, che un saggio è pronto a compiere il suo dovere senza aspettare di trovarsi nelle circostanze favorevoli, che un uomo crudele come Kamsa può compiere qualsiasi atto colpevole, e che un bhakta può sacrificare tutto per la soddisfazione della Persona Suprema.
Kamsa fu contento del gesto di Vasudeva e sorpreso nel vedere come egli mantenesse la sua promessa; poi, compassionevole e soddisfatto insieme, pronunciò queste parole: "Caro Vasudeva, non è necessario che tu mi offra questo bambino. Egli non rappresenta alcun pericolo perché mi è stato predetto che sarò ucciso dall'ottavo figlio di Devaki. Non è questo il bambino che voglio. Riprendilo pure."

Sulla strada del ritorno, col suo primo figlio, Vasudeva, sebbene fosse contento dell'atteggiamento di Kamsa, non riusciva a convincersi delle sue parole perché sapeva che Kamsa non era padrone di sé. Un ateo non sa mantenere la sua parola d'onore. Chi non controlla i sensi non conosce la determinazione. Il grande politico Canakya Pandita ha detto: "Non riponete mai la vostra fiducia in un diplomatico o in una donna." Coloro che si abbandonano al piacere dei sensi non possono essere onesti, e non conviene porre in loro la nostra fiducia.

Intanto il grande Narada fece visita a Kamsa. Sapendo che questi si era mostrato compassionevole verso Vasudeva e gli aveva restituito il suo primo figlio, Narada, che desiderava ardentemente accelerare il più possibile la venuta di Sri Krishna, lo informò che a Vrindavana, Nanda Maharaja e tutti i pastori e le gopi, e altrove Vasudeva, suo padre Surasena e tutti i suoi parenti, membri della famiglia Vrisni della dinastia Yadu, si preparavano insieme all'apparizione del Signore. Narada consigliò a Kamsa di sorvegliare queste famiglie e i loro amici e tutti i deva che vi avrebbero preso nascita. Kamsa, i suoi parenti e i suoi consiglieri erano tutti asura, e gli asura temono sempre i deva. Perciò, dopo aver ricevuto da Narada queste informazioni, Kamsa si tenne all'erta: sapeva che i deva erano già discesi sul pianeta e quindi Sri Visnu, il Signore, sarebbe apparso presto.

Egli fece subito arrestare Vasudeva e Devaki e li gettò dietro le sbarre. Là, in quella prigione, tenuti da catene di ferro, Vasudeva e Devaki ogni anni diedero nascita a un figlio, e Kamsa, credendo di vedere in ciascuno di essi Visnu disceso sulla Terra, li uccise uno dopo l'altro. Temeva particolarmente l'ottavo figlio, ma dopo la visita di Narada era giunto al punto di credere che ciascuno dei bambini poteva essere Krishna, perciò considerò più opportuno uccidere tutti i figli che nascevano da Vasudeva e Devaki.
Il comportamento di Kamsa non è difficile da capire. Nella storia del mondo ci sono numerosi esempi di principi e re che uccisero il padre, il fratello o tutta la famiglia o i loro amici solo per soddisfare le proprie ambizioni. E non c'è da meravigliarsi, perché gli asura ucciderebbero chiunque pur di realizzare le loro infami aspirazioni.

Per la grazia di Narada, Kamsa divenne cosciente della sua esistenza precedente. Seppe di essere un asura di nome Kalanemi, ucciso da Visnu. Nato ora nella famiglia Bhoja, aveva deciso di diventare il nemico mortale della dinastia Yadu, e poiché Krishna doveva apparire in quella dinastia, Kamsa aveva una gran paura di essere ucciso ancora una volta da Lui, come nella sua vita precedente. Cominciò allora coll'imprigionare suo padre Ugrasena, perché era il re più potente delle tre dinastie Yadu, Bhoja e Andhaka; occupò poi il regno di Surasena, padre di Vasudeva, e si proclamò sovrano di tutte queste terre.


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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Eroe per Caso il 1/15/2017, 17:21

CAPITOLO 2  Preghiere dei deva a Sri Krishna nel grembo di Sua madre.

Non contento di occupare i regni delle dinastie Yadu, Bhoja, Andhaka e quello di Surasena, il re Kamsa si alleò anche con tutti gli altri re demoniaci -gli asura Pralambha, Baka, Canura, Trinavarta, Agha, Mustika, Arista, Dvivida, Putana, Kesi e Dhenuka. A quell'epoca, il re Jarasandha regnava sulla provincia di Magadha (conosciuta oggi come Stato del Bihar) e fu con la sua protezione che Kamsa poté costituire, attraverso manovre diplomatiche, il più potente regno del suo tempo. Egli cercò anche l'alleanza di re come Banasura e Bhaumasura, fino a diventare il più forte. Quindi cominciò a manifestare le sue intenzioni estremamente ostili verso la dinastia Yadu, in cui stava per apparire Krishna.

Perseguitati da Kamsa, i re delle dinastie Yadu, Bhoja e Andhaka si rifugiarono in differenti Stati, come quelli dei Kuru e dei Pancala e quelli chiamati Kekaya, Salva, Vidarbha, Nisadha, Videha e Kosala. Kamsa infranse l'unione dei regni Yadu, Bhoja e Andhaka, diventando così il re più potente sulle vaste terre conosciute a quell'epoca come Bharatavarsa.
Quando Kamsa ebbe ucciso uno dopo l'altro i primi sei figli di Vasudeva e Devaki, molti dei suoi parenti lo scongiurarono di mettere fine alle sue atrocità. Ma tutti finirono per seguirlo e rendergli culto.

Devaki aspettava il suo settimo figlio, quando apparve nel suo grembo l'emanazione plenaria di Krishna detta Ananta. Devaki fu sommersa dalla gioia e dalla tristezza insieme; di gioia perché era cosciente che Sri Visnu aveva preso rifugio nel suo grembo, e di tristezza perché sapeva che appena il bambino avesse visto la luce Kamsa l'avrebbe fatto uccidere. Allora Sri Krishna, la Persona Suprema, mosso a compassione per gli Yadu e per la terribile condizione in cui li avevano ridotti le abominevoli azioni di Kamsa, ordinò a Yogamaya, la Sua potenza interna, di apparire. Krishna è il Signore dell'universo intero, ma è in particolare il Signore della dinastia Yadu.

Yogamaya è la principale potenza della Persona Suprema. E' detto nei Veda che il Signore possiede molteplici potenze: parasya saktir vividhaiva sruyate. Fra tutte queste potenze, che hanno un'azione interna e una esterna, Yogamaya è la sovrana. Krishna ordinò dunque a Yogamaya di apparire sulla terra di Vrajabhumi, a Vrindavana, terra ricca di mucche meravigliose, dove, nella casa del re Nanda e della regina Yasoda, viveva Rohini, una delle spose di Vasudeva. Rohini non era la sola esiliata; numerosi membri della dinastia Yadu erano sparsi attraverso il Paese per paura delle atrocità di Kamsa e alcuni si erano persino rifugiati nelle caverne delle montagne.

Il Signore informò Yogamaya: "Devaki e Vasudeva sono prigionieri di Kamsa, e Sesa, la Mia emanazione plenaria, Si trova ora nel grembo di Devaki. Fa che Sesa sia trasferito dal suo grembo a quello di Rohini. poi, accompagnato dalle Mie piene potenze, apparirò in persona nel grembo di Devaki. Sarò il figlio di Vasudeva e Devaki, mentre tu apparirai a Vrindavana come la figlia di Nanda e Yasoda.
"E poiché tu apparirai come Mia sorella coetanea, gli uomini di tutto il mondo ti adoreranno con ricche offerte -incenso, candele, fiori e sacrifici- e in cambio tu appagherai subito il loro desiderio per il piacere dei sensi. I materialisti ti adoreranno nelle tue svariate forme: Durga, Bhadrakali, Vijaya, Vaisnavi; Kumuda, Candika, Krishna, Madhavi, Kanyaka, Maya, Narayani, Isani, Sarada e Ambika."

Krishna e Yogamaya apparvero dunque come fratello e sorella: il supremo Potente e la suprema potenza. Sebbene non si possa stabilire una netta distinzione tra il Potente e la potenza, la potenza resta sempre subordinata al Potente. I materialisti venerano la potenza, mentre gli spiritualisti adorano il Potente: Krishna è il supremo Potente, e Durga la potenza suprema in questo mondo. In realtà, nella cultura vedica l'adorazione si offre sia al Potente sia alla potenza. Esistono infatti centinaia di migliaia di templi di Visnu e Devi, che talvolta sono adorati insieme. Gli adoratori della potenza (Durga, l'energia esterna del Signore) otterranno facilmente ogni frutto materiale, ma chiunque desideri elevarsi al piano spirituale deve adorare il Potente, nella coscienza di Krishna.

Il Signore rivelò dunque a Yogamaya che la Sua emanazione plenaria Ananta Sesa Si trovava nel grembo di Devaki. Poiché irresistibilmente attratta fin nel grembo di Rohini, sarà conosciuta con nome di Sankarsana e sarà la fonte di ogni potenza spirituale, o bala, grazie a cui si potrà accedere alla felicità più alta, ramana. Così, dopo la Sua apparizione, l'emanazione plenaria Ananta sarà conosciuta col nome di Sankarsana e di Balarama. Le Upanisad insegnano: nayam atma balahinena labhya, nessuno può raggiungere il Supremo o una qualsiasi forma di realizzazione spirituale senza essere stato favorito da Balarama. Bala non designa la forza fisica. Nessuno, con la forza fisica, può raggiungere la perfezione spirituale. Tale perfezione si conquista solo con la forza spirituale, che Balarama, o Sankarsana, accorda agli esseri.

Ananta, o Sesa, è la forza che mantiene tutti i pianeti nelle loro rispettive orbite. Questo potere cosmico, conosciuto in questo mondo come legge di gravità, non è che la manifestazione del potere di Sankarsana. Balarama, Sankarsana, è la forza spirituale, o anche il maestro spirituale originale. Perciò Sri Nityananda Prabhu, anche Lui manifestazione di Balarama, è conosciuto come il maestro spirituale originale. Quindi anche il maestro spirituale rappresenta Balarama, Dio, la Persona Suprema, che conferisce la potenza spirituale. Il Caitanya-caritamrita conferma che il maestro spirituale è la manifestazione della misericordia di Krishna.

Dopo aver ricevuto quest'ordine dalla Persona Suprema, Yogamaya girò intorno al Signore in segno di rispetto e discese in questo mondo. Quando la Persona Suprema, Yogamaya girò intorno al Signore in segno di rispetto e discese in questo mondo. Quando la Persona Suprema e onnipotente trasferì Sesa dal grembo di Devaki a quello di Rohini, queste si trovano sotto l'influsso di (yoga-maya o yoga-nidra). La gente credette che la settima gravidanza di Devakì si fosse conclusa con un aborto. Così, sebbene apparso dapprima come figlio di Devakì, Balarama fu trasferito nel grembo di Rohini, e tutti Lo credettero suo figlio. Poi, Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna, che è sempre pronto a conferire le sue piene potenze ai Suoi puri devoti, Lui, il Signore di tutta la creazione, penetrò nella mente di Vasudeva.

Mentre teneva nel cuore la forma di Dio, la Persona Suprema, Vasudeva sembrava un sole radioso i cui raggi di luce sono sempre intollerabili e ardenti per l'uomo comune. La forma del Signore situata nel cuore puro e incontaminato di Vasudeva non differisce affatto dalla forma originale di Krishna. Il luogo dove appare la forma di Krishna, e in particolare il cuore, è detto dhama. Dhama è anche ogni luogo in cui appaiono il Suo nome, i Suoi attributi o tutto ciò che Lo circonda, poiché tutto si manifesta insieme.
La forma eterna di Dio, con tutte le Sue potenze, fu così trasferita dalla mente di Vasudeva alla mente di Devaki, esattamente come i raggi del sole che tramonta si trasmettono alla luna piena che sorge all'est.
E' necessario capire che Sri Krishna penetrò dapprima nel cuore puro e incontaminato di Devaki, e non nel suo grembo tramite un'emissione di sperma. Con i Suoi inconcepibili poteri, Dio, la Persona Suprema, può apparire come desidera; Egli non ha bisogno di entrare nel grembo di una donna nel modo comune.

Krishna, la Persona Suprema, penetrò dal corpo di Vasudeva in quello di Devaki. Egli Si trovava al di là delle condizioni che devono subire gli esseri comuni. Quando Krishna discende nell'universo materiale, anche tutte le Sue emanazioni plenarie, come Narayana, e tutti gli avatara, come Nrisimhadeva e Varaha, sono presenti con Lui, e nessuno di loro è soggetto alle condizioni dell'esistenza materiale. Così Devaki divenne la dimora di Dio, la Persona Suprema, Colui che non ha eguali, la causa di tutta la creazione; divenne la dimora della Verità Assoluta. Ma poiché era imprigionata nella casa di Kamsa, sembrava un fuoco soffocato, un'educazione di cui sarebbe fatto cattivo uso. Non si possono apprezzare i raggi di un fuoco coperto o represso in un vaso, e neppure il sapere di cui si fa cattivo uso e che non apporta nulla di buono agli esseri. Devaki era tenuta prigioniera dentro le mura del palazzo di Kamsa e nessuno poteva vedere la sua bellezza spirituale, bellezza che derivava dal fatto di tenere nel grembo Dio, la Persona Suprema.

Kamsa, invece, rimase colpito da questa bellezza spirituale e assoluta d sua sorella Devaki e capì subito che Dio, la Persona Suprema, aveva preso rifugio in lei. Prima non era mai stata così meravigliosamente bella. Kamsa intuì che il grembo di Devaki custodiva qualcosa di meraviglioso, perciò fu preso da una grande agitazione. Nella consapevolezza che quel Signore Supremo che l'avrebbe un giorno ucciso era disceso ora su questo pianeta, si mise a riflettere: "Che fare di Devaki? Certamente nel suo grembo Si trova Visnu, o Krishna, venuto per compiere la missione dei deva; e io non potrò mai ostacolarLo, neanche se uccidessi immediatamente Devaki." Kamsa sapeva che nessuno può impedire i piani di Visnu: ogni uomo intelligente è in grado di comprendere che non si può violare la legge di Dio. I piani di Dio si attueranno nonostante tutti gli ostacoli frapposti dagli esseri demoniaci. Kamsa ebbe allora questo pensiero: "Se uccido Devaki adesso, Visnu rafforzerà la Sua volontà suprema con più veemenza ancora. E uccidere Devaki ora sarebbe un atto abominevole; nessuno distruggerebbe la propria reputazione, fosse anche per uscire da una situazione imbarazzante: se uccido Devaki adesso, la mia reputazione sarà distrutta. Devaki è una donna, si trova sotto la mia protezione e per di più è incinta; se la uccido perderò la mia fama, i frutti dei miei atti virtuosi e la mia vita stessa."

Kamsa pensò ancora: "Un uomo troppo crudele non è meglio di un morto, anche se vive. Nessuno prova affetto per un uomo crudele quando è vivo, e dopo la sua morte tutti lo maledicono. Poiché si è identificato col corpo di materia, si vedrà degradato e costretto a cadere negli inferni più tenebrosi." Kamsa considerava i pro e i contro dell'uccidere Devaki. Decise infine di risparmiarla e di attendere l'inevitabile futuro. Intanto la sua mente s'immerse in un odio profondo verso la Persona Suprema. Nella sua paziente attesa che il Bambino venisse alla luce sperando di farlo perire come i precedenti, Kamsa si perse in un oceano di odio contro la Persona Suprema: pensava a Krishna e a Visnu mentre era seduto, mentre dormiva, mentre camminava, mentre mangiava, mentre lavorava, in qualsiasi situazione si trovasse. Tanto la sua mente era assorta nel pensare alla Persona Suprema che, indirettamente, Kamsa non vedeva intorno a sé altro che Krishna o Visnu. Purtroppo non può essere considerato un bhakta benché fosse così assorto nel pensare a Visnu, perché vedeva in Lui un nemico. Anche la mente di un grande bhakta è sempre assorta in Krishna, ma favorevolmente, con amore. Coscienza di Krishna è pensare a Krishna favorevolmente, con amore, e non sfavorevolmente, con odio.

Poi, Brahma e Siva, scortati da grandi saggi come Narada e seguiti da numerosi altri deva, entrarono, invisibili, nella casa di Kamsa per rivolgere alla Persona Suprema preghiere scelte che suonano dolci all'orecchio dei bhakta e soddisfano i loro desideri. Le loro prime parole glorificano il Signore come Colui che mantiene sempre le Sue promesse. Come insegna la Bhagavad-gita, Krishna discende in questo mondo solo per proteggere gli uomini virtuosi e annientare i miscredenti. Questa è la Sua promessa, e i deva sapevano che il Signore aveva scelto di entrare nel grembo di Devaki proprio per mantenere questa promessa. Felici di sapere che il Signore appariva per compiere la Sua missione, si rivolsero a Lui chiamandolo satya para, la Verità Suprema e Assoluta.

Consapevolmente o no, tutti ricercano la Verità. E di coloro che lo fanno in tutta coscienza si dirà che la filosofia è alla base della loro esistenza. I deva insegnano che la Verità Suprema e Assoluta è Krishna, perciò chi diventa pienamente cosciente di Krishna può raggiungere la Verità Assoluta perché Krishna è la Verità Assoluta. Una verità relativa non può rimanere vera nelle tre fasi del tempo eterno -passato, presente e futuro. Nel passato, nel presente come nel futuro Krishna rimase la Verità Assoluta. L'intero universo materiale è sotto il controllo del tempo supremo nei suoi aspetti di passato, presente e futuro; Krishna, invece, esiste prima della creazione, al momento della creazione tutto riposa in Lui, e quando la creazione si conclude soltanto Lui rimane. Egli è e resta la Verità Assoluta, in ogni tempo e in ogni circostanza. Se esiste in questo mondo qualche verità, essa emana certamente dalla Verità Suprema, Sri Krishna. Se esiste qualche opulenza, fama, potenza, saggezza o qualche insegnamento, Krishna ne è certamente la causa. Krishna è dunque la fonte di tutte le verità relative.

L'universo materiale si compone essenzialmente di cinque elementi -la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria e l'etere- che emanano tutti da Krishna. Gli scienziati materialisti sostengono che questi cinque elementi primari sono la causa della manifestazione materiale, ma ignorano che allo stato grossolano come a quello sottile questi elementi hanno origine da Krishna. Gli esseri viventi che agiscono all'interno dell'universo materiale emanano anch'essi da Krishna e appartengono alla Sua energia marginale. Il settimo capitolo della Bhagavad-gita afferma chiaramente che i mondi materiali sono una combinazione di due tipi di energia di Krishna, quella superiore e quella inferiore. Gli esseri viventi costituiscono l'energia superiore, e gli elementi materiali inerti l'energia inferiore. In ultimo, allo stato non-manifestato, ogni cosa rimane in Krishna.

I deva continuarono a offrire con rispetto le loro preghiere alla forma suprema di Dio, Sri Krishna, procedendo a uno studio analitico della manifestazione materiale, che è paragonata a un albero perché, come l'albero, si erge dal suolo, che è la natura materiale e, come l'albero, finirà per essere abbattuta. In sanscrito, albero si traduce con vriksa. Vriksa significa "ciò che finirà per essere abbattuto". Perciò l'albero della manifestazione materiale non può essere accettato come la Verità ultima. La manifestazione materiale è soggetta all'azione del tempo, mentre il corpo di Krishna è eterno. Krishna esisteva prima della manifestazione materiale, esiste durante la sua durata e continuerà a esistere dopo.

Anche la Katha Upanisad ci offre l'immagine dell'albero della manifestazione materiale che si erge sul suolo della natura materiale. Quest'albero dà due tipi di frutti: la gioia e il dolore. Su un ramo si trovano due uccelli: Uno è il Paramatma, l'Anima Suprema "localizzata", Krishna situato nel cuore di ciascuno; l'altro è l'essere individuale. Questi mangia i frutti della manifestazione materiale e talvolta gusta il frutto della felicità, talvolta quello dell'angoscia e della sofferenza. Il Primo, l'Anima Suprema, non è attratto da alcun frutto, perché è pienamente soddisfatto in Sé. La Katha Upanisad insegna che uno degli uccelli sull'albero del corpo mangia i frutti, mentre l'Altro si accontenta di osservarlo. Le radici di quest'albero si diramano in tre direzioni e sono i tre guna: virtù, passione e ignoranza.

Come un albero cresce in proporzione alla forza delle sue radici, così l'essere prolunga la sua permanenza nell'universo materiale secondo la forza del suo contatto con i tre guna. I frutti dell'albero hanno quattro sapori: la pietà, l'accumulo dei beni, il piacere dei sensi e la liberazione, e l'essere vivente li gusta in gradi diversi secondo il suo contatto con i guna. Ogni atto materiale è praticamente compiuto nell'ignoranza, ma poiché esistono tre guna, talvolta l'ignoranza si copre di virtù e di passione. Il sapore di questi frutti materiali è percepito attraverso i cinque sensi. I cinque organi di senso con cui si acquisisce il sapere sono esposti a sei colpi di frusta: l'afflizione, l'illusione, l'infermità, la morte, la fame e la sete. Il corpo materiale si compone di sette "strati": la pelle, i muscoli, la carne, il midollo, le ossa, il grasso e lo sperma. L'albero della manifestazione materiale ha otto rami: la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria, l'etere, la mente, l'intelligenza e il falso ego. Il corpo materiale si apre attraverso nove porte: i due occhi, le due narici, i due orecchi, la bocca, l'orifizio genitale e l'ano. Infine, nel corpo si trovano dieci tipi di arie interne: il prana, l'apana, l'udana, il vyana, il samana, il naga, il krikara, il kurma, il devadatta e il dhanañjaya.

La radice, la causa della manifestazione materiale così descritta è Dio, la Persona Suprema, che Si moltiplica e Si prende cura dei tre guna: Visnu S'incarica della virtù, Brahma della passione e Siva dell'ignoranza. Con la passione Brahma crea questa manifestazione, con la virtù Visnu la mantiene e Siva, con l'ignoranza, la distrugge. l'intera creazione riposa in ultima analisi nel Signore Supremo, causa ultima della creazione, del mantenimento e della distruzione. Infine, quando l'intera manifestazione è dissolta, essa riposa nel corpo del Signore Supremo sotto la forma sottile della Sua energia.

I deva cantarono nelle loro preghiere: "Il Signore Supremo, Sri Krishna, sta per apparire al fine di mantenere la manifestazione cosmica." In realtà esiste una sola causa suprema, ma deviati dai tre guna, gli uomini di minore intelligenza credono che l'universo materiale si manifesti attraverso numerose cause. Gli uomini d'intelligenza, invece, vedono una sola causa: Krishna.
Come insegna la Brahma-samhita: sarva karanakaranam, Krishna, la Persona Suprema, è la causa di tutte le cause. Brahma è un essere che Krishna ha dotato del potere di creare l'universo materiale, Visnu è l'emanazione di Krishna che Si prende cura del mantenimento dell'universo materiale, e Siva è quella che si occupa della sua distruzione.

"Caro Signore, continuarono a pregare i deva, è molto difficile comprendere la Tua forma vera, eterna, la Tua forma personale. Poiché la gente ne è incapace, Tu discendi in persona in questo mondo per mostrare a tutti la Tua forma originale ed eterna. Gli uomini possono arrivare a capire la natura delle Tue diverse manifestazioni, ma nessuno di loro giunge a comprendere la Tua Persona quando Ti presenti nella Tua forma eterna di Krishna, a due braccia, e agisci nella società degli uomini come se le appartenessi. Questa forma procura ai Tuoi devoti una felicità spirituale sempre crescente, ma per gli abhakta rappresenta il pericolo maggiore." Come insegna la Bhagavad-gita: paritranaya sadhunam, Krishna soddisfa completamente i sadhu. Ma per gli asura rappresenta una grande minaccia, perché Egli discende in questo universo per ucciderli. Krishna è dunque insieme Colui che soddisfa i bhakta e Colui che spaventa gli asura.

"Caro Signore dagli occhi di loto, Tu sei la sorgente stessa della virtù. Numerosi grandi saggi, assorti nella Tua Persona attraverso il samadhi, la profonda meditazione sui Tuoi piedi di loto, hanno facilmente ridotto il tenebroso oceano della natura materiale all'acqua contenuta nell'impronta di uno zoccolo di vitello." Il fine della meditazione è concentrare la mente in Dio, la Persona Suprema, iniziando dai Suoi piedi di loto. Semplicemente meditando sui piedi di loto del Signore, grandi saggi hanno attraversato senza difficoltà il vasto oceano dell'esistenza materiale.

"O Signore, che non hai bisogno di altra fonte di luce oltre Te stesso, i grandi saggi che hanno attraversato l'oceano dell'ignoranza sul vascello assoluto dei Tuoi piedi di loto non hanno tenuto per sé quel vascello, né l'hanno ancorato sull'altra riva; esso è ancora su questa sponda." I deva usano una bellissima analogia. Se prendiamo un battello per attraversare un fiume, com'è possibile che una volta approdati sull'altra sponda quel battello possa ancora accogliere dei viaggiatori da dov'era partito? I deva, nelle loro preghiere, rispondono a questa domanda: i bhakta che stanno ancorasulla prima sponda possono attraversare l'oceano della natura materiale perché coloro che li precedettero, i puri bhakta, non portarono con sé il vascello. Infatti, quando si avvicina quest'imbarcazione l'oceano delle tenebre materiali riduce sempre più il suo volume fino a essere contenuto nell'impronta di uno zoccolo di vitello. Allora per i bhakta non c'è più bisogno di far andare il vascello sull'altra sponda, è sufficiente che scavalchino l'oceano. Per la compassione dei grandi saggi verso tutte le anime condizionate, il vascello rimane ai piedi di loto del Signore, sui quali si può meditare in qualsiasi momento e superare così il vasto oceano dell'esistenza materiale.

La vera meditazione è la concentrazione della mente sui piedi di loto del Signore. Quando parliamo di piedi di loto intendiamo i piedi di Dio, la Persona Suprema. Gli impersonalisti rifiutano di accettare l'esistenza dei piedi di loto del Signore e devono dunque scegliere un oggetto impersonale per la loro meditazione. I deva esprimono il loro giudizio definitivo: coloro che sono interessati alla meditazione sul vuoto o sull'impersonale non possono attraversare l'oceano dell'ignoranza. Essi immaginano soltanto di aver raggiunto la liberazione. "O Signore dagli occhi di loto! L'intelligenza di queste persone è contaminata perché essi non meditano sui Tuoi piedi di loto."

Per aver trascurato il Signore, gli impersonalisti, anche se sono riusciti a elevarsi alla realizzazione impersonale della Verità Assoluta, devono cadere ancora nell'esistenza materiale condizionata. Dopo aver compiuto numerose e severe austerità essi si fondono nello sfolgorio del Brahman impersonale, ma la loro mente non è libera dalla contaminazione materiale: essi non hanno fatto altro che negare i loro pensieri materiali; e questa negazione non li ha portati alla liberazione, bensì a una ricaduta nell'esistenza materiale. La Bhagavad-gita spiega che gli impersonalisti devono passare attraverso innumerevoli prove per realizzare il fine ultimo. Inoltre, lo Srimad-Bhagavatam insegna che fuori del servizio di devozione al Signore nessuno può liberarsi dai legami del karma; concetto ribadito anche da Sri Krishna nella Bhagavad-gita, dal grande saggio Narada nello Srimad-Bhagavatam e sottolineato qui dai deva:

"Gli uomini che non praticano il servizio di devozione mancano il fine del sapere e non sono favoriti dalla Tua grazia." Gli impersonalisti immaginano soltanto di aver raggiunto la liberazione, in realtà non provano alcun sentimento per Dio, la Persona Suprema. Credono che quando Krishna discende in questo mondo S'incarni in un corpo materiale, perciò non riescono a vedere il Suo corpo trascendentale, e la Bhagavad-gita lo conferma: avajananti mam mudhaf, anche se hanno dominato la cupidigia e si sono elevati al piano della liberazione, gli impersonalisti devono ricadere nell'universo materiale. Se si accontentano di accumulare il sapere per semplice amore del sapere senza adottare il servizio di devozione, non potranno mai raggiungere il fine, ma raccoglieranno come frutto soltanto i disagi dei loro sforzi.

segue CAP. 2

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Eroe per Caso il 1/15/2017, 17:26

Cap. 2 pag. 2 seguito


La Bhagavad-gita stabilisce chiaramente che l'identificazione col Brahman impersonale, non può costituire un fine in sé stesso; potrà forse portare la gioia, la liberazione dagli attaccamenti materiali e l'equanimità, ma in seguito sarà necessario adottare il servizio di devozione. Solo allora il saggio che ha raggiunto la realizzazione del Brahman potrà entrare nel regno spirituale e vivere eternamente in compagnia di Dio, la Persona Suprema. Questi sono i frutti del servizio di devozione. I devoti del Signore, al contrario degli impersonalisti, non cadono mai perché anche se accade che si allontanino dal sentiero, rimangono sempre legati al Signore dai vincoli dell'affetto. Sulla via del servizio di devozione può sorgere qualsiasi ostacolo, ma liberi e senza paura i devoti del Signore li superano tutti. Poiché si sono abbandonati a Lui, hanno la certezza che Krishna li proteggerà sempre, come Krishna stesso promette nella Bhagavad-gita: "Il Mio devoto non perirà mai".

"Caro Signore, sei apparso nella Tua forma originale, pura, di eterna virtù a beneficio di tutti gli esseri viventi di questo mondo, così oggi tutti potranno facilmente comprendere la natura e la forma di Dio, la Persona Suprema. I membri dei quattro asrama -brahmacari, grihastha, vanaprastha e sannyasi- potranno tutti beneficiare del Tuo avvento.
"Caro Signore, sposo della dea della fortuna, i bhakta che s'impegnano nel Tuo servizio non cadono mai, al contrario degli impersonalisti, dall'alto livello che hanno raggiunto. Sotto la Tua protezione sono in grado di scavalcare le teste di tutti gli agenti di maya, sempre pronti a ergere imponenti ostacoli sul sentiero della liberazione Caro Signore, Tu appari nella Tua forma spirituale per il bene degli esseri viventi affinché possano vederTi direttamente, offrirTi adorazione e sacrifici eseguendo i riti prescritti nei Veda, praticando la meditazione mistica e il servizio di devozione come raccomandano le Scritture. Caro Signore, se Tu non apparissi nella Tua forma eterna e assoluta, tutta di conoscenza e felicità, col potere di dissipare ogni elucubrazione ignorante su di Te, tutti, secondo i guna a cui sono soggetti, si trincererebbero dietro le loro ipotesi difformi sulla Tua Persona."

L'apparizione di Krishna stronca tutte le "iconologie" da cui gli autori iniziano a elucubrare sulla forma di Dio, facendosene ognuno un'idea differente secondo il guna a cui è soggetto. La Brahma-samhita insegna che Dio è la Persona originale, l'antenato di tutti. Ci sono persone religiose che immaginano Dio molto anziano e Lo rappresentano come un vecchio. Ma la stessa Brahma-samhita dice che sebbene Egli sia il più anziano di tutti gli esseri, la Sua forma eterna mantiene sempre la freschezza e la giovinezza. Le parole esatte usate a questo proposito dallo Srimad-Bhagavatam sono vijñanamajñanabhid apamarjanam. Il vijñana è il sapere assoluto sulla Persona Suprema, ma anche il sapere realizzato. Il sapere spirituale assoluto deve essere ricevuto con un metodo discendente, attraverso una successione di maestri, nello steso modo in cui Brahma trasmette nella sua Brahma-samhita la conoscenza di Krishna.

La Brahma-samhita fa parte del vijnana perché è il frutto della realizzazione di Brahma durante la sua esperienza spirituale che lo portò a descrivere la forma e i divertimenti di Krishna nella Sua dimora assoluta, dopo averli realizzati nella pratica. Il termine sanscrito ajñanabhid designa "ciò che può far fronte a ogni forma di speculazione mentale". Prigionieri della loro ignoranza, gli uomini sono ridotti a immaginare la forma di Dio o a concepirLo addirittura senza forma, secondo i suggerimenti della loro fantasia. Ma la presentazione che la Brahma-samhita dà di Krishna è qualificata di vijnana perché nasce da un sapere scientifico, frutto dell'esperienza di Brahma, ed è riconosciuta inoltre da Sri Caitanya Mahaprabhu. Non si può dubitarne. La forma di Sri Krishna, il Suo flauto, la Sua carnagione, tutto è pura realtà.

Questo vijnana sconfigge tutti i risvolti del sapere speculativo. "Se Tu non apparissi come Krishna, come Tu sei, continuarono i deva, né l'ajñanabhid né il vijñana sarebbero realizzati. Ajñanabhid apamarjanam: alla Tua apparizione il tenebroso sapere speculativo è costretto a soccombere al vero sapere, frutto dell'esperienza vissuta da autorità spirituali come Brahmaji. Gli uomini soggetti agli influssi dei tre guna creano di tutto punto il loro Dio, secondo i guna di cui sono vittima. Numerose
sono le forme sotto cui viene presentato Dio, ma la Tua apparizione stabilirà quella autentica."

L'errore più grossolano degli impersonalisti sta nel credere che Dio discenda in questo universo in una forma materiale, anche se di virtù. In realtà, la forma di Krishna, di Narayana, si situa al di là di ogni concetto materiale. Anche il più grande degli impersonalisti, Sankaracarya, dovette ammettere che Krishna, Narayana, è al di là di questa creazione materiale (narayanaf paro 'vyaktat), sebbene sostenesse che la creazione materiale ha come causa la manifestazione impersonale (avyakta) della materia, cioè la materia nella sua totalità allo stato non manifestato. Per definire questa posizione del Signore, lo Srimad-Bagavatam usa il termine suddha -sattva, cioè al di là della materia. Krishna non è soggetto né alla virtù né alla passione né all'ignoranza, ma le trascende tutt'e tre. Egli appartiene al piano spirituale assoluto, tutto di felicità e conoscenza.

"Caro Signore, quando appari in questo universo nella forma di differenti avatara, assumi vari nomi e forme, secondo le circostanze. Sei chiamato Krishna per il Tuo fascino infinito e Syamasundara per la Tua bellezza tutta spirituale. Syama significa nero, eppure si dice che la Tua bellezza superi quella di migliaia di Kandarpa (Cupidi). Kandarpa koti-kamaniya: la Tua carnagione ha il colore di una nube di temporale, ma poiché è la bellezza dell'assoluto, affascina molto più della delicata carnagione di Kandarpa. Talvolta Ti chiamano Ghiridhari perché sollevasti la collina Govardhana, e anche Nanda-nandana o Vasudeva o Devaki-nandana perché apparisti come figlio di Maharaja Nanda, di Vasudeva e di Devaki. Gli impersonalisti che Ti vedono con occhio materiale, credono che i Tuoi numerosi nomi e forme corrispondano ad altrettanti e attributi materiali.

"Caro Signore, la possibilità di comprendere la Tua Persona non dipende affatto dallo studio speculativo della Tua natura, della Tua forma e dei Tuoi atti assoluti, ma soltanto dal servizio di devozione. In realtà, solo chi ha il desiderio, anche se minimo, di servire i Tuoi piedi di loto può comprendere la Tua natura, forma e qualità assolute. Gli altri potranno formulare ipotesi sulla Tua Persona per migliaia di anni, ma non coglieranno mai neppure il minimo barlume sulla Tua vera natura." In altre parole, Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna, non può essere compreso dagli abhakta, per i quali il Suo vero aspetto è velato da yoga-maya. E Krishna, nella Bhagavad-gita, conferma: naham prakasaf sarvasya, Io non Mi mostro a tutti. Krishna discese in persona sulla Terra, e tutti poterono vederLo sul campo di battaglia di Kuruksetra senza riuscire a comprendere però che Egli era Dio. Ma tutti i guerrieri che morirono in Sua presenza ottennero una liberazione totale dall'esistenza materiale e raggiunsero il mondo spirituale.

"O Signore, gli impersonalisti e gli abhakta non riescono a concepire come il Tuo nome non differisca dalla Tua forma." Poiché il Signore è assoluto, non esiste nessuna differenza tra il Suo nome e la Sua forma. In questo mondo il nome differisce dalla forma. Per esempio, il mango, il frutto, differisce dalla parola che lo designa. Non si può assaporare un mango dicendo: "Mango, mango, mango." Ma il bhakta sa che non esiste alcuna differenza tra il nome e la forma del Signore, perciò canta e recita il mantra Hare Krishna: hare Krishna, hare Krishna, Krishna Krishna, hare hare / hare rama, hare rama, rama rama, hare hare, realizzando così la costante presenza di Krishna accanto a sé. Per coloro che sono privi di un profondo sapere spirituale, Sri Krishna manifesta i Suoi divertimenti assoluti, che offrono il più alto beneficio a chi semplicemente li ascolta. Come non esiste differenza tra il nome e la forma assoluta del Signore, così nessuna differenza separa i Suoi divertimenti assoluti dalla Sua forma. Per gli esseri umani di minore intelligenza, come le donne, i sudra e i vaisya, il grande saggio Vyasadeva scrisse il Mahabharata, in forma di racconti storici, dove Krishna Si manifesta attraverso le Sue svariate attività. Semplicemente studiando, ascoltando o ricordando le attività assolute di Krishna narrate in quest'opera, gli uomini di minore intelligenza potranno gradualmente elevarsi al livello dei puri bhakta.

I puri bhakta, che sono sempre assorti nel pensiero dei piedi di loto di Krishna e servono costantemente il Signore con amore e devozione in piena coscienza di Krishna, non devono mai essere considerati persone che vivono nel mondo materiale. Sri Rupa Gosvami dice che coloro che restano sempre impegnati nella coscienza di Krishna col corpo, la mente e gli atti devono essere considerati anime liberate anche se situati ancora in un corpo materiale. Anche la Bhagavad-gita conferma che coloro che servono il Signore con amore e devozione hanno già trasceso il piano materiale.
Krishna appare in questo mondo per offrire ai bhakta, come agli abhakta, l'opportunità di realizzar il fine ultimo dell'esistenza. I bhakta possono allora direttamente vederLo e adorarLo, mentre coloro che non sono ancora giunti a questo livello possono elevarsi familiarizzando con le Sue attività e i Suoi divertimenti.

"O Signore, continuarono i deva, poiché Tu sei non nato, noi non vediamo altra causa nel Tuo avvento se non il Tuo desiderio di godere dei Tuoi divertimenti." Anche se la Bhagavad-gita insegna che il Signore discende in questo mondo per assicurare la protezione dei Suoi devoti e la distruzione degli abhakta. Infatti, la natura materiale è in grado d'incaricarsi da sola di questa distruzione. "Automaticamente si svolgono i movimenti della natura esterna (creazione, mantenimento e distruzione). Quanto ai Tuoi devoti, essi ricevono ogni protezione semplicemente prendendo rifugio nel Tuo santo nome, perché questo nome non differisce dalla Tua Persona." Così, quando Dio discende in questo mondo non è veramente per proteggere i bhakta e annientare gli abhakta, ma per il Suo piacere spirituale. Non c'è altra ragione nel Suo avvento.

"Caro Signore, Tu appari ora come il migliore tra i componenti della dinastia Yadu, e noi offriamo umilmente il nostro rispettoso omaggio ai Tuoi piedi di loto. Prima Ti eri già manifestato in questo mondo come avatara-Pesce, avatara-Cavallo, avatara-Tartaruga, avatara-Cigno, il re Ramacandra, Parasurama, e tanti altri. Tu appari solo per proteggere i Tuoi devoti, e noi T'imploriamo, Tu che sei Dio, la Persona Suprema, e discendi oggi nella Tua forma originale, accordaci la stessa protezione in tutti i tre mondi e abbatti ogni ostacolo che si presenta nello svolgimento pacificico della nostra esistenza.

"O madre Devaki, nel tuo grembo Si trova Dio, la Persona Suprema, che ora Si manifesterà insieme con tutte le Sue emanazioni plenarie. Egli è il Signore Supremo nella Sua forma originale, che appare per il nostro bene. Non temere tuo fratello, il re della dinastia Bhoja, perché tuo figlio, Sri Krishna, la Persona Suprema e originale, apparirà e proteggerà la virtuosa dinastia degli Yadu. Egli non apparirà solo, L'accompagnerà la Sua emanazione plenaria più diretta, Balarama."
Devaki aveva terrore di suo fratello Kamsa, che aveva già ucciso tutti i suoi figli, e continuamente l'angoscia l'assaliva: Krishna sopravviverà? Il Visnu Purana c'informa che per confortare Devaki tutti i deva con le loro spose le rendevano costantemente visita e la incoraggiavano a non lasciarsi prendere dallo sgomento. Krishna, nel suo grembo, appariva non solo per alleviare il mondo dal suo fardello, ma anche e soprattutto per difendere gli interessi della dinastia Yadu, e naturalmente per proteggere Devaki e Vasudeva.

Fine cap. 2


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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da elettra il 1/22/2017, 21:09

Davvero eccezionali questi testi, grazie eroe
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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Lancillotto2013 il 1/23/2017, 23:04



Krishna non è soggetto né alla virtù né alla passione né all'ignoranza, ma le trascende tutt'e tre.

Egli appartiene al piano spirituale assoluto, tutto di felicità e conoscenza.

http://2.bp.blogspot.com/-8PhkfA9t4HI/UWKbeHRA_8I/AAAAAAAAAe0/oM1uCoflsQY/s1600/552147_518112821584380_1340186354_n.jpg

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da cassania il 1/23/2017, 23:25

Ma chi è l'uomo sul bovino (?) scuro?

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Lancillotto2013 il 1/23/2017, 23:52

Quello che i cattolici chiamiamo SATANA .. una manifestazione figlia di MARA.

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da cassania il 1/24/2017, 00:18

Non so se c'entra qualcosa, ma una volta durante la meditazione avevo visto ciò che avevo riconosciuto come un bovino scuro... Si era avvicinato a me, nella camera da letto, e mi sfiorava col muso, sentivo il suo respiro, era così grande e reale che mi sono spaventata al punto che avevo deciso di interrompere la meditazione pur di fuggire, anche se infine ho continuato...

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Lancillotto2013 il 1/24/2017, 00:25



questa è la Dea Durga, figlia immagine della Dea Lakshmi figlia immagine della Dea Radha, che ad ogni ciclo ed Era uccide l'essere maligno che impersonifica SATAN

e sempre uguale le cose si ripetono ..nei cicli nelle ere e nei tempi (relativi)

PS: occhio che sei fai la cattiva "passi sotto le sue sgrinfie" icon_rof icon_rof icon_rof

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Il vantaggio di Essere Uno Intelligente è che puoi permetterti di fare anche l'imbecille.
Mentre il contrario è proprio impossibile.
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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da cassania il 1/24/2017, 12:02

Ho capito, ora mi sono ricordata, tempo fa l'avevi spiegato in questi due post :
http://paranormale.forumattivo.it/t61p50-dice-il-saggio-citazioni-di-persone-famose-e-di-personaggi-meno-famosi#13068
http://paranormale.forumattivo.it/t61p50-dice-il-saggio-citazioni-di-persone-famose-e-di-personaggi-meno-famosi#13070
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Poi, ho trovato nei miei appunti quell'episodio... Praticamente l'animale si era avvicinato a me. Cercavo di mantenere la calma, poi avevo provato a parlargli ma ho avuto l'impressione di parlare a vuoto... Poi si era chinato su di me e col muso mi strofinava la pancia boh Beh, a quel punto non ce l'ho fatta più - avevo aperto gli occhi e di scatto mi ero alzata, ma mi ero resa subito conto di trovarmi "lì", cioè non nel corpo fisico. Stavo in un cortile di una casetta ed alla mia destra c'era un'uomo che parlava, purtroppo non sono riuscita a sentire bene e ricordare ciò che diceva. Ad un certo punto avevo girato la testa a destra e l'avevo osservato: era di profilo, aveva sui 50-60 anni, aveva i capelli scuri, non molto folti, anzi... Nell'orecchio (sx) avevo notato un orecchino - al centro c'era una pietra tonda di color bordeaux adornata da un certo ornamento in metallo giallo. Lo osservavo mentre parlava e, non so perchè, ma non mi piaceva, mi ero girata e me ne ero andata altrove. Qui troverete pure il disegnino-scarabocchio Embarassed https://servimg.com/view/19563920/5
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P.S. non faccio la cattiva, è che a volte mi succede di percepire dei pensieri/vibrazioni negative boh cerco di domarli, quando riesco...

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Eroe per Caso il 1/24/2017, 19:47

Brava, molto bene, hai ricordato giusto il discorso di Satan nascosto nel Toro per non farsi beccare dalla Dea.

Il tipo potrebbe assomigliare a Mara in persona o a un suo servo.





PS: il controllo mentale è "tutto" nel bagaglio di un Cercatore (ovviamente senza esagerare ..ma.. facendosi rispettare dall'ego .. che è il falso se stessi..).

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da cassania il 1/24/2017, 23:27

Ok...

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Re: Il libro di Sri Krishna

Messaggio Da Eroe per Caso il 2/2/2017, 21:45

AUGH


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Re: Il libro di Sri Krishna

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